La Regione: no alla riapertura degli impianti nucleari
di Maurizio Inguaggiato
Si è riunito, mercoledì, il tavolo di trasparenza che segue le attività di dismissione del parco nucleare piemontese, l’organismo promosso dalla Regione Piemonte come sede di intese, di adozione di impegni e di programmi, di informazione e comunicazione, al quale partecipano tutti i soggetti interessati alla questione della sicurezza nucleare.
Erano presenti, oltre all’assessore all’Ambiente Nicola de Ruggiero, l’amministratore delegato di SOGIN, Massimo Romano; il direttore del Dipartimento Nucleare di ISPRA, Roberto Mezzanotte; il direttore di ARPA Piemonte, Silvano Ravera, il rappresentante del Ministero per lo Sviluppo Economico, Arnaldo Ghioto; i sindaci di Saluggia, Marco Pasteris, Trino, Marco Felisati, e di Bosco Marengo, Angela Lamborizio; il prefetto di Vercelli Pasquali Minunni; i consiglieri regionali Ugo Cavallera e Alberto Deambrogio.
De Ruggiero nella sua introduzione ha ribadito «il no del Piemonte alla riapertura di una stagione nucleare, memori di quanto ci ha lasciato la precedente, conclusasi più di vent’anni fa, in termini di rischio ambientale, di sicurezza e di costi» ed ha sottolineato «la preoccupazione sul fatto che il Ministero per lo Sviluppo Economico non abbia ancora una soluzione per l’individuazione del sito unico per le scorie nucleari italiane».De Ruggiero inoltre ha fatto riferimento ai dati sul monitoraggio delle falde, «un intervento indispensabile eseguito da ARPA Piemonte ed un impegno oneroso - ha sottolineato - che stiamo purtroppo sostenendo con le sole nostre risorse regionali».
Il quadro del programma di decommissioning è stato presentato da SOGIN. A Trino è stata avviata la realizzazione dell’impianto per il trattamento resine della centrale, sviluppato con una tecnologia proprietaria. Sono in corso attività propedeutiche allo smantellamento del reattore della centrale, le cui attività inizieranno nel 2010. Nel 2011 l’avanzamento del decomissioning sarà pari a circa il 62% ed è stata confermata la conclusione dello smantellamento nel 2013. A Saluggia si sono conclusi i lavori e i collaudi del nuovo sistema di approvvigionamento idrico a Saluggia. È stato formalizzato il contratto per il trattamento ed il condizionamento dei rifiuti IFEC a bassa attività. Nel 2011 l’avanzamento del decomissioning raggiungerà il 42,3 %.
«I dati presentati da SOGIN sottolineano ancora una volta che l’attività di decomissioning prosegue spedita verso gli obiettivi fissati. Siamo molto soddisfatti per l’accelerazione impressa ai programmi da parte dell’azienda. Si continua ad andare nella direzione che abbiamo sempre auspicato e sostenuto. Per la Regione la messa in sicurezza dei siti nucleari presenti in Piemonte resta la priorità assoluta. ».
Sulla questione interviene il consigliere regionale Alberto Deambrogio: «Ho potuto verificare come da parte dei soggetti interessati, e da SOGIN in particolare, non sia affatto maturata la consapevolezza di un quadro generale totalmente cambiato dopo l’avvenuta approvazione di una nuova legge nazionale.Con quest’ultima ci saranno più centrali, più riprocessamento, più depositi e un anno di nuovo nucleare italiano produrrà più scorie di quante ora sono stoccate soprattutto in Piemonte, mentre del deposito nazionale non si vede l’ombra. A fronte di queste proliferazioni, non capisco perché si voglia procedere speditamente nella trasformazione dei siti di Trino, Saluggia e Bosco Marengo in depositi ‘temporanei’ o, meglio, definitivi. Il ‘mondo nucleare’ sta radicalmente cambiando, in peggio dico io, ma non pare che lo sconvolgimento turbi o responsabilizzi più di tanto chi gestisce la produzione radioattiva pregressa».
«Rispetto alla mancanza di fondi per effettuare i controlli ambientali denunciata da ARPA – conclude Deambrogio – sono convinto che le risorse non vadano individuate nel montante dedicato alle compensazioni territoriali, ma debbano essere sborsate dall’esercente degli impianti su cui grava qualche responsabilità per quel che è successo in questi ultimi anni»