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  • 23 maggio 2011
  • Casale Monferrato

Podismo: tra Ovada e Spinetta. Gambetta è pronto per la Stracasale

SPINETTA MARENGO – La notturna del venerdì parla africano anzi, afro-ligure. Perché i primi quattro classificati della 7 km trofeo Solvay, come sovente accade ai grandi appuntamenti, vengono da quella regione (precisamente Noceto e Genova). Podio tutto maghrebino con Adil Lyazali (22’11”), Khalid Ghallab (22’17”) ed Aldelhafid El Maclimi (22’24”). Per trovare un nome della provincia bisogna arrivare alla quinta piazza dove Alex Zulian conferma il momento di grazia. Il podio femminile è appannaggio della tortonese Elehanna Silvani (26’50” e ventiquattresima assoluta) davanti alla pavese Simona Viola e all’alessandrina Annalisa Fagnoni. Il trofeo era valido come tredicesima prova del C.P. AICS. Il maggior punteggio è andato, manco a dirlo, a Daniele Novella (56 punti e sesto assoluto), quindi il novese Paolo Dalia (55, undicesimo), il tortonese Marco Manna (54, diciottesimo), gli avisini Simone Canepa (53, ventitreesimo) e Chiaffredo Spinoglio (52, ventottesimo). AICS femminile alla già citata Fagnoni (10 punti), seguita come punteggio da Ilaria Bergaglio (9 punti, bella lotta) e da un’altra novese, Francesca Contardi (8). A punti in “casa Avis” anche Diego Bertaglia (46, undicesimo assoluto), Alessandro Manassero (45), Stefano Taverna (44), Ezio Pierro (30), Roberto Magagna (20), Giancarlo Vercelli (16), Mauro Pacella (13), Luisa Doro (6), Celestino Stocco (12), Mario Cavalieri (11), Ciro Pierro (8), Simona Illengo (3), Antonello Bosticco (2), Speranza Vorraro (2) e Daniele Torchio (1). Tornando all’ordine d’arrivo del trofeo Solvay, segnaliamo il ritiro di Maurizio Di Pietro (sospetto stiramento), l’ottava piazza di Paolo Bertaia, il tredicesimo posto di Gianni Ravarino, il ventesimo di Massimo Mansella, il il cinquantanovesimo di Biagio Mansella. Il valenzano Massimo Civetto, che corre con i colori della Cartotecnica, è giunto trentacinquesimo. Di tutto rispetto il numero degli atleti (160) che sono giunti al traguardo. OVADA – La “Stradolcetto”, giunta alla trentunesima edizione, ci ha riservato il percorso (9 km e 50 metri effettivi) più duro ed entusiasmante tra le 14 prove del campionato provinciale AICS fin qui disputate. Tracciato nuovissimo, con un primo anello a salire in città e, al culmine della collina, subito una ripida discesa sterrata tra le vigne. Quindi un falso piano a nascondere una dura salita sterrata seguita da una discesa rompicollo verso l’arrivo. Prima della partenza si accreditava qualunque vincitore non capace di scendere sotto i 35 minuti. Al traguardo il genovese Corrado Ramorino fermava il cronometro a 33’33” e il vignalese Silvio Gambetta a 34’51”. I signori sono serviti. Terzo posto al pavese Gianluca Atzori. In campo femminile gran gara della cairese Clara Rivera (38’28”) e sul podio, con lei, le liguri Serra ed Andolina. Solo metà degli atleti Avis presenti, gli “scalatori” per intenderci (ad eccezione di Peruccio). Assente Novella, nella classifica AICS sono andati forte atleti abituati ad una buona programmazione, come il casalese Deandrea (DLF AL) o il novese Scabbio, nonché Dalìa e Manna, entrati in gioco solo due giorni prima. Tra le donne, assente la leader Bergaglio, maggior punteggio per la Ottrìa, seguita da Borciani e Piccione. Tornando ai due leader, Ramorino ha fatto sua la gara nelle discese, dove è un autentico specialista e raramente si riesce a non lasciarlo fuggire su simili tracciati. Silvio Gambetta dice non essere al top, di poter far meglio, ed infatti evita “overdose” di gare, in attesa di riprendersi da un malanno stagionale che l’ha debilitato. Nessun atleta, meglio di se stesso, può valutare una sua prestazione ma resta il fatto che ad Ovada, come già a Castelletto, il vignalese, sotto il profilo sportivo ma anche umano, è piaciuto molto perché ha “dato” molto alla gara e al pubblico. Ha difeso con le unghie e con i denti un secondo posto in condizioni difficili, contro avversari in gran forma; in passato gli era capitato di arrendersi in simili frangenti, è vero, ma il “guerriero” visto le ultime due domeniche è un vincente, alla faccia di una forma che va e viene, per chiunque. Sono quei casi un cui non importa il colore della medaglia, fosse anche un bronzo, o un fuori podio; checchè se ne dica, la vittoria morale fa grande un atleta quanto quella sul campo. Ne è la prova il “corteggiamento” spietato cui è stato sottoposto a fine gara. Lo vogliono un po’ ovunque (Trino martedì, Valenza giovedì e Stracasale venerdì - solo in settimana - ma anche altrove…). Chiaramente, se deve dosare le forze, dovrà negarsi a tanti, non ci piove. Un atleta è chiamato anche a delle scelte. L’importante è che Silvio conservi intatta la grinta sfoderata ultimamente. Per la forma c’è tempo.

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