Giovanni al Sobrero, senza Aldo e Giacomo, per parlare della sua esperienza sportiva nel Toubkal trail
di prof. Piera Soldà
Giovanni Storti, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, vignalese di adozione, è stato ospite al Sobrero per parlare ai ragazzi del Liceo Tecnologico Sportivo della sua esperienza da maratoneta in Marocco. Insieme a lui, un coach d’eccezione: lo psicologo sportivo Pietro Trabucchi. Dalla scuola riceviamo e pubblichiamo questa cronaca:
Ad ottobre, abbiamo saputo che Giovanni si stava preparando ad essere protagonista non di un nuovo film con gli inseparabili Aldo e Giacomo ma di un’esperienza unica e davvero strana ed imprevedibile per un uomo di spettacolo: il Toubkal trail, una massacrante corsa sulle montagne del Marocco per raggiungere appunto la vetta del Toubkal (quota 4160 m.), un mostro di roccia che con la sua mola è la montagna più alta del nord Africa.
La gara si è svolta il 20 ottobre 2009 e Giovanni, su 188 concorrenti, si è classificato in ottima posizione: meno di 11 ore, un tempo magnifico vista l’asprezza del percorso e considerando che il vincitore, il marocchino Lahcen Elkadi, ha impiegato 5h39’36’’!
Insieme a lui c’era Pietro Trabucchi, suo eccezionale coach in questa gloriosa avventura, nonché psicologo sportivo che si occupa da sempre di prestazione sportiva, in particolare di discipline di resilienza, ovvero di resistenza psicologica allo stress, seguendo campioni e persone amanti dello sport che cercano di mettere alla prova se stesse di fronte alle difficoltà. E’ autore del libro “Resisto dunque sono”, insegna all’Università di Verona e, per dimostrare la validità delle sue teorie, si è cimentato in esperienze singolari come l’Ultra trail del monte Bianco e la scalata del versante nord dell’Everest, per citarne solo alcune.
Pietro Trabucchi era stato da noi l’anno scorso proprio per illustrare ai ragazzi dello Sportivo cosa significhi essere resilienti nello sport e nella vita.
Questa precedente collaborazione ci ha dato la speranza di poter avere da noi come ospiti Pietro Trabucchi e Giovanni!
Armati di tenacia, costanza e volontà, estremamente motivati - come ci ha insegnato Trabucchi- abbiamo osato ed abbiamo vinto il “nostro trail”! Ecco, infatti, che il 22 febbraio, alle ore 10.30, le porte dell’aula magna del Sobrero si sono aperte per far entrare due persone stupende non solo per la loro professionalità ma anche in quanto protagoniste di un’esperienza eccezionale, che hanno saputo coinvolgere i ragazzi dello Sportivo con naturalezza ed una sottile intelligenza capace di miscelare insegnamenti teorici, esperienze, gag ed ironia.
Tra un video mozzafiato e l’altro, abbiamo imparato davvero, non solo attraverso le parole, che è possibile mettere alla prova se stessi, credere nelle nostre possibilità, avere dei sogni e provare a realizzarli, sempre, però, come ci ha detto Trabucchi, sapendo cosa si sta facendo e come la si fa. E’ importante il metodo, affinato attraverso l’esperienza oltre che la conoscenza di se stessi. Abbiamo capito che si deve sempre essere umili di fronte alle difficoltà – come Giovanni che a metà della grande salita diceva: “Ma che faccio io qui, io sono un comico…”- ma anche che la forza la dobbiamo trovare dentro di noi, anche attraverso la meditazione, il contatto con la natura. Emotivamente cariche le scene del video in cui Giovanni confessava che “a casa ha un grande terrazzo e da lì guarda gli alberi” …E se qualcuno ha subito pensato a qualche scena del Cosmo sul comò, subito ha capito, però, che a parlare così era l’uomo che aveva sfidato l’apparenza per ritrovare davvero una parte di sé su quelle montagne.