Call center Trino: Omega non va a Palazzo Chigi, tutto rinviato al 23
Mercoledì sera i lavoratori del call center Phonemedia di Trino hanno seguito direttamente dal presidio situato all’ingresso della città quanto stava avvenendo a Roma, a Palazzo Chigi, durante il nuovo tavolo di trattativa convocato dal sottosegretario Gianni Letta.
All’appuntamento l’azienda non si è presentata, inviando una comunicazione dell’ultima ora, nella quale chiedeva tempo almeno fino al 14 dicembre, dicendosi anche disposta a saldare tutte le spettanze arretrare. «Un atteggiamento paradossale e incomprensibile - ha spiegato Gianluigi Guasco, segretario provinciale Uil-Uilcom - una vera e propria strategia per prendere tempo e per tentare di avere in extremis, entro la fine dell’anno, tutti quei probabili crediti che ancora vantano dallo Stato per commesse del passato».
A seguire la trattativa a Roma, c’era Roberto Croce, Rsu Slc-Cgil. «Il Governo ha preso atto che l’azienda non ha rispetto gli impegni precedenti (pagamenti entro il 5 dicembre ndr) e ha invitato tutti i fornitori a mantenere le commesse, confidando in una procedura veloce per la nomina di un commissario, che a questo punto dovrebbe avvenire entro il 23 dicembre, la nuova data fissata dalla Presidenza del Consiglio. Il sottosegretario Letta si è anche impegnato ad avere un incontro con il futuro commissario per sollecitare il pagamento degli stipendi».
I lavoratori di Slc-Cigl e Uil-Uilcom restano in assemblea permanente all’interno dell’azienda, mantenendo il presidio presso la tenda, mentre la Fistel-Cisl, appreso degli ultimi sviluppi, ha indetto uno sciopero fino al 16 dicembre.
Intanto alla tenda i lavoratori ricevono visita di tanti cittadini e delle istituzioni. Sono transitati tra gli altri dal presidio il parroco don Piero Busso - che ha annunciato l’imminente arrivo al presidio dell’ Arcivescovo di Vercelli - l’on. Roberto Rosso, il presidente della Provincia di Vercelli Renzo Masoero.
Proprio la Provincia si sta attivando a favore degli operatori di Phonemedia per trovare le soluzioni necessarie per allevare temporaneamente le situazioni di disagio. L’iniziativa consiste nel garantire un prestito d’onore di 2.500 euro circa ad una quarantina di dipendenti, residenti nella Provincia di Vercelli, segnalati dai sindacati, tra quelli che versano nelle situazioni più gravi.
Il prestito avrà un limite massimo di 120 mila euro e dovrà essere garantito al 50% da parte degli enti aderenti, mentre il restante 50% sarà a carico delle banche finanziatrici. Il prestito sarà concesso da: Banca Popolare di Novara, Biverbanca e Banca Sella. All’operazione parteciperanno finanziariamente anche il Comune di Trino (quelli di Vercelli e Crescentino sono stati invitati ad aderire dal presidente Masoero), la Camera di Commercio di Vercelli, oltre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e a quella della Popolare di Novara.
«Ciò che sta per essere approvato è il risultato dei tavoli di concertazione organizzati dalla Provincia per venire incontro il più possibile alle esigenze dei dipendenti Phonemedia - ha spiegato il presidente Masoero - è un atto concreto verso una parte di questi lavoratori che sta vivendo una situazione difficile. L’augurio è che si possa arrivare presto ad una soluzione, magari partendo dal commissariamento. L’augurio è che la firma per il prestito d’onore possa già essere posta dalle parti entro la prossima settimana».
Gli eventi si susseguono per gli operatori trinesi: giovedì mattina a Vercelli, una rappresentanza dei lavoratori ha incontrato la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, in visita alla Camera di Commercio di Vercelli.
«La Bresso si è detta disposta ad aiutarci, si è impegnata ad inviare una lettera al Governo e al sottogretario Letta e valuterà la possibilità di accedere al fondo della Regione Piemonte, già esistente per affrontare questo tipo di crisi, per un finanziamento ai lavoratori Phonemedia» spiegano i sindacati.
Da parte del consigliere regionale Alberto Deambrogio - presente a Trino mercoledì sera per l’incontro sul nucleare - c’è la disponibilità ad aiutare i lavoratori di Trino a mantenere la loro lotta, offrendo anche uno spazio a Casale dove poter fare conoscere la loro situazione.