In un palazzo di Murisengo aprono una vecchia cassa... e trovano uno scheletro
di Mario Giunipero
Svuotando antiche dimore e vecchie case, nei solai e nella cantine, capita di trovare di tutto, anche perchè era abitudine consolidata di non buttare nulla: «Verrà il giorno in cui tutto potrà servire» era la regola. In realtà, cambiando proprietario e a volte destinazione d’uso, le case vengono svuotate, ripulite e poi restaurate. Ecco allora venire alla luce seggiole, pentole, bottiglie, damigiane, lucerne, finimenti di cavalli, casse colme di vecchie stoviglie, libri, quaderni, messali... È quanto sta capitando in un bel palazzotto di Murisengo, situato all’inizio del borgo medioevale in posizione panoramica, recentemente acquistato da un noto musicologo di Torino. Gli addetti alla ripulitura del vasto giardino, dei tre piani con soffitta e seminterrato della grande struttura, fra le tante e vecchie cose hanno trovato una cassa dall’apparenza misteriosa. Aprendola con cura, magari sperando di trovare qualcosa di prezioso, l’addetto ai lavori è rimasto allibito: all’interno c’era un teschio con altre ossa umane. Sono stati subito avvertiti i Carabinieri della stazione locale che sono intervenuti, comandando il trasporto della cassa in caserma. Mentre iniziavano gli accertamenti per stabilire l’identità dello scheletro, la provenienza ed il motivo per cui si trovava in quella casa, la cassa è stata depositata nella camera mortuaria del cimitero del capoluogo, previa autorizzazione del sindaco.
L’ipotesi che si fa in paese, è che le ossa appartengano ad una persona originaria di Murisengo, morta altrove e tumulata in un cimitero per ora sconosciuto. La salma, successivamente riesumata e spedita a Murisengo ai suoi discendenti per essere sistemata nella loro tomba di famiglia, potrebbe essere stata “dimenticata” in un angolo fra le vecchie cose.La casa, dagli anni ‘40 e fino allo scorso anno è stata la residenza della famiglia Cormanni, che ebbe parte attiva nella vita murisenghese.
In particolare Adolfo Cormanni, baritono alla Scala di Milano e buon pittore, partecipava attivamente alle iniziative sociali e sportive del paese. Rimasto paralizzato in seguito ad una caduta da cavallo, abitò, fino al decesso avvenuto qualche anno fa, nella sua grande casa di Murisengo dove dipinse una bellissima Via Crucis in olio su tela sistemata nella chiesa della Madonnina del capoluogo del paese monferrino.