La Storia in un dettaglio: le fotografie donate a Badoglio diventeranno un archivio
di Rosanna Amerio
Le fotografie storiche conservate in 41 album donati al Maresciallo Badoglio nel corso della sua lunga carriera militare e politica, daranno vita ad un ricco archivio fotografico che sarà disponibile e facilmente consultabile presso la Casa Museo di Grazzano. Immagini delle missioni all’estero nel primo dopoguerra, della presenza di Badoglio ambasciatore in Brasile nel 1924-25, o della lunga permanenza in Libia come governatore unico, per la maggior parte ancora inedite.
A occuparsi della catalogazione, è il presidente del Centro Culturale grazzanese, il professor Alessandro Allemano, scrittore e ricercatore storico. Per capire in cosa consista questo lavoro di riordino, lo incontriamo negli storici locali che furono abitazione del Maresciallo Badoglio, e che ora sono Museo e luogo di studio.
Chino sull’insostituibile personal computer volentieri ci illustra come avvenga in pratica il lavoro, e aprendo il file relativo all’album di provenienza austriaca donato a Badoglio da ufficiali della Missione Militare Italiana a Vienna nel 1918-’20, subito ci invita ad osservare l’immagine cui sta lavorando: «Foto di un ospedale di guerra del fronte austriaco» si legge nel «campo» in alto a sinistra destinato al titolo.
«Le fotografie - ci spiega mentre lo schermo mette a fuoco una stanza spoglia contornata di letti in ferro in cui si vedono le sagome e i visi dei soldati ricoverati – sono state scannerizzate e memorizzate in tre formati: a risoluzione bassa e media per la pubblicazione in rete; e molto alta, per permettere, come in questo caso, di individuare dettagli che nell’originale sfuggono.
«Vedete qui in fondo – e nell’immagine inquadrata sullo schermo, Allemano ci indica la parete di fondo di quel reparto d’ospedale da campo – l’ingrandimento rende visibile che il ritratto appeso sulla parete di fondo raffigura Carlo d’Asburgo: ciò significa che la foto è stata scattata dopo il dicembre 1916, quando Carlo era stato nominato imperatore alla morte del prozio Francesco Giuseppe».
La catalogazione è seguita dalla Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta e finanziata dalla Provincia di Asti.
Schede dettagliatissime
Il lavoro di Allemano, che al progetto sta lavorando da luglio, consiste nel creare una serie di schede dettagliatissime che egli compila con meticolosità certosina: «Il primo lotto di foto – ci racconta lo studioso - sarà formato da 250 immagini, di cui 131 provenienti dall’Album Austriaco. Ci saranno poi quelle tratte dall’album ‘Festeggiamenti a Grazzano nel maggio 1936, più quelle scelte da un piccolo album per una visita di rappresentanza a Milano ad un’Associazione Combattenti, e anche le foto di famiglia ancora esposte qui nel salotto di Casa Badoglio così come le aveva appese alle pareti lo stesso Maresciallo», (una fra tante, quella del figlio Mario, è uno scatto eseguita da Ghitta Carrel, la famosa ritrattista ungherese naturalizzata italiana nel ‘24, ricordata fra i principali fotografi del ventennio).
Un passaggio cruciale del lavoro di catalogazione, è quando si passa a compilare la “scheda F”. È in questi approfondimenti che Allemano dà il meglio di sé.
Come per la foto che ritrae un cimitero di guerra sul fronte dell’Isonzo in parte austriaca: leggiamo nei dettagli che si tratta di Modrejce, zona diventata italiana dopo la guerra e poi nel ‘47 tornate a Jugoslavia, poi Slovenia : osservandola ad alta risoluzione salta all’occhio in primo piano la tomba di un soldato ebreo arruolato fra le fila dell’esercito austriaco nell’agosto del 1915, nella 1° battaglia dell’Isonzo; quel cimitero oltretutto non esiste più, come nessun altro cimitero militare di guerra, diventati ormai solo più memoriali fatti di spianate erbose, tipo quello di Podmelec.
E ancora, le foto di un soldato italiano fasciato da un portaferiti austriaco; altre con le rovine di Gorizia, o di un cannone italiano in posizione (tutte immagini inedite). E di altri periodi, molte immagini inerenti la campagna militare in Africa Orientale del 1935-36, altri riguardanti visite di stato in Germania e in Ungheria, negli anni precedenti lo scoppio del secondo conflitto mondiale. Una vera miniera di ricordi di un passato non così tanto lontano.
Ma non è tutto qui: fra i lavori svolti da Allemano al Museo, c’è anche il riordino dell’archivio storico della Fondazione Badoglio: molti scritti autografi di Badoglio, carteggi con i finanziatori privati della Fondazione, dall’industriale Vittorio Necchi al finanziere Giuseppe Volpi di Misurata, da Pininfarina a Gaetano Marzotto e allo stesso Mussolini.
A disposizione degli studiosi
A lavori terminati, Casa Badoglio di Grazzano potrà fornire in forma virtuale le immagini e i documenti relativi ad un’ampio arco di storia patria con estesi riflessi europei e mondiali.
Il risultato del lavoro sarà disponibile ad appassionati, studiosi, storici, ricercatori, semplici curiosi del passato e visitatori della Casa Museo.