Repubblica Democratica del Congo - Una guerra dimenticata
di Organizzatori Kitambo Music Festival
Nella Repubblica Democratica del Congo si consuma una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, con povertà e guerra civile che hanno causato, dal 1998 a oggi, 5 milioni di morti, il bilancio più sanguinoso dalla Seconda guerra mondiale.
Il susseguirsi di conflitti localizzati e a intensità variabile - soprattutto nell’est del paese – insieme allo scoppio ricorrente di epidemie gravissime, alla malnutrizione infantile e ad una generale situazione di povertà ed insicurezza, continuano a porre quotidianamente a rischio la vita di centinaia di migliaia di bambini.
Numerosi rapporti denunciano gravi e sistematiche violenze sessuali commesse da tutti i gruppi armati presenti nella regione e il reclutamento indiscriminato di centinaia di bambini rapiti nelle scuole e nei mercati.
Conflitti etnici e risorse naturali
Descritta come un conflitto essenzialmente etnico-tribale, la guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo è caratterizzata dallo scontro tra gruppi armati a base etnica, ma ha come fattore scatenante la lotta per il controllo delle immense risorse naturali del paese, tra cui oro, diamanti, uranio, cobalto, cassiterite (da cui si ricava lo stagno), rame e coltan (columbite-tantalite, utilizzato nella telefonia cellulare e per le componenti delle apparecchiature informatiche, elettroniche e missilistiche).
Proprio a causa delle sue ricchezze, il paese è stato sistematicamente saccheggiato prima dalla colonizzazione belga, quindi dalla trentennale dittatura di Mobutu e, negli anni ‘90, dagli eserciti dei paesi vicini e dalle bande mercenarie che, per sfruttarne giacimenti e risorse, hanno sostenuto e alimentato la guerra civile e gli scontri tra le numerose componenti etniche.
Kitambo sostiene il progetto “Un attimo per il Congo”
L’evento ha lo scopo di far giungere i fondi al Centro di Ngangi, situato alla periferia di Goma, nato alla fine degli anni ottanta su iniziativa di un padre salesiano, con l’intento di fare un centro di aggregazione per i giovani e per avviare corsi di alfabetizzazione. I volontari del Centro Don Bosco di Goma, oltre a fornire la prima accoglienza necessaria ai profughi, si preoccupano anche di dare tutto ciò che serve per costruire una nuova vita, accogliendo gli orfani e costruendo nuove case per gli sfollati. Sono impegnati nel settore sanitario, educativo, alimentare e garantiscono una protezione. Nella raccolta fondi, effettuata all’Oratorio don Bosco di Casale durante il periodo di Avvento, sono stati raccolti e consegnati direttamente nelle mani di Don Mario Perez 6.000 €, grazie alla generosità di tante persone.
Nel giro di pochi anni il Centro è diventato uno dei maggiori punti di accoglienza per bambini e giovani della zona; visto il continuo afflusso di persone e la diversità di situazioni che si è trovato ad affrontare, il Centro si è strutturato ed organizzato sempre più per rispondere alle esigenze e ai bisogni dei giovani che ne fanno parte. Negli anni, Ngangi ha istituito dei corsi professionali dove ragazzi e ragazze possono apprendere piccoli mestieri: vengono svolti regolarmente corsi di falegnameria, muratura, meccanica e cucito.
Ngangi ha aperto le porte del Centro a donne e bambini, soprattutto a quelle malate visto che, oltre all’emergenza alimentare, è in corso un’emergenza umanitaria e medica dovuta ad una rapida diffusione di malattie (soprattutto il colera) tra gli sfollati che riempiono la città. Da un aggiornamento giuntoci dal VIS-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo nel febbraio 2009 sappiamo che al Centro Don Bosco si sono rifugiati 1.723 disperati.