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I problemi del territorio: che fare senza Province? I consiglieri regionali Ravetti e Ottria hanno incontrato i sindaci

Una trentina di amministratori monferrini venerdì scorso a Rosignano, hanno incontrato i neo consiglieri regionali eletti del PD Domenico Ravetti e Walter Ottria, gli unici rappresentanti per il territorio alessandrino. Un incontro informale per illustrare il territorio del Monferrato e le principali emergenze. «Venendo meno ruolo e funzioni dell’Ente Provincia», ha esordito Corrado Calvo del circolo PD Valcerrina, copromotore della serata, «le istanze del territorio andranno rivolte direttamente dalla Regione». Manutenzione delle strade, patto di stabilità, trasporti, sanità, scuole e burocrazia sono stati i principali temi toccati a ruota dai numerosi sindaci presenti che, per oltre un’ora, dopo l’introduzione del sindaco Cesare Chiesa, hanno prodotto un appassionato quadro della realtà del Monferrato casalese. In particolar modo si è parlato di mancanze, a partire dall’isolamento, o meglio, di come, il casalese sia tagliato fuori dalle principali reti di collegamento sia a lungo sia a breve raggio. Ma anche dell’impossibilità di creare sviluppo in assenza di fondi per mantenere in sicurezza ed adeguatezza la percorribilità delle strade sia comunali sia provinciali. Di come l’assenza di una regia regionale, per quanto attiene alle Unioni dei Comuni, generi incertezze e renda difficilmente perseguibili gli obiettivi di contenimento delle spese e razionalizzazione previsti dal legislatore. Si è parlato anche di un insieme di veri e propri paradossi. Lo è il caso dell’H24, il pronto soccorso per incidenti attivo 24 ore su 24, oggi garantito per gli animali d’affezione e assente per le persone (il caso della Valcerrina). Alla carenza di fondi sarebbe seguita a ruota, per almeno tre legislature, quella della messa a fuoco delle priorità. «Nei bilanci comunali - ha osservato Claudio Saletta, sindaco di Sala - vengono impegnati per i canili gli stessi fondi che occorrono per le mense scolastiche». Parlando di Sanità infine, è emersa la preoccupazione nel vedere trasferita, da Casale ad Alessandria, la preparazione dei farmaci per il reparto di oncologia. Ora i pazienti sottoposti a terapia dovranno recarsi in ospedale due volte: una per la visita e una seconda volta per la terapia che, nel frattempo, giungerà da Alessandria. Mancanza di coordinamento a livello regionale è stata lamentata anche nel campo dell’agricoltura. «I cugini dell’Oltralpe negli anni ’80, in soli quattro anni hanno debellato la Flavescenza Dorata. Noi, a distanza di vent’anni dai primi casi, ancora ne stiamo parlando. Province limitrofe adoperano trattamenti con principi attivi e tempi diversi» ha criticato Ferruccio Battaglia dell’Istituto Agrario Luparia. «Là dove le leggi regionali garantiscono agevolazioni per le Unioni montane - sono seguiti gli interventi - sarebbe opportuno che le stesse venissero estese alle Unioni dei Comuni nelle zone collinari, i cui disagi e le condizioni non sono così diverse». Alle tante difficoltà poi, ultima ma non ultima, la burocrazia che, ci metterebbe del suo, per complicare e, il più delle volte ostacolare, iniziative e sviluppo del territorio. «Non ce la facciamo più» ha chiosato Emanuele Demaria, sindaco di Conzano; «neppure più ricorrendo al preziosissimo ed indispensabile aiuto del volontariato, siamo in grado di andare avanti». Praticità, coerenza e coscienza è ciò che gli amministratori monferrini hanno chiesto agli interlocutori regionali ospiti della serata per il prossimo quinquennio amministrativo. Alle tante istanze avanzate Ravetti ha così risposto: «Le soluzioni le dobbiamo costruire insieme settore per settore e non aspettarcele da parte della Regione. Partendo dal bilancio - ha continuato - dovremo rimetterci in discussione per raggiungere efficacia ed efficienza territoriale perseguibili cambiano le strategie. Dovremo dunque autoriformarci creando sistemi di interesse molto più esteso. Andranno cambiati gli strumenti oggi troppo piccoli per rapportarsi con il resto del sistema. Fare rete sarà indispensabile» ha concluso Ottria. Insomma un incontro che, dalle premesse, parrebbe un libro già letto o un film già visto, il cui epilogo, tuttavia, potrebbe costituire la svolta, se ci sarà la capacità di cambiare il modo di pensare e di agire. «La politica - secondo Calvo - deve tornare ad essere collante e strumento di unione. Diversamente, per i nostri paesi, sarà l’isolamento completo».

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Carlo Meneghetti

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