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  • 30 giugno 2011
  • Casale Monferrato

Lo "specialista" dei distributori tradito da maglia e infradito

Sono circa le 21,30 di domenica 26 giugno quando un uomo che indossa una felpa scura invernale con cappuccio, entra a piedi nell’area dell’autolavaggio Benfatto, sulla strada per Asti. Speditamente si dirige verso il Washing Cube, la lavanderia automatica a gettoni che si trova nel piazzale della ditta. Deve avere una buona conoscenza della struttura: lo dimostra il fatto che si muove con sicurezza, il cappuccio della felpa in testa per nascondere il volto che comunque non rivolge mai verso le telecamere del circuito chiuso che filmano tutti i suoi movimenti. Anche quando entra nella lavanderia - che rimane aperta tutti i giorni fino alle 22 - ha l’accortezza di camminare come i gamberi, a ritroso, con le spalle rivolte all’obiettivo del circuito interno per fare si che il viso non venga mai ripreso. Quindi si avvicina al distributore del caffè e delle bevande che si trova in un angolo del locale. Cava di tasca un grosso cacciavite, lungo una trentina di centimetri, con il quale apre con abilità la macchinetta prelevando il denaro in essa contenuto, poche decine di euro di moneta. Il tutto avviene in meno di un minuto e mezzo: per lui infatti forzare un apparecchio del genere è un gioco da ragazzi. Abili e rapidissimi a smascherarlo in poche ore i poliziotti delle squadre investigativa e scientifica del Commissariato di Casale, che lavorando su alcuni particolari sono riusciti ad identificarlo. Le forze dell’ordine lo considerano lo “specialista delle macchinette automatiche” per la sua grande abilità nello scassinarle per prelevare il denaro. Ma questa volta è stato tradito dall’abbigliamento, in particolare le ciabatte infradito che calzava e una maglietta sportiva colorata che indossava sotto la felpa.

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Samuele Mezzano

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