Articolo »

Divertimento Ensemble: concerto di grande qualità, da Couperin a Ligeti

Concerto di grande interesse, curatissimo, di qualità artistica e musicale elevata quello firmato da “Divertimento Ensemble” sabato sera a Moncalvo che - con un programma diverso - è stato protagonista di altri due appuntamenti domenica pomeriggio alla Tenuta Santa Caterina di Grazzano Badoglio e questa sera, lunedì, all’Auditorium Santa Chiara di Casale. Tre appuntamenti realizzati in occasione del “Corso di Direzione d’Orchestra” che anche quest’anno “Divertimento Ensemble” ha svolto a Moncalvo dal 25 maggio al 1° giugno 2013. Il Teatro Comunale della cittadina astigiana, infatti, ha ospitato la IX edizione del prestigioso corso di direzione d’orchestra dedicato al repertorio musicale che va dal primo Novecento ad oggi, organizzato con la direzione musicale e artistica di Sandro Gorli. I concerti sono inseriti in “Rondò”, stagione di concerti di “Divertimento Ensemble” in programma a Milano, dal gennaio a giugno 2013 all’Auditorium del Gruppo 24 ORE, che anche quest’anno ha proposto alcuni appuntamenti musicali della stagione nelle colline del Monferrato. Sabato sera a Moncalvo Sabato a Moncalvo con un pubblico purtroppo ingenerosamente esiguo, Andrea Vitello ha diretto l’ensemble in due pagine di grande interesse, opera di Mauricio Kagel e di Gyorgy Ligeti. Il concerto ha preso le mosse da una “innocente” Passacaglia di François Couperin, eseguito da Ruggero Laganà, supponiamo allo scopo di far volutamente apprezzare il contrasto tra le sonorità classiche dell’autore barocco e il sapore di sorprendente contemporaneità che Ligeti ha saputo cavare dallo stesso classicissimo strumento nella sua Passacaglia ungherese. Del resto ebbe a dire Francesco Degrada, «Gli strumenti non esistono al di fuori delle parti che sono state scritte per loro», non hanno cioè un loro specifico assoluto: sono cera, creta nelle mani del musicista che li plasma cavandone di volta in volta l’anima che solo quell’artista sa suscitare in loro. Sapientemente cameristico il Brahms delle Danze ungheresi eseguite da quattro mani dallo stesso Laganà e da Maria Grazia Bellocchio: fraseggio raffinato, tocco incantevole nei legati dolcissimi, cristallini gli staccati restituiti con tutta la preziosità che uno strumento d’eccellenza come il Fazioli consente. A seguire il secondo tempo con Andrea Vitello -appunto - alla guida dell’ensemble: Lorenzo Missaglia (flauto), Luca Avanzi (oboe), Maurizio Longoni e Eduardo Barlassina (clarinetti), Valerio Maini (corno), Corrado Colliard (trombone), Ruggero Laganà (clavicembalo), Maria Grazia Bellocchio (pianoforte), Maurizio Ben Omar (percussioni), Lorenzo Gorii e Diego Castelli (violini), Paolo Fumagalli (viola), Martina Rudic (violoncello), Roberto Garrido Figueroa (contrabbasso). Osten e il Kammerkonzert Primo brano Osten di Mauricio Kagel, che riporta ad archetipi di umanità sanguigna e verace, poi il grande Kammerkonzert di Gyorgi Ligeti, dove fin dalle prime battute pare emergere e prendere forma quel sottofondo di inquietudini inconsapevoli, taciute, nascoste o negate che vibrano nel rumore della nostra coscienza. Musica sottilmente e potentemente introspettiva nella quale pare che l’ordinaria parola dell’io, del diurno, del cosciente, lasci posto a tutto quel che di confuso e incerto vive nel nostro profondo. Il fluire- precipitare quasi! - delle sequenze musicali nell’inseguirsi delle voci degli strumenti a tratti si fa affanno, rotolio, rassegnazione. Musica liquida, avvolgente, istrionica, capace di stregare fino allo spavento e al timore. Sonorità ricercate Irrituale l’impiego degli strumenti da cui Ligeti spreme sonorità inusitate e ricercate, dal pizzicato estremo e legnoso (quasi un crepitio, a tratti) sul ponticello degli strumenti a corda, allo stridio ricavato con dissonanze e un uso volutamente sgraziato del crine, solo per fare un esempio... E i fascinosissimi, stridenti cromatismi che muovono dai fiati migrando via via da uno all’altro strumento, passando dall’esile eleganza del clavicembalo fino alla grandiosa e grave sontuosità del pianoforte. E qui ancora una volta il Fazioli fa la differenza con una profondità e uno spessore di suono straordinari. Concerto breve ma prezioso, occasione per esplorare frontiere non scontate della creatività musicale.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Laura Mellina

Laura Mellina
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!