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Premio Ambientalista dell’Anno 2015 “Luisa Minazzi” – Intervista alle Mamme Volanti

A Castenedolo, in provincia di Brescia, c'è un gruppo di donne tenaci e coraggiose, come solo sanno esserlo le mamme. Si sono guadagnate il soprannome di “mamme volanti”, ma dietro questo simpatico appellativo si cela la consapevolezza di dover lottare con tutti i mezzi per difendere il diritto alla salute e ad un ambiente pulito. E loro l'hanno fatto anche prendendo in prestito un aereo. Armate di videocamera hanno documentato quanto sta accadendo nella loro terra: il tracciato dell’autostrada Brebemi e della futura Tav, la cava Castella che rischia di essere trasformata in una discarica, con l’acqua di falda che affiora. E poi l’inceneritore del capoluogo, la vicina centrale a carbone, tanti siti di estrazione della ghiaia privi di controllo in cui si possono facilmente occultare scorie e rifiuti pericolosi. È la fotografia di una zona ormai nota come la Terra dei fuochi del nord con tanto di riscontri sanitari, proprio a Castenedolo, di malattie tumorali e respiratorie. Rosa, Mara, Francesca e le altre mamme, che hanno fatto proprio il proverbio messicano “hanno cercato di seppellirci ma non sapevano che eravamo semi”, hanno deciso di non fare finta di niente. Per saperne di più sulle mamme di Castenedolo si può visitare l'omonima pagina Facebook e, nel frattempo, leggere la nostra intervista. Qual è la molla che vi ha spinto a costituirvi come gruppo a tutela dell'ambiente e della salute dei vostri (e non solo) figli? Abbiamo mosso i nostri primi passi a livello locale nel 2010, quando la nostra Amministrazione si trovò da un lato a tagliare in modo consistente le ore di assistenza ad personam ai bambini disabili nella scuola, dall'altro a caldeggiare la creazione di una cava sul nostro territorio per poter rimpinguare le casse comunali. Questa vicenda ci ha stimolato a cercare di comprendere le difficoltà incontrate dalla nostra Amministrazione, ma allo stesso tempo ci ha spinto a guardare oltre la nostra piccola realtà, per scoprire se esistessero esempi di Amministrazioni che riuscissero a vincere la sfida di coniugare le esigenze di un bilancio sempre più stringente, alla salvaguardia del territorio e dei diritti delle fasce più deboli. La vostra sensibilità e attenzione verso l'ambiente ha radici profonde o è il frutto di una consapevolezza maturata in tempi più recenti? La nostra sensibilità è il frutto di una consapevolezza maturata nel tempo, alimentata costantemente dalla ricerca di informazioni, dalla partecipazione a serate informative e a manifestazioni e dalla condivisione fra associazioni. C'è qualche persona che ha ispirato o influenzato in modo particolare il vostro lavoro? Le nostre ricerche ci hanno portato a conoscere l'Associazione Comuni Virtuosi. Un incontro davvero illuminante perché ci ha fatto rendere conto che si può sempre scegliere e che seppur fra mille difficoltà si può concretamente amministrare una comunità in modo diverso. Per conoscere meglio questa realtà abbiamo organizzato il primo incontro pubblico intitolato "Le buone idee mettiamole...in comune" al quale abbiamo invitato Marco Boschini, coordinatore nazionale dell'Associazione e il compianto Dario Ciapetti, allora Sindaco di Berlingo, un piccolo paese della nostra provincia fra i primi a diventare comune virtuoso. Ci colpì molto la loro testimonianza ed in particolare lo statuto sottoscritto dai Comuni che decidono di aderire a questa Associazione che si basa su cinque requisiti fondamentali sui quali decidemmo di lavorare concretamente. Un’altra persona alla quale facciamo riferimento è Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano dal 2002 al 2012 e grande promotore di una politica che si oppone al consumo di suolo e cofondatore del forum “Salviamo il paesaggio”. Come è nata l'idea di una video-inchiesta "dall'alto"? Ad un certo punto abbiamo sentito l'esigenza di avere una visione globale della situazione del territorio da un'altra prospettiva e di riuscire a sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto ad un argomento troppo sottovalutato. E' così che abbiamo pensato di fare un viaggio in aereo e di produrre un piccolo documentario artigianale per condividere con più persone possibili ciò che abbiamo visto con i nostri occhi, ovvero una terra devastata, con una concentrazione di criticità in pochi chilometri quadrati impressionante. Come avete divulgato il vostro lavoro e come è stato accolto dalla comunità locale? Usiamo moltissimo la nostra pagina facebook per diffondere notizie selezionate da fonti attendibili, mettere in comune gli innumerevoli esempi di buone pratiche da prendere a modello e soprattutto creare una rete di contatti fra associazioni che condividono il nostro percorso, anche fuori dal nostro territorio bresciano. L’attenzione di alcuni giornaliste e le successive interviste hanno sicuramente contribuito a divulgare in rete il nostro video. Durante la vostra battaglia c'è stato un momento in cui avete pensato di non farcela? In noi c'è la consapevolezza che il percorso per sensibilizzare i cittadini ad una maggior responsabilità verso determinati temi, come il rispetto dell’ambiente e il consumo sostenibile, la riduzione e la differenziazione dei rifiuti, la mobilità sostenibile, il risparmio energetico, i nuovi stili di vita, è un percorso lungo e lento. Ma siamo anche certe che a piccoli passi si possono fare grandi conquiste. Quando avete capito che il vostro lavoro stava dando i risultati attesi? In realtà il nostro principale obiettivo è riuscire a far riflettere le persone su determinati temi, cercare di incuriosirle, invogliarle ad informarsi e a prendere in considerazione le proposte alternative, e anche a spronarli a pretendere che vengano salvaguardati diritti fondamentali come quello alla salute. Il momento più emozionante vissuto finora? Durante il nostro percorso abbiamo vissuto numerose esperienze. Le emozioni scaturite sono vissute diversamente da ognuna di noi. Ricordiamo emozioni intense come l’incontro con i ragazzi di una comunità di recupero da dipendenze, la mostra Terra Ferita con le fotografie di donne che hanno dovuto affrontare la malattia e che si sono lasciate fotografare davanti a luoghi fortemente inquinati, l’incontro con le mamme della Terra dei Fuochi, il progetto “Ri-diamo vita ai rifiuti” con i ragazzi della scuola. Cosa chiedereste a chi ci governa per tutelare davvero la salute e l'ambiente? Pretendiamo una maggior attenzione, e soprattutto un maggior rispetto per la salute di ciascun cittadino, reclamiamo oculatezza e serietà nella gestione e nella valorizzazione del nostro territorio e di tutti i beni comuni. Chiediamo un’azione incisiva, coerente, sollecitiamo bonifiche, che si ripensi alla gestione dei rifiuti e all’utilizzo dell’inceneritore, reclamiamo una moratoria di tutti gli impianti, domandiamo che si metta fine alla possibilità continuamente offerta alle ditte private di aprire impianti di smaltimento rifiuti anche contro l’opposizione delle comunità locali, auspichiamo un costante impegno nell’individualizzazione dei responsabili dei delitti contro l’ambiente e l’introduzione dell’obbligo di risarcimento dei danni. Siamo stanche di sentire che le nostre discariche sono sicure e controllate, siamo stanche di sentire che la crisi si supera con la cementificazione e le grandi opere, siamo stanche di vedere che ancora e sempre si segue un modello di sviluppo basato sulla convenienza dei singoli, delle lobby dei cavatori, degli immobiliaristi e di chi domina i mercati. Siamo stanche di convivere con l’illegalità e siamo stanche che si continuino ad ignorare le denunce dei cittadini che prendono posizione anche contro gli amministratori locali portando avanti lotte contro lo scempio che continuamente viene attuato. Non capiamo come la politica ancora non avverta l’emergenza, non si interroghi su quali siano le priorità per la salute dei cittadini, non si domandi se davvero possiamo continuare su questa strada. Il vostro prossimo obiettivo ed il sogno che vorreste vedere realizzato? Vorremmo che le cose che chiediamo a chi ci governa venissero ascoltate e soprattutto messe in pratica. * * * I candidati al Premio Luisa Minazzi - Ambientalista dell’anno 2015 sono otto. Oltre alle mamme volanti, Eric Barbizzi, Alberto Grossi, Anna Marson, Dimitri Russo, Elena Carmagnani, Sergio Costa e il team di avvocati dei Beagle. Il Premio è promosso da Legambiente e dal mensile “La Nuova Ecologia” insieme al Comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato. Il vincitore verrà scelto dal pubblico, ma il vero obiettivo è portare in evidenza le storie di quanti s’impegnano nella società civile, nel mondo dell’impresa e nella pubblica amministrazione a favore dell’ambiente, del prossimo e della legalità. I candidati sono proposti dalla Giuria preliminare, passati al vaglio del Comitato organizzatore e sottoposti al voto popolare. Il riconoscimento è puramente simbolico, consiste infatti in una targa e in un abbonamento a “La Nuova Ecologia”. La cerimonia di premiazione si terrà a dicembre a Casale Monferrato. Come votare Per l’edizione 2015 è possibile votare fino al 15 novembre via e-mail scrivendo all'indirizzo ambientalista2015@lanuovaecologia.it indicando il proprio nome, cognome, età e indirizzo più il nome del candidato prescelto.

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