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Viaggio senza responsabilità fino al 21 luglio a Villa Vidua di Conzano

Viaggio senza responsabilità, 34 opere realizzate su cartone che hanno quale filo conduttore il viaggio. È la mostra dell’artista Vito Boggeri che verrà inaugurata oggi, venerdì, a Villa Vidua, centro culturale di Conzano. Vito Boggeri, nato a Serravalle Scrivia nel 1939, inizia la sua attività artistica giovanissimo ispirandosi ai modelli della Nuova figurazione, caratterizzati anche dalle tensioni culturali e sociali del tempo. Partecipa alla “Biennale Antoniana” di Bologna; poi alla “Promotrice delle Belle Arti”, organizzata, nel 1957, a Torino, e con una propria personale, nel 1960, alla “Galleria Alexandria” di Alessandria. Dagli anni ’70 inizia un nuovo percorso che lo porta a frequentare la fotografia, il video, il corpo ed altri mezzi espressivi che diventano, per Boggeri, un solo ‘concetto’; infatti per lui «la cosa che conta in un’opera d’arte è l’idea». Nel 1977 un viaggio in USA e l’anno successivo la mostra a New York, Franklin Fournace, dove riceve importanti contributi da parte della critica più affermata dell’epoca. A partire dagli anni ’80 Boggeri ritorna al linguaggio pittorico ed ai suoi strumenti tradizionali; il contrasto armonico tra realtà e sogno è il leitmotiv della produzione dell’ultimo ventennio. Il giudizio critico «Tutto ciò che Boggeri crea – spiega il critico d’arte Carlo Pesce – è parte di un viaggio personale che si riempie di annotazioni, di riflessioni, di indicazioni. È un attento osservatore e i suoi lavori sono pagine di un taccuino, che porta sempre nella sua mente. Nei suoi lavori non c’è un luogo preciso sfondo di una situazione narrata. Le sue opere il più delle volte sono paesaggisticamente scarne: il profilo di una periferia, un’area industriale evocata dalla silhouette di una ciminiera. «I suoi cartoni, grezzi, poveri, per qualcuno provocatori, sono delle metope che compongono un fregio fatto di parti che possono vivere autonomamente, oppure possono essere unite come capitoli di un racconto. In più, egli offre all’osservatore dei titoli enigmatici, degli autentici oracoli che giocano sugli aspetti retorici della lingua, sullo slittamento del significante, enigmi ironici che talvolta non sono immediatamente comprensibili. Questo naturalmente fa parte del gioco, un gioco che non si limita a offrire una situazione pittorica, ma la incanala nella giusta direzione. Le narrazioni di Boggeri introducono l’osservatore nell’atmosfera propria delle opere, fatte di essenzialità, di odori urbani, di suoni e di voci lanciate dai suoi personaggi». La mostra sarà visitabile sino al 21 luglio la domenica pomeriggio, dalle 15 alle 19, ad ingresso libero. Informazioni presso gli uffici del Comune allo 0142 925132.

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Silvia Sassone

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