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Medicina Sportiva, una questione da risolvere

Casale Monferrato - 31/08/2009

L’assessore allo Sport Federico Riboldi interviene sulla vicenda della Medicina Sportiva per chiedere che al più presto l’Asl risolva il problema e il servizio venga ripristinato.

«Andate ad Alessandria»

«Al centralino di via Palestro rispondono che il servizio non è disponibile e invitano a rivolgersi altrove, ad Alessandria ma a Casale Monferrato vi sono tre squadre di professionisti più una ottantina di società sportive di dilettanti e riteniamo come comune, che il ripristino del servizio debba essere tra le priorità dell’Azienda sanitaria».

Sulla struttura casalese poi non gravitano solo gli aderenti alle società sportive cittadine ma anche quelle del territorio cicostante, evidenzia Riboldi.

Intanto - sulla questione - il consigliere regionale Marco Botta sta predisponendo una interrogazione da presentare in consiglio regionale per invitare anche la Regione intervenire al più presto e con gli strumenti necessari per risolvere la situazione e superare il disagio.

Risponde Ghiazza

A Riboldi risponde il direttore sanitario dell’ASL AL Gianfranco Ghiazza sottolineando che il problema è all’ordine del giorno e che si stanno facendo i passi necessari per gestirlo, anche se il fatto che i mesi compresi fra settembre e novembre - a ridosso della pausa estiva - sono quelli in cui l’attività di medicina sportiva è la più intensa non facilita le cose.

I LEA - i Livelli essenziali di assistenza - che deve garantire l’Asl - precisa Ghiazza - comprendono solo le visite ai minori ma l’ASL intende continuare a erogare si servizi così come è avvenuto finora.

Tutto per un trasferimento

«Dopo il trasferimento ad Asti del medico che svolgeva tale servizio, da cui sono nate le difficoltà attuali, è stato staccato un fisiatra per sei ore la settimana proprio allo scopo di effettuare le visite sui minori». Intanto - spiega Ghiazza - sono stati contattati medici «sumaisti» (a gettone) per coprire le altre 20 ore, ma dai primi contatti non si sono avute le risposte auspicate.

Come estrema risorsa - se non si troveranno medici disponibili a coprire le rimanenti 20 ore settimanali - si farà riferimento ai professionisti delle altre strutture sanitarie della ASL, in modo da non lasciare Casale scoperta ma «tra settembre e ottobre contiamo di risolvere la cosa. Poi - aggiunge - valuteremo se bandire un concorso specifico. Ma per questo occorreranno alcuni mesi».


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