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  • 24 giugno 2014
  • Casale Monferrato

Il Casale Fbc sarà venduto?

Il Casale Foot-Ball Club non è stato ceduto. Non ancora, perlomeno, ma non è neppure detto che lo sarà a breve. Non si può neppure parlare di ingresso di nuovi soci, in quanto il presidente Giuseppino Coppo, una volta tanto, pare volerci vedere chiaro, in merito alle varie proposte giunte sul suo tavolo. Sarebbe fondamentale evitare di abboccare alle promesse dei soliti personaggi che popolano il mondo del calcio e che non contribuiscono certo a renderlo migliore: occorre massima prudenza, persino un generoso pizzico di diffidenza, perché dopo una stagione passata a ricostruire le fondamenta, sarebbe folle vanificare tutto. Senza dimenticare che l’eredità nerostellata fu affidata a Coppo dal sindaco (all’epoca Demezzi – ndr), su richiesta della FIGC, e pertanto esiste anche un impegno formale nei confronti della città a non bistrattare un patrimonio storico, per quanto poco di moda, al momento. Tante voci, nessuna certezza Nei giorni scorsi, si era sparsa la voce che il torinese Andrea Bachis (per conto di una non meglio precisata immobiliare svizzera) fosse vicinissimo all’accordo con il patron nerostellato, tanto da aver già visitato gli impianti sportivi a disposizione della società e aver abbozzato un possibile organigramma (con il casalese Dario Calemme fra i pochi superstiti dell’attuale dirigenza, come segretario sportivo). Tutto vero, come potete leggere nell’intervista rilasciataci sabato da Bachis stesso: difficile però comprendere se l’ambizioso progetto “svizzero” sia o meno una reale opportunità. Giusto analizzarlo con estrema cura e poi agire di conseguenza. Coppo, come si diceva, pare averlo compreso bene: «Non ci sono ancora novità sostanziali e tutti i possibili scenari restano aperti. Al momento preferisco non commentare, ma ci tengo a ribadire due cose. La prima è che il Casale, qualunque sarà la compagine societaria, sarà strutturato per non avere più problemi economici in estate. Se qualcuno vuole investire denaro per far crescere le ambizioni della società, è ben gradito, ma fisseremo rigidi paletti che garantiranno la continuità nel tempo. Non voglio più che si ripetano casi come quelli degli ultimi anni. La seconda cosa è che il settore giovanile sarà gestito da Vittorio Turino, qualunque cosa accada a livello di prima squadra, perché sono felicissimo dell’accordo che è stato raggiunto con la Junior Pontestura. In quell’ambito faremo bene, ve lo garantisco». Le due possibili alternative Coppo non lo dice, ma restano sotto analisi anche la proposta di Michele Delvecchio (in verità assai simile a quella torinese-elvetica, forse meno “invasiva”) e l’opportunità di proseguire il cammino da solo, con l’ambizione di un tranquillo campionato di metà classifica in Eccellenza, se il ripescaggio sarà effettivo, oppure di un campionato di Promozione a vincere, sulla falsariga di quest’anno. Niente voli pindarici o false promesse ai tifosi, insomma, nell’ultima eventualità, soltanto la consapevolezza che in un momento così difficile per tutti, dal punto di vista economico, occorre misurare le spese. L’ideale (un po’ utopico, per esperienza) sarebbe che i calciatori non si facessero attirare da sirene estive che poi si rivelano puntualmente tali, al sopraggiungere dell’inverno. Perché il Casale nell’ultima stagione ha promesso e mantenuto, a differenza di tanti altri club: meglio pochi e sicuri che tanti e incerti, per intenderci, ma del resto, se questa regola fosse intesa, il popolo nerostellato potrebbe fin da ora sperare almeno nella Serie D, perché sono poche le società affidabili, attualmente. Chi ha tempo… L’ultima considerazione riguarda la necessità di scegliere in fretta quale strada intraprendere: in giro ci sono tanti allenatori e giocatori in cerca di squadra, questo è vero, ma ritardare troppo le mosse equivale a pescare fra ciò che rimane e non è mai semplice poi prevalere sul campo, contro chi si è organizzato per tempo. Nell’ultima stagione, il Casale è arrivato dietro al Volpiano perché è stato costruito da Ferragosto in poi con chi era rimasto temporaneamente a piedi, di questo siamo convinti

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