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  • 17 marzo 2011
  • Casale Monferrato

Unità d'Italia: le celebrazioni di Casale - Il discorso del sindaco Demezzi all'alzabandiera

Con l’alzabandiera alla presenza delle autorità e delle rappresentanze delle forze dell’ordine, Casale, ieri giovedì 17, ha aperto ufficialmente i festeggiamenti per il 150° anno dell’Unità d’Italia. Il sindaco Giorgio Demezzi ha esaltato l’eroismo risorgimentale della città e le figure di Giovanni Lanza e Urbano Rattazzi (vedi testo integrale). Tra i presenti anche l’assessore leghista Augusto Pizzamiglio. Il prologo alla giornata di festa nazionale è cominciato mercoledì 16 alle 19 con l’inaugurazione dell’esposizione delle uniformi storiche dell’Arma dei Carabinieri e dell’Esercito nel foyer del teatro. Nella stessa serata alle 21 il teatro Municipale ha ospitato il concerto ‘Rarità da vivere e ascoltare’ con le musiche del maestro Pietro Abbà Cornaglia (1851-1894) interpretate da Roberto Beltrami al pianoforte e dal soprano Mara Bezzi. Prima dell’evento è stata presentata la figura di Abbà Cornaglia coetaneo della Regina Margherita la quale lo ha finanziato ed è stata sua musa. Sul palco per tutta la serata un dipinto raffigurante la Regina e una bandiera Sabauda. In teatro presente il maestro casalese Massimo Gabba che ha contribuito a trascrivere l’ultima opera di Cornaglia. Sempre mercoledì sera il museo Civico e la Sinagoga sono rimasti aperti per la Notte Tricolore. Nel polo museale ebraico è stato presentato il documentario ‘Emanuele Artom, Il ragazzo di via Sacchi’ una ricostruzione della vita di questo letterato e comandante partigiano. Nel tardo pomeriggio di giovedì in Duomo messa solenne celebata dal vescovo Catella alla presenza delle autorità. Previsto per lunedì 21 marzo ore 21 lo spettacolo teatrale ‘Italiani si nasce... e noi lo nacquimo’ di e con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi Alberto Marello LA PROLUSIONE DEL SINDACO ALL'ALZABANDIERA Autorità, Rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, Signori Consiglieri, Signori Assessori, cari Concittadini, grazie per aver risposto a questa adunata che abbiamo voluto convocare per celebrare, con un momento istituzionale, la ricorrenza del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia che cade proprio oggi, ma che in tutta la Nazione verrà celebrato in un ampio arco di tempo. Nel testo della Legge n. 4671 del Regno di Sardegna promulgata il 17 marzo 1861 si leggono queste parole: “Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo Unico : il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e i suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando chiunque spetti ad osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861”. Queste parole sanciscono di fatto la proclamazione ufficiale del Regno d’Italia e quindi delle sua unità. Oltre che doveroso ci piace ricordare con giusto orgoglio in questa circostanza il contributo dato dalla nostra Città a questa importante pagina della storia d’Italia. Come non ricordare l’illustre figura di Giovanni Lanza. Nato a Casale il 15 febbraio 1810, nel 1848 viene eletto deputato, nel 1852 Vice presidente della Camera, nel 1855 nominato da Cavour alla guida del ministero della Pubblica Istruzione, Dal 2 aprile al 17 dicembre 1860 viene eletto per la prima volta, Presidente della Camera dei Deputati, riconfermato nell'incarico dal 16 dicembre 1867 all' all’8 agosto 1868 e, per la terza volta dal 18 novembre al 15 dicembre 1869. Dal 14 dicembre 1869 al 10 luglio viene eletto presidente del Consiglio: il suo governo sarà caratterizzato da un programma di estrema economia e gli si deve anche la Legge delle Guarentigie che regolerà i rapporti con la Santa Sede fino ai Patti Lateranensi del 1929. Dopo il 1876 decise di dedicarsi soprattutto ad incarichi amministrativi nella natia Casale Monferrato. E poi Urbano Rattazzi. Benché originario di Masio in provincia di Alessandria, dopo la laure in Giurisprudenza a Torino, cominciò ad esercitare come avvocato a Casale. Eletto deputato nell’aprile 1848 resterà alla Camera per 11 legislature rivestendo tra il 1848 e il 1849 gli incarichi di ministro della Pubblica Istruzione, di Grazie e Giustizia e dell’Interno. Nel maggio 1852, dopo essersi alleato con Cavour, viene eletto Presidente della Camera dei Deputati rimanendo in carica fino all’ottobre 1853. Poi ancora e di nuovo ministro di Grazia e Giustizia e dell’Interno nei governi presieduti da Cavour. Successivamente Rattazzi divenne il 18 febbraio 1861 primo Presidente della Camera dopo l’Unità d’Italia e, in quella veste diresse la discussione parlamentare sulla proclamazione del Regno d’Italia. Mentre questi due illustri personaggi iniziavano la loro attività parlamentare, altri ancora si distinguevano con abnegazione nel difendere la Città dall’assedio delle truppe austriache e precisamente il 23, 24 e 25 marzo 1849. Al comando del colonnello della Guardia Nazionale Cesare Cobianchi, questi valorosi soldati non cedettero ai ripetuti attacchi del nemico che fu costretto a porre fine alle ostilità alla notizia dell’armistizio. Grazie a queste eroiche gesta la nostra Città, tredicesima fra ventisette, venne insignita il 9 marzo 1899 della Medaglia d’oro come Benemerita del Risorgimento Nazionale. Dicevo poco fa che Oltre che in questa ricorrenza è doveroso ricordare come la nostra Città abbia dato un importante contributo all’Unità d’Italia. Ne siamo veramente orgogliosi come lo siamo nel vedere numerose bandiere tricolori sventolare nella nostra Città. Come Amministrazione pensiamo di aver dato in nostro piccolo contributo, attraverso una serie di iniziative che sono appena iniziate e si protrarranno nei prossimi mesi, per tenere viva la fiammella in grado di alimentare il sacro amor patrio. Saremo maggiormente appagati se parallelamente a questo nobile sentimento nazionale si sviluppasse un rinnovato impulso affettivo di ognuno di noi per la nostra Città, per essere tutti insieme protagonisti di un nuovo Risorgimento, nel ricordo di chi ci ha permesso di vivere oggi in uno Stato libero, unito e democratico e desiderosi di tramandare questi valori a chi verrà dopo di noi. FOTO. Alzabandiera, il discorso del sindaco e la Messa solenne in Duomo giovedì (f. Furlan)

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