Si chiude definitivamente il sipario sul progetto di centrale termoelettrica a ciclo combinato da 800 megawatt nell’area della cementeria. Il Ministero dell’Ambiente di concerto con quello per i Beni e le Attività Culturali ha espresso «giudizio di compatibilità ambientale del progetto presentato dalla Società Morano Energia s.r.l.».
Un giudizio che avviene a sei anni di distanza dalla richiesta di realizzazione dell’impianto e che aveva visto, soprattutto a livello locale, numerosi incontri e confronti tra enti pubblici e anche la nascita del Comitato di difesa dell’ambiente e della salute pubblica di Morano.
Ricordiamo che oltre alla centrale nel progetto figuravano anche un elettrodotto a 380 kv per 7,6 chilometri interrato che doveva collegare l’impianto alla “stazione” esistente di Balzola e due raccordi aerei della lunghezza di 2,7 chilometri che dovevano collegare la nuova sezione della sottostazione alla dorsale Trino - Castelnuovo. L’elettrodotto doveva interessare i Comuni di Morano, Balzola e Villanova, mente al metanodotto di lunghezza pari a 9,6 chilometri avrebbe interessato Pertengo, Rive, Balzola e Morano.
Contro il progetto si erano espressi Regione Piemonte (il cui parere è stato vincolante sul giudizio di Valutazione di Impatto Ambientale), Provincia di Alessandria e tutti i Comuni del Comprensorio monferrino vicini a Morano, unico ad appoggiare l’iniziativa.
Sulla questione interviene Aldo Timossi, ex consigliere comunale e rappresentante dell’allora Comitato: «Devo dire che pur sperando in questo esito, nutrivo molti dubbi in quanto il giudizio tardava ad arrivare. C’era sempre l’impressione che, per un motivo o per l’altro, il progetto non venisse bocciato. E invece, in questi giorni, la bella notizia che ci ha fatto gridare vittoria. Nella relazione del Ministero emerge quanto sia stata importante l’azione e le controdeduzioni presentate dal Comitato. Adesso posso dire di essere soddisfatto».
Intanto Il Comune è stato fra i primi in zona a terminare la realizzazione di un impianto di natura fotovoltaica con la sistemazione di 30 pannelli disposti in un’unica falda sistemati sul tetto del palazzo comunale.
«L’intervento - spiega il sindaco Enzo Piccaluga – è stato realizzato per autoalimentare l’edificio comunale con un rendimento energetico è pari a 5,4 kwp.; nel contempo, si è colta l’occasione anche per risistemare una porzione della copertura del tetto integrandolo completamente e riposizionando i coppi vecchi preesistenti». L’impianto è a costo zero in quanto verrà ammortizzato con il percepimento della quota annua di GSE elargita per un periodo di 20 anni.