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Analisi

Gruppo Cassa di Risparmio di Asti: bilancio 2019 positivo e buona redditività

Miglioramento della qualità dell’attivo e ulteriore irrobustimento in termini di indicatori di liquidità

Anche per il 2019 il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti ha conseguito risultati positivi. I dati preliminari del Gruppo al 31 dicembre scorso confermano un profilo di buona redditività, di miglioramento della qualità dell’attivo e di ulteriore irrobustimento in termini di indicatori di liquidità e di ratio patrimoniali, che si confermano ampiamente superiori ai limiti minimi regolamentari stabiliti per il Gruppo C.R. Asti dall’Autorità di Vigilanza nell’ambito del periodico processo SREP(), con un ampio margine in termini di surplus patrimoniale.

L’utile netto ammonta a 40,7 milioni di euro, ampiamente superiore al risultato conseguito nel 2018 (5,9 milioni di euro), con un ROE del 6,7%. Escludendo la componente istituzionale, le attività finanziarie gestite ammontano a 15,8 miliardi di euro (+6,9% su 31/12/2018) mentre la quota retail della raccolta diretta, pari a 8,4 miliardi di euro, fa registrare un incremento a/a pari all’1,8%. La raccolta indiretta si attesta a 6,2 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi di euro sono rappresentati dalla componente di risparmio gestito che, al netto della componente assicurativa, ha fatto registrare un rilevante incremento (+13,7% a/a).

Includendo anche la raccolta istituzionale, le attività finanziarie intermediate ammontano complessivamente a circa 16,2 miliardi di euro. I crediti netti verso clientela, interamente rappresentati da impieghi economici, si attestano a 6,9 miliardi di euro (-1,20% su 31/12/2018 al netto dell’effetto delle cessioni di NPL e dell’operazione straordinaria di cessione di prestiti dietro cessione del quinto cartolarizzati).

Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti ammonta a 209,7 milioni di euro (+20% sul 2018); a tale incremento hanno in prevalenza contribuito il progressivo accumulo dei prestiti dietro cessione del quinto trattenuti nel perimetro di Gruppo e la riduzione del costo medio della raccolta.

Le rettifiche nette su crediti effettuate nel corso dell’anno ammontano a euro 95,8 milioni (euro 60,9 milioni nel 2018) e determinano un costo del credito pari all’1,3% degli impieghi lordi verso la clientela (0,8% nel 2018). Si tratta di una dinamica connessa a politiche di accantonamento sempre improntate alla prudenza e che anticipano, in un’ottica forward-looking, parte degli impatti economici relativi alle future operazioni di derisking su NPLs.

Il livello di copertura dei crediti deteriorati è pari al 49,7% rispetto al 48,8% del 2018. In particolare i crediti in sofferenza - che al netto degli accantonamenti incidono sul totale dei crediti netti per l’1,8% (in ulteriore sensibile contrazione rispetto al dato registrato a fine 2018, pari al 2,2%) - presentano un livello di copertura del 68,2%, in linea con l’anno precedente.