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  • 17 aprile 2026
  • Casale Monferrato

La proposta

Gli Stati Generali del Monferrato per fermare il declino del nostro territorio

Caro direttore, alcune considerazioni sulla situazione in cui versa il Monferrato casalese. Ritengo che “Il Monferrato” si debba fare promotore strategico ed organizzi gli Stati Generali di Casale Monferrato, del Monferrato casalese e dei territori circostanti al fine di affrontare il declino socio-economico della zona coinvolgendo le categorie imprenditoriali, commerciali, artigianali, agricole, le professioni, le scuole, le realtà associative sociali e culturali, le banche del territorio, i singoli cittadini interessati. Lo scopo deve essere quello di proporre strategie di innovazione e rilancio magari costituendo gruppi tematici multidisciplinari.

Sono molteplici e vari gli esempi di tali iniziative a cui ispirarsi. Negli ultimi decenni la città di Casale ha perso il 25% della sua popolazione e, in percentuale maggiore, il suo potenziale produttivo. Occorre, quindi, a mio parere, indirizzare strategicamente le scarse risorse secondo una visione prospettica di sviluppo sostenibile a medio-lungo termine ponendo così le basi per una crescita futura, affrancandosi, in particolare i decisori pubblici, da scelte di breve periodo che poi appaiono effimeri successi. Non servono idee mirabolanti.

Basta studiare e applicare le esperienze altrui. Negli ultimi tempi si evoca spesso il turismo quale volano di ripresa. Ma se si vuole incentivare la vocazione turistica del territorio, anche enogastronomica, occorre garantire anche la sopravvivenza in città e nei paesi dei negozi tipici di prossimità che offrono prodotti della zona. Appare una piccola questione ma credo sia molto sentita. Non si può immaginare che i turisti cerchino nei supermercati - il cui numero aumenta esponenzialmente unitamente a boutique di abbigliamento - i prodotti tradizionali della cucina monferrina e non solo. Basta fare un giro in Langa per verificarne l’importanza. Perché non utilizzare, ad esempio, l’ex edicola giornali di piazza Mazzini (desolatamente chiusa) pubblicizzando gli esercizi in città e nei paesi che offrono prodotti della zona?

Affinché quanto scritto non resti uno sterile esercizio di riflessione, mi permetto rassegnare una prima proposta da discutere. I Comuni del territorio, facendo sistema magari creando società consortili di scopo, potrebbero farsi promotori di un incubatore o un acceleratore di startup innovative in settori di punta della zona - turismo, enogastronomia, edilizia (cemento), grafica, freddo – creando una piattaforma fornendo spazi di coworking. Molti enti pubblici territoriali sostengono tali iniziative e varie realtà piemontesi permettono l’accesso a reti di partners e investitori.

Cito il Politecnico di Torino, l’Università del Piemonte Orientale a Novara, Banca Sella a Biella. Il territorio potrebbe proporsi collaborando con tali realtà strutturate mettendo a disposizione un sistema organizzato di infrastrutture, spazi di lavoro, luoghi fisici, insomma opportunità. Tutto ciò potrebbe avere un effetto dinamico creando maggior attrattiva del territorio, sviluppo economico, domanda di abitazioni, incremento del commercio. La discussione su questi temi deve, però, avvenire senza riserve mentali, pregiudizi e prevaricazioni, facendo squadra, unendo le forze e le competenze al fine di raggiungere obiettivi comuni. Sono certo che “Il Monferrato”, sensibile allo sviluppo del territorio e valorizzando e coinvolgendo le risorse locali in ambito economico, sociale, culturale, ambientale, possa imprimere un deciso impulso tale da suscitare in tutti questi attori l’impegno ad invertire la rotta di questo bellissimo territorio a tutto vantaggio dei suoi abitanti.


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Federico Nardi

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