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  • 06 febbraio 2026
  • Casale Monferrato

Martedì in Tribunale a Vercelli

“Caso Ginepro”: processo con 90 capi d’imputazione

Padre e figlio accusati di appropriazione indebita, truffa e sostituzione di persona

Il “caso Ginepro”, dopo molti mesi di silenzio, torna a occupare le cronache locali: sta per aprirsi, infatti, il processo penale a carico dei titolari della Ginepro Amministrazioni Immobiliari. Martedì mattina, 10 febbraio, in Tribunale a Vercelli, sarà celebrata l’udienza predibattimentale che vede imputati Giorgio e Andrea Ginepro, 85 e 60 anni, entrambi residenti a San Giorgio Monferrato, difesi dagli avvocati Maria Grazia Strambi Ferrini e Gian Luca Scagliotti, soci rispettivamente accomandatario e accomandante dello studio di amministrazioni immobiliari finito nell’occhio del ciclone all’inizio di marzo del 2023. 

Sono 90 gli episodi per i quali i Ginepro sono imputati: i reati contestati dalla Procura sono appropriazione indebita e truffa in concorso e sostituzione di persona. Parti offese sono 22 condomìni nella loro interezza più diversi condòmini singolarmente. 

Nelle 35 pagine del decreto di citazione a giudizio sono dettagliati tutti gli episodi contestati. In merito all’appropriazione indebita, i Ginepro, secondo l’accusa, «allo scopo di procurarsi un ingiusto profitto», si appropriavano in danno dei diversi condomìni «di somme di denaro di cui avevano il possesso in forza del mandato ricoperto», ma «omettendo il pagamento dei fornitori». L’appropriazione indebita contestata, oltre a quella di denaro, riguarda anche la documentazione amministrativo-contabile non fornita o fornita in maniera «parziale e frammentaria» ai nuovi amministratori.

I reati di truffa, invece, si sarebbero concretizzati «con raggiri e con artifici», «inducendo in errore il personale della banca sull’autenticità della documentazione» così da ottenere disponibilità economica da finanziamenti e fidi.

La sostituzione di persona, infine, che viene contestata solo ad Andrea Ginepro, sarebbe stata messa in atto presentando comunicazioni ad Agenzia delle Entrate o banche senza le deleghe da parte delle assemblee condominiali «attribuendosi in tal modo una falsa qualità cui la legge attribuisce effetti giuridici».

Servizio completo su "Il Monferrato" di oggi, venerdì 6 febbraio.


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Dionigi Roggero

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