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"Giornata della memoria"

(b. cur. - a.a.) - La «Giornata della Memoria» non perde la sua ragion d'essere con il passare degli anni, anzi, ogni anno si colora di nuovi significati; questa volta è stata tra l'altro "annunciata" su tutto il territorio provinciale dalla campagna di affissioni ideata da Monferrato Cult e voluta dalla Provincia di Alessandria, con le fotografie d'impatto di Yossi Lemel (ospite nel 2007 di OyOyOy! Festival Internazionale di Cultura Ebraica) scattate proprio nei campi di sterminio nazista. Le celebrazioni a Casale, invece, sono iniziate sabato con le iniziative organizzate dall'Amministrazione. In mattinata si è tenuta la conferenza di Mauro Bonelli sul tema "Gli zingari nella persecuzione nazista", a ricordare un'altra etnia colpita duramente dallo sterminio di massa. Al pomeriggio, il laboratorio teatrale diretto da Maria Paola Casorelli ha portato in scena nella Sala del Consiglio Comunale "Era normale", adattamento del testo teatrale de "L'istruttoria" di P. Weis; attori i giovani delle scuole superiori di Casale, che hanno interpretato con pathos le storie drammatiche dei sopravvissuti ai lager, raccontate durante un processo in cui è venuta alla luce la "normalità" atroce a cui gli internati, dopo qualche tempo, sembravano adattarsi, per sopravvivere. Folto pubblico in piedi, alla fine della rappresentazione, a premiare la bravura degli interpreti. Altro momento suggestivo è stata l'accensione, sullo scalone d'onore del Comune, di decine di candele bianche, accompagnata dall'esecuzione di brani musicali da parte degli Amici della Musica e dalla lettura dei nomi degli Ebrei casalesi e alessandrini deportati nei lager (lettura di Emilio Bonelli) alla presenza del sindaco Paolo Mascarino, dell'Assesore Lavagno, dell'ex assessore Quirino, di membri del Consiglio Comunale, del presidente della Comunità Ebraica Giorgio Ottolenghi e di tanti cittadini, soprattutto giovani. La cerimonia più significativa si è svolta in Sinagoga nel pomeriggio di domenica, quando si sono accese le lampade a ricordo dei sei milioni di ebrei uccisi in maniera sistematica dal nazismo. Proprio questa metodicità, 'scientifica', che rende la Shoah diversa da qualsiasi altro sterminio, è stata al centro di molti dei discorsi pronunciati per la commemorazione: Elio Carmi, vicepresidente della locale comunità ebraica, ha citato un recente articolo di Elena Lowental dove si espone quasi un paradosso: la Shoah di fatto non appartiene agli ebrei, perchè chi ha subito lo sterminio si trova oggi senza vita o senza voce e quindi nell'impossibilità di giudicare e perdonare. Di fatto il ricordo della shoah un patrimonio a tutta l'umanità, perchè in futuro non commetta gli stessi errori. Una speranza che è stata resa visibile affidando l'accensione dei lumi a tre bambini tra il pubblico. Alla toccante preghiera pronunciata dal presidente della comunità Giorgio Ottolenghi, prima della cerimonia, sono seguite le parole commosse del Vicario Generale della Diocesi mons. Antonio Gennaro e dell'Assessore Riccardo Calvo, entrambi appena tornati da un viaggio in Israele. "La scintilla di Dio nel cuore degli uomini cancella la presenza del male" è la riflessione dell'amministratore diocesano. Mentre Calvo usa le parole di David Grossman in 'Con gli occhi del Nemico' per un auspicio di pace. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Provincia Paolo Filippi e Dirce Gusmano, figlia di Giuseppina Gusmano, dichiarata «Giusta tra le nazioni» per aver salvato numerosi bambini ebrei nascondendoli nella propria casa. La giornata di domenicain Sinagoga ha avuto un prologo sabato pomeriggio quando al termine delle rievocazioni nel municipio si è riaperta la mostra di Raphael Reizel. Una dozzina di opere in terracotta, ognuna delle quali è quasi una piccola storia capace di raccontare l'orrore dei lager in maniera evidente quanto coinvolgente descrivendo l'arrivo dei treni, la separazione delle donne dagli uomini, l'entrata nei forni. Proprio queste opere hanno fatto da cornice domenica al concerto della cantante e chitarrista milanese Manuela Sorani. Un bel recital che ha fatto rivivere la storia di quegli anni bui, attraverso canzoni molto semplici della tradizione ebraica. Melodie cantate da un voce rotonda ed ispirata , così come sarebbero potute risuonare nel ghetto di Cracovia,di Lo#dz o di Roma sessanta anni fa. E qualcuna è stata cantata persino ad Auschwitz in un estremo tentativo di speranza. Canzoni per i bambini come Oyfn pripetshok o Gam Gam, ballate tristissime tanto da evocare ancora oggi il tempo di ghetti in 'liquidazione' come Dona Dona o Nit Keyn Rosnikes, canti tradizionali come Shalom Aleychem o semplicemente la descrizione di un mondo dove le cose apparentemente non si possono cambiare mai ad esempio in At Ve Ani Ve Hamilchama' Abba ovvero Tu, io e la prossima guerra. Canti dei ghetti e della shoa, questo il titolo del concerto, è stato sicuramente il modo più poetico per chiudere la giornata della memoria, considerando anche che anche una canzone è un ottimo sistema per ricordare più a lungo. FOTO- Sinagoga , accensione dei lumi della memoria e concerto

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Barbara Marini

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