Domani, sabato, alle 21, per la rassegna teatrale «I Crepuscoli» andrà in scena all’auditorium Santa Chiara di via Facino Cane lo spettacolo Il visitatore di Eric Emmanuel Schmitt messo in scena dalla Compagnia «La Betulla» di Nave (BS), in cartellone per sabato 6 aprile ma poi rinviato.
La commedia è stata rappresentata per la prima a volta a Parigi nel 1993 ed è valsa all’autore - giovane professore francese di filosofia e prolifico drammaturgo, ben tre premi Molière per il teatro. Il testo è stato poi tradotto e rappresentato in 15 lingue e in oltre 25 paesi.
L’opera si compone di 17 scene, all’interno delle quali si svolge il dialogo fra Sigmund Freud e un misterioso visitatore, che compare all’improvviso.
La trama si inquadra nell’aprile del 1938, l’Austria annessa alla Germania del Reich, Vienna ormai occupata dalle truppe della Gestapo, fanno da sottofondo a un ipotetico dialogo fra Freud e il visitatore.
Freud indeciso se partire da quella situazione irreale, o restare a contrastare i nuovi signori del mondo (i nazisti), è torturato da un tumore alla gola, in preda a una crisi esistenziale, intreccia un dialogo serrato con lo sconosciuto visitatore che a poco a poco svelerà la sua identità e i suoi intenti.
In quest’opera lo scrittore francese affronta, da filosofo, i temi eterni e universali del bene e del male, del libero arbitrio e dell’esistenza di Dio.
Solo che il Dio di Schmitt - il «visitatore», appunto - non sta in silenzio di fronte agli angoscianti interrogativi dell’uomo, ma è un Dio che parla e vuole dare delle risposte, dialogando con il dottor Freud, il grande ateo.
La scienza ha fallito, deve ammettere Freud, perché cura gli individui ma non sa guarire l’umanità, però anche Dio ha fallito perché permette il male. Alla fine però Dio gli si rivela come amore e, nel segno di una comune pietà, Freud e lo sconosciuto possono contemplare insieme la sofferenza degli uomini, vittime innocenti. Bruno Frusca - che ha curato anche l’adattamento e la regia - asseconda questa vena colloquiale del testo calando il tutto nella dimensione intima di un realismo domestico, dove i toni sono quelli familiari, di ogni giorno, e il dottor Freud indossa più la veste del buon padre di famiglia che quella dello scienziato.
Accanto a lui sulla scena Pino Navarretta nel non facile ruolo del divino, Mariasole Bannò e Michele Bolognini.
Lo spettacolo è riservato ai soci. Appuntamento alle 21.