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Centodiciassette paia di scarpe contro la violenza sulle donne a Casale Monferrato

Centodiciassette paia di scarpe femminili disposte sul selciato di piazza Mazzini a ridosso del monumento. Legata a ciascuna coppia di calzature una targhetta con il nome di una donna. In due solo le iniziali perché coloro cui apparteneva non erano ancora maggiorenni. Hanno formato un percorso, una ''marcia di assenti'' volendo rappresentare idealmente le donne assassinate da mariti, compagni e figli dall’inizio dell’anno a oggi. E poi a campeggiare i loro “immobili passi” la grande scritta: “Giù le mani dalle donne”. L’installazione di martedì 4 dicembre è stata voluta da Zonta Club, organizzazione internazionale femminile di dirigenti e professioniste che a Casale che ha come presidente l’orafa e gallerista Caterina Rossignoli. È stata la terza iniziativa indetta nei sedici giorni di impegno mondiale contro la violenza sulle donne, dal 25 novembre al 10 dicembre. La prima è avvenuta in collaborazione con Zonta di Alessandria al Palazzetto dello Sport durante la partita del Novi Basket. E la seconda, all’indomani della “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne” è stata la deposizione di un mazzo di rose gialle, simbolo e colore del Club, alla grata di una finestra del Tribunale in piazza Rattazzi dove il 26 novembre 2004 l’architetto Elena Imarisio è stata uccisa dal marito, l’imprenditore edile Paolo Castellaro. Il fratello, la cognata e gli zii della vittima hanno visitato emozionati l’esposizione delle calzature manifestando a Caterina Rossignoli gratitudine e assoluta approvazione. L’iniziativa ha avuto riscontro notevole anche fra la popolazione casalese. Alla presidente che aveva invitato la gente a portarle le proprie scarpe, per solidarietà con tutte le donne che hanno subito violenza, ne sono pervenute centottanta paia. Al termine della mostra saranno distribuite fra vari enti assistenziali locali. Positivi anche i giudizi dei passanti. “Vengono i brividi a stare qua”, “Prendiamo coscienza di quante sono le donne ammazzate in modo vergognoso”, “Lavoro ben fatto”, “E’ importante sensibilizzare”, “E’ un modo alternativo e intelligente per dire no alla violenza” ha raccontato a un visitatore l’assessore Giuliana Romano Bussola che ha appoggiato fin da subito con “femminile ostinazione” il progetto di Zonta. Interesse anche da parte maschile. Un casalese ha addirittura subito stampato in casa le fotografie scattate e le ha consegnate alla presidente. Purtroppo non sono mancati i cretini e i commenti ignobili. Se ne segnala uno per tutti cui non segue ulteriore spiegazione: “Posso lasciarvi le mie scarpe? Sono stato violentato da dieci donne e mi è piaciuto tanto”. Sic.

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Barbara Marini

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