Tutti noi "Come in una clessidra", sommersi dalla polvere d'amianto
di Alberto Marello
“Come in una clessidra” e “Cris”, sono questi i titoli dei due spettacoli teatrali scritti e diretti da Enrico Pesce, compositore e professore di musica dell’Istituto Balbo, e interamente realizzati dagli studenti e dagli ex alunni dell’Istituto. Dalla fibra killer dell’amianto che cancella il futuro di chi ne viene colpito «facendolo entrare nel sistema della clessidra», alla crisi economica che toglie dignità a persone e famiglie. Due temi tutt’altro che semplici: il primo affrontato con estrema serietà e rigore mentre nel secondo la comicità trova ampio spazio.
Enrico Pesce, questo è un periodo intenso, uno spettacolo da ripetere tre volte in un giorno (sabato 28 aprile) e poi la consueta rappresentazione teatrale di fine anno…
«È vero, è un periodo durissimo. Solitamente organizziamo gli spettacoli di carattere sociale nei primi giorni dell’anno, così da avere tempo di preparare quello di fine anno… ora, invece, i due spettacoli quasi collimano. Teniamo moltissimo a “Come in una clessidra”, che andrà in scena tre volte al Municipale, e per questa produzione stiamo dando il massimo ma siamo rimasti indietro sulla preparazione di “Cris”, lo spettacolo di fine anno».
Da un argomento difficile e molto delicato da affrontare (anche per il contesto sociale in cui viene presentato) ad un argomento altrettanto complicato ma raccontato in modo più ludico e spensierato…
«Come da tradizione, dal 2000, confezioniamo lo spettacolo di fine anno trattando tematiche complesse e articolate ma proviamo a dare un tocco di umorismo, di comicità e di leggerezza, proprio perché si va in scena alla fine dell’anno scolastico. Mentre per quanto riguarda “Come in una clessidra” beh, in quel caso assolutamente non si scherzerà!»
“Come in una clessidra” sarà uno spettacolo forte dal punto di vista dei contenuti, la locandina colpisce molto…
«È stata realizzata dall’artista Riccardo Guasco. La metafora è che noi viviamo come in una clessidra, sommersi dalla polvere che passa da un bulbo all’altro: in realtà è anche la polvere che ha inquinato i polmoni dei monferrini. Io non sono casalese ma sento un forte senso di appartenenza, ci lavoro e dunque ci vivo, dal 1995. Sono originario della Valle Bormida, una delle zone più inquinate d’Italia a causa dell’Acna di Cengio e anche lì abbiamo avuto le nostre vittime. Quando sono arrivato a Casale e mi sono trovato davanti a questa realtà, non ho potuto far altro che interessarmene e dare il mio piccolo contributo».
Un grande appoggio e supporto lo trovi anche in tutti gli studenti che ti seguono, quanti sono?
«Solitamente circa 150… per quanto riguarda “Come in una clessidra” quasi 80 anche se sul palco, a recitare, saranno pochissimi: una decina».
Per sabato 28, prenotazione obbligatoria ma biglietto gratuito…
«Grazie all’importante sodalizio tra Istituto Balbo, Afeva, Fondazione CRT e i patrocini del Comune di Casale e della Provincia, siamo riusciti ad aprire lo spettacolo a tutti. In un giorno riempiremo il Municipale per ben tre volte».
Da uno a dieci quanto è stressante questa preparazione?
«Centocinquantamila!»
Da uno a dieci quanto ti soddisfa?
«Unmilionecentocinquantamila»!
UNO SPETTACOLO AD ALTO IMPATTO EMOTIVO
Spettacolo dall’alto impatto emotivo, “Come in una clessidra” racconta la storia di sette malati di mesotelioma pleurico (interpretati da: Francesca Anello, Maria Grazia Bozzo, Mattia Costa, Davide Della Zazzera, Marco Greppi, Maria Rita Torino, Cristian Villani) che si ritrovano nella sala d’attesa dell’ospedale. Ben presto si dovranno rassegnare all’evidenza.
In una sorta di gruppo autogestito, quattro uomini e tre donne vivranno i sentimenti della rabbia, della disperazione, per giungere alla presa di coscienza del proprio male e alla rassegnazione, senza dimenticare, però, di trasmettere un messaggio di speranza a tutti coloro che rimarranno a difendere la memoria di chi è stato colpito, senza pietà, dalla mano assassina della polvere di amianto. In tutto lo spettacolo (che prende spunto dal libro “Malapolvere” di Silvana Mossano), in un atto unico, non si pronunceranno mai le parole mesotelioma e amianto, né, tantomeno, verrà citato l’Eternit. Non ce ne sarà bisogno.
Lo spettro della tremenda malattia e della sua causa aleggerà sin dalle prime battute nelle parole dei protagonisti che, all’epilogo, interpreteranno anche alcune poesie di Assunta Prato, Bruno Filippi, Daniela Degiovanni, Pier Luigi Porta, e la poetessa di Pripyat, Lyubow Sirota.
Musiche originali di Enrico Pesce, interpretate dalle Poker Singers (Alessia Antonacci, Valentina Anzalone, Sabina Ganora, Xhina Hilviu) e dal coro dell’Istituto Superiore “Cesare Balbo”. Oltre al Balbo, promotore con Afeva dell’evento, parteciperanno la scuola media “Trevigi”, con il gruppo di musica d’insieme dell’indirizzo musicale e il FOR-AL, che si occuperà della locandina e una scuola primaria cittadina.
Sono previsti due spettacoli mattutini e uno serale: sabato 28 aprile, alle ore 9 alle ore 11 e alle ore 20,45.
Per assistere basta prenotare telefonando al numero 0142 452316 (mattino) o al 347 2731107.