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La richiesta

«Liberiamo le scuole dai seggi elettorali»

Fabio Lavagno ha scritto al sindaco e presentato un’interrogazione urgente

Il consigliere comunale Pd Fabio Lavagno, l’ex deputato, ha presentato un’interrogazione urgente a risposta in Consiglio per chiedere al sindaco «se intenda, a fronte delle notevoli difficoltà riscontrate dal mondo della scuola, attivarsi in via sperimentale ad individuare, laddove possibile, spazi alternativi ai tradizionali edifici scolastici per l’organizzazione dei seggi elettorali in modo da mitigare quanto più possibile un disagio, divenuto con gli anni e nella presente situazione difficilmente tollerabile e che richiede una diversa organizzazione». L’interrogazione, che fa seguito a una lettera di Lavagno a Riboldi, è stata sottoscritta da tutti i colleghi dem.

«A settembre, forse, tutto riparte con le cautele e gli accorgimenti comunicati - scrive Lavagno nella lettera - Tutto riparte con l’incognita dei trasporti perché fare le cose in modo integrato sembra una chimera. Tutto, comunque, riparte con la consapevolezza del ritardo formativo da recuperare e con la concentrazione necessaria affinché non si “perda tempo”, ma dopo neanche una settimana tutto (o meglio: quasi tutto, con una discriminazione incomprensibile e fastidiosa) si blocca di nuovo per 3/4 giorni, ma non per un tardivo scrupolo che ha a che fare con la tutela della salute, ma per celebrare un referendum sul taglio dei parlamentari (e quindi della rappresentanza democratica), con i suoi tempi di allestimento, sgombero e sanificazione».

Per questo, Lavagno ha chiesto al sindaco «se non sia il tempo di mettere mano, dopo più di 20 anni, ad un riordino della distribuzione delle sezioni elettorali della città e mettere progressivamente al riparo dagli eventi elettorali gli istituti scolastici, provando a partire dalle scuole secondaria superiori. Per gli Istituti superiori di secondo grado, con la loro capacità di attrazione importante di studenti provenienti da almeno quattro ambiti provinciali suddivisi in due regioni, coinvolti dalla tradizionale organizzazione dei seggi elettorali, rappresenterebbe un’interruzione delle lezioni per un numero di quasi 2mila studenti».

Articolo completo sul numero de "Il Monferrato" di venerdì 24 luglio.


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Barbara Corino

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