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  • 02 novembre 2011
  • Casale Monferrato

Il romanico in Valcerrina

Di fronte all’attuale questione sul futuro del libro “cartaceo” rispetto all’imperante lettura on line (questione dibattuta si può dire a cominciare dagli “Apocalittici o integrati” di Umberto Eco e riaccesa da Bauman, teorico della cultura liquida) voglio ricordare come esempio di soluzione pratica ed intelligente l’iniziativa del Lions Club Valcerrina: l’aver ricavato un libro cartaceo di facile consultazione, pur tecnicamente inappuntabile, dal ricco scrigno storico-artistico del sito “Monferrato arte”, curato da Carlo Aletto. Il libro, uscito alcuni mesi fa col titolo “Il romanico in Valcerrina e dintorni”, ad opera dello stesso Aletto, può appunto presentarsi oggi quale felice risposta alla querelle, proprio in quanto affianca, aggiorna e sintetizza i dati del sito. Articolato in schede di precisa indagine filologica ma accessibili a tutti per concisione e chiarezza espositiva, si avvale di un luminoso apparato iconografico, allettante sia per l’addetto ai lavori che per il comune fruitore d’arte. Libro che è documento e passeggiata. Una passeggiata anche sentimentale: chi lungo i percorsi del nostro paesaggio collinare non è stato toccato da vestigia romaniche rimaste a latere rispetto alla monumentalità medioevale più nota ed imponente? Chi non ha provato sorpresa ed interesse, ad esempio, per l’improvviso apparire, alla sua sinistra entrando in Mombello, del bassorilievo zoomorfo, formella posta lì come a caso, murata nella più tardiva chiesa di San Sebastiano? Sfogliando le pagine del libro, sollecitati anche dalle fotografie (tutte recenti), sentiamo quasi al tatto la scabrosità del tessuto murario. E ci coinvolge un gioco di chiaroscuro non sempre individuabile al computer: cornici, archetti, motivi a nastro e intreccio, tracce di bicromatismo materico imprimono un sottile dinamismo alle strutture. Lo spazio dedicato alla bella facciata di “S.Fede” di Cavagnolo mi ha richiamato d’istinto le parole di un mio illustre docente di Filosofia Morale, Augusto Guzzo: “Il libro non si usa, il libro si sente!” Un sentimento di devozione nei confronti del libro è mirabilmente espresso - lo vogliamo ricordare - da uno splendido “fregio” della nostra Gipsoteca di Casale: è il modello di una targa che Leonardo Bistolfi scolpì nel 1905-6 per la “Società Bibliografica” torinese, raffigurando donne-vestali, di raffinata linearità, che tengono in mano i libri, e li porgono come doni sacri. Ed è questa sensibilità verso memorie amate e ricercate che Carlo Aletto ci vuole trasmettere, al di là delle notizie sui diciassette edifici antichi esaminati. Naturalmente con un pensiero fondativo, necessario in ogni ricerca di misura scientifica: attraverso i segni di influenze, migrazioni, mutamenti abitativi e di maestranze…si possono collocare i “frammenti” romanici rispetto ad una cultura e ad una scuola.

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Silvia Sassone

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