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  • 19 febbraio 2019
  • Casale Monferrato

Processo

Sul conto di un’ignara pensionata gli assegni rubati al vescovo Catella

Cinque effetti bancari sottratti nei primi mesi del 2016 all’allora presule casalese

Nei primi mesi del 2016 cinque assegni, apparentemente firmati dall’allora vescovo di Casale, mons. Alceste Catella, vennero consegnati in banca e il denaro, in totale poco più di 14mila euro, venne depositato sul conto corrente di un’anziana casalese e poi prelevato nel giro di qualche giorno. Quegli assegni, però, erano stati rubati: due erano collegati al conto personale del prelato; altri tre al conto diocesano. E le firme in calce ai titoli, apposte con tanto di croce a precedere il nome del vescovo, erano apocrife. Dopo aver ricevuto gli estratti conto bancari ed essersi accorto di uscite anomale per una cifra così elevata, il vescovo aveva capito di essere stato vittima di un furto, ed era andato a sporgere denuncia.

Gli accertamenti della Polizia, con l’accesso ai movimenti bancari, avevano permesso di risalire agli assegni, all’anziana - che nulla sapeva sulla provenienza del denaro transitato sul suo conto corrente - e a un uomo al quale quest’ultima era legata da un vincolo di affetto per aver fatto praticamente da nonna ai suoi figli. Era stato lui, munito di delega per operare sul conto dell’anziana, ad aver depositato gli assegni e ad aver poi effettuato una serie di prelievi, utilizzando il bancomat della donna.

Gli indizi raccolti dalla Polizia, avevano consentito al pubblico ministero Roberta Brera, titolare del fascicolo, di ottenere il rinvio a giudizio di due persone, con la pesante accusa di riciclaggio. In questi giorni si celebra il processo...

servizio completo su "Il Monferrato" di martedì 19 febbraio