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Carabinieri
Caporalato in vigna a Grazzano Badoglio
I due presunti "sfruttatori" sono due rumeni di Casale
Una situazione di caporalato è stata portata alla luce dai Carabinieri di Moncalvo e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro a Grazzano Badoglio. Tre persone sono state denunciate per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e violazione degli obblighi relativi alla formazione, sorveglianza sanitaria e adempimenti previsti dalla normativa suoi rapporti di lavoro.
Numerosi lavoratori stranieri erano alloggiati in un’abitazione di proprietà di due rumeni residenti a Casale i quali si occupavano anche di prelevare, volta per volta, alcuni degli stranieri, ospitati nella loro casa, e di accompagnarli, con autovetture di loro proprietà, presso alcune aziende agricole limitrofe.
Alcuni lavoratori stranieri sono stati bloccati mentre erano al lavoro in una vigna a Castelletto Merli, contestando al datore di lavoro, un imprenditore agricolo del paese, i reati di sfruttamento del lavoro “nero”, omessa formazione dei lavoratori e relativa vigilanza sanitaria, mancanza di utilizzo dei dispositivi di sicurezza e omessa comunicazione dell’istaurazione del rapporto di lavoro con la la conseguente sospensione dell’attività lavorativa irregolare e contestazione all’imprenditore agricolo di sanzioni penali e amministrative per un totale di 42mila euro.
Nella casa di Grazzano, i Carabinieri hanno rintracciato i due proprietari e gli altri rumeni alloggiati in condizione di evidente precarietà e degrado oltre all’esposizione ai rischi di un un impianto elettrico non a norma: gli interrogati hanno ammesso di essere a Grazzano per essere impiegati nei lavori agricoli senza un contratto lavorativo, ma di fatto gestiti dai due connazionali residenti a Casale che non solo li privavano, al loro arrivo, dei documenti, ma si occupavano di individuare dove avrebbero dovuto svolgere l’attività lavorativa, li accompagnavano sul posto e andavano a recuperarli e riscuotevano la retribuzione per il loro lavoro trattenendone più della metà per le spese di trasporto e “alloggio”.
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