La Junior Volley batte l'Alessandria ma Galli tuona: «Così non va!»
di Alberto Marello
Alessandria cercava il colpaccio per placare il gusto amaro della retrocessione, Casale, invece, cercava i tre punti per tenere il passo di Mondovì e, soprattutto, per consolidare la posizione di miglior seconda del girone play-off.
A vincere, per 3-0, sono state le padrone di casa nonostante una partita tutt’altro che perfetta. Le juniorine, infatti, sono andate più volte “sotto” recuperando sempre in extremis: un esercizio che tempra lo spirito e che dimostra che se c’è la giusta volontà questa squadra ha della stoffa da vendere, ma certo anche pericoloso.
Nel secondo set di domenica, ad esempio, la Junior di coach Giuseppe Davide Galli si è fatta mettere “sotto” dalle alessandrine fino al 10-15, ha recuperato con un parziale sorprendente di 12-1 (22-16), salvo poi farsi nuovamente raggiungere sul 23-23 e dover strappare il set “con i denti” per 29-27. Nonostante le pecche della Junior, dovute più che altro ad un atteggiamento lassista e ad una comprensibile stanchezza psicofisica, onore al merito ad Alessandria che ha giocato con piglio e spirito anche a fronte di una matematica condanna alla retrocessione.
Sulla sponda casalese a dare ancora una volta l’energia giusta in fase offensiva è stata Ema Causevic. La giocatrice croata, dopo l’ottima prestazione con Collegno, ha nuovamente dato prova di una certa capacità ancora tutta da scoprire e, specialmente, da allenare e affinare. Coach Galli non è soddisfatto della prestazione: «Alessandria ci aveva già messo in difficoltà anche all’andata, ma questa volta noi ci siamo espressi veramente male».
Una prestazione - ha detto - «figlia di una settimana spesa non nel modo corretto: sono piuttosto arrabbiato con le mie atlete. Spero di vedere una reazione, parlerò con loro e cercherò di far capire con che spirito dobbiamo affrontare le ultime due gare di questo campionato».
I play-off sono una certezza però - ha rincarato Galli - «se ci esprimiamo così non ci meritiamo molto: nei momenti importanti bisogna capire se si vuole fare la “storia” o restare nella mediocrità. Serve un cambiamento di atteggiamento». Nota positiva, a dire del coach, l’apporto finalmente concreto e positivo delle più giovani.
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