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  • 27 febbraio 2026
  • Casale Monferrato

Intervista

Il Museo Diffuso del Made in Italy nel centro storico di Casale

Si apre sabato 28 febbraio alle ore 11,30 in Piazza Mazzini

Camilla Sernagiotto con Anna Portinaro e Carlo Molghea "meravigliosi zii, come credo che tutti voi di Casale Monferrato li percepiate"

Anche Casale Monferrato capitale del… Made in Italy. Sabato 28 febbraio alle ore 11,30, avverrà l’inaugurazione ufficiale in Piazza Mazzini, di  “Cose Molto Italiane – Museo Diffuso”, un museo diffuso urbano dedicato alle icone del Made in Italy, ideato dalla scrittrice e giornalista vogherese Camilla Sernagiotto, studiosa del Made in Italy e autrice dei volumi Senza scadenza (2023) e Cose molto italiane (2024). Packaging iconici, invenzioni entrate nella vita quotidiana, prodotti artigianali e industriali diventati simboli collettivi: il percorso espositivo (realizzato anche grazie al coinvolgimento di Botteghe Storiche) si compone di undici bacheche in legno, collocate in via Roma, e da una selezione di oggetti simbolo della cultura materiale italiana, che trasformerà il centro cittadino in un museo a cielo aperto, accessibile gratuitamente e in ogni momento della giornata. 

L’iniziativa, che giunge a Casale Monferrato dopo il periodo espositivo a Voghera, propone 66 prodotti iconici italiani e 85 oggetti rappresentativi accompagnati da un apposito quadretto didattico che ne racconta storia e significato. E l’interesse verso la nostra città è nato grazie al prodotto simbolo della comunità monferrina nel mondo: i Krumiri Rossi della pasticceria Portinaro. L’esposizione sarà visitabile liberamente fino a fine marzo. A parlarci del progetto è chi l’ha ideato, ovvero la giornalista del Corriere della Sera e di Sky Tg24, Camilla Sernagiotto.

Come nasce il progetto del Museo Diffuso?
Tutto nasce dalla grande passione che nutro per le piccole grandi cose d’Italia: piccole opere d’arte che chiunque di noi ha in casa, nella credenza, nella dispensa, sulle mensole… Sono talmente innamorata dei prodotti italiani che li ho voluti cantare (siamo sotto Sanremo, eh!) anche in due libri: Senza scadenza. L’intramontabile packaging made in Italy e Cose molto italiane. Le icone che hanno fatto la storia del Made in Italy. Ne è uscito un racconto corale davvero emozionante, con le parole delle aziende che ci hanno fatto grandi nel mondo ma che, innanzitutto, devono continuare a farci grandi a casa nostra. Dalle Figurine Panini alla Nutella, dalla mia cara colla Coccoina (un’eccellenza di Voghera, la mia città natale) ai miei altrettanto carissimi vostri Krumiri Rossi (vostri ma anche un po’ miei: ormai li sento davvero così da quando Anna Portinaro e Carlo Molghea sono entrati nella mia vita, diventando immediatamente famiglia — li considero parenti, dei meravigliosi zii, come credo che tutti voi di Casale Monferrato li percepiate), queste icone sono amatissime all’estero e venerate dalle vecchie generazioni (di cui faccio parte, ormai) di italiani. Il rischio, però, è che i più giovani possano non innamorarsene come abbiamo fatto noi. Ed ecco, allora, che ho deciso di portarle nelle strade, nelle piazze, nel cuore delle città. Lì i giovani non distolgono lo sguardo ma, anzi, vengono attratti da questi oggetti mitici, che io ho museizzato e “bachechizzato” raccontandone la storia. A Voghera è successo così, ed è nato un meraviglioso dialogo tra generazioni diverse, che si ritrovano davanti a ciascuna bacheca a parlare del Dentifricio Pasta del Capitano, del Burro Soresina, dell’Idrolitina e del Crystal Ball.

Quale sarà l’interazione con la città di Casale Monferrato?
In Piazza Mazzini, il sindaco Emanuele Capra presenterà le 11 bacheche e 85 esposizioni di oggetti iconici italiani, con il relativo quadretto didascalico che ne spiega storia, evoluzione e impatto sulla cultura del nostro Paese. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i commercianti di Casale che hanno esposto parte della mostra nelle proprie vetrine, diventando parte integrante del museo diffuso. Spero che sabato ci sia tanta gente, e tanti giovani, ma non solo sabato: mi auguro con tutto il cuore che per tutto il mese d’esposizione il museo diffuso attragga tanti sguardi, cuori, menti, animi curiosi e, perché no, nostalgici del passato, ricordando a tutti però che ogni prodotto di questo museo non appartiene solo al passato ma anche al presente. E, affinché possa essere con noi anche in futuro, è importante continuare ad amare questo tesoretto, questo patrimonio culturale prima ancora che commerciale. Tutto ciò che troverete qui esposto riesce a raccontare molto di noi, quindi va tutelato come un’opera d’arte. 

Non solo icone del Made in Italy, ma anche progetto solidale.
Non poca bellezza di questo progetto deriva dal lavoro che i detenuti della falegnameria della Casa Circondariale di Voghera hanno svolto con maestria incredibile. Sono volontaria nel carcere di Voghera, la mia città, da oltre quindici anni e ho pensato di coinvolgere i detenuti per fabbricare le undici bacheche. Il mio grazie va al direttore della Casa Circondariale, Davide Pisapia, ad Adele Ianneo, responsabile dell’area pedagogica, e, non da ultimi, a Pasquale e Salvatore, i due detenuti dalle mani d’oro che hanno realizzato con passione, impegno e maestria undici casette-bacheche che sono sicura vi incanteranno!

Perché essere presenti sabato in Piazza Mazzini, “salotto” della nostra città?
Perché sarà un momento di condivisione, la cosa più importante che esista nella nostra società. Prima ancora che un momento culturale, quello di sabato sarà un momento condiviso, il che rende preziosa l’occasione. Spero di vedere più gente possibile per potervi raccontare a voce tutta la passione, la storia e l’impegno che c’è in tante delle piccole cose che spesso diamo per scontate, ma che mai devono essere scontate. 


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