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  • 03 febbraio 2021
  • Casale Monferrato

Tra progetti, opere e modelli a cui ispirarsi

Confessioni di un artista dalla "Zona Gialla"

L'incontro con il poliedrico personaggio della cultura casalese Giovanni Saldì

Sono incontenibile, non per egocentrismo, ma per stimolo: quando ho una visione, sento un’esigenza primordiale, nella mia fertilità artistica, le ovaie creative vengono fecondate dalle idee che sopraggiungono la notte quando chiudo gli occhi e incomincio a vedere immagini”. Giovanni Saldì non è il primo che usa metafore ardite per definire l’arte come un’esigenza quasi fisiologica. Però di fronte alle sue dichiarazioni mi sento in dovere di avvertirlo: nella nostra rubrica ‘Quaranta in quarantena’ ho preso bonariamente in giro i personaggi intervistati per allusioni assai più velate. La sua risposta però è una risata di gusto che rivela l’aspetto migliore della sua provocazione: è un sincero modo di divertirsi. Facile capire perché a Casale sia così amato.

E pensare che ero partito prevenuto: “Intervista Saldì!” mi dicevano da ogni parte, sta facendo un sacco di cose interessanti. Ecco, appunto, in una rubrica che racconta come il lockdown abbia negato l’arte agli artisti lui così produttivo sarebbe stato un’eccezione. Anche su questo ci scherza su “In quarantena più che altro sono diventato quarantenne. Del resto, bloccato a casa e impossibilitato a vedere le mie amate ragazze, l’unica cosa che posso fare è produrre”. Stila l’elenco dei lavori fatti da marzo: il dipinto del volo su Vienna, Il busto di Angelo Morbelli. La mobilitazione degli artisti casalesi per la lotta al Covid19… Il progetto Green Room a Tenerife merita un suo approfondimento “Dopo una notte d’amore con una bellissima artista danese la mattina noto una stanza con una finestrella verde che per soli 20 minuti al giorno proiettava una luce particolare. E’ diventato un set per 20 giorni nel quale io e la mia musa performavamo nudi, riproducendo composizioni tratte dalla statuaria classica”. E poi ancora Land Art, l’attività di restauratore (su cui si è formato a Roma), i corsi on line di pittura… “E un’altra 30na di cose”. Tra queste anche la perizia del misterioso monolite trovato tra le vigne e il corto ‘Zona Rossa’ girato nel cuore della notte con artisti casalesi in pieno centro città e ripreso persino dalla Rai Tg3.

L’istinto del cronista però è prevalso appena ho saputo che Saldì ha cominciato a girare “Zona gialla”, nel giorno in cui il Piemonte è passato a questo colore e, oltre a spiegarci la sua concezione dell’arte trascritta nell’incipit, ci ha raccontato la nuova opera: “Come tutti i miei lavori anche Zona Gialla nasce da un’immagine – spiega Saldì), una visione notturna: una pompa di benzina in zona industriale che sembrava uscita da un quadro di Edward Hopper. L’ho vista e ho provato l’impulso insoppr0imibile di sviluppare quell'immagine di solitudine, avevo continui flash ogni notte. Non vengo dal mondo del cinema quando immagino una scena vedo una successione di quadri, ma ho chi mi aiuta a elaborare queste emozioni, tanti professionisti tra i migliori nel loro campo che si rendono subito disponibili appena trasmetto loro le mie idee: il maestro e mio mentore Mauro Galfrè ha lo sguardo cinematografico che mi serve per costruire meglio le scene, e tanti altri che mi hanno chiamato da ogni parte d’Italia per collaborare. Ma il cast non è ancora completo mancano ancora un paio di ruoli e poi mezzi gialli di chi si sente giallo nel cuore, chi vuole collaborare si faccia avanti”.

La fonte di questa energia? “Sento di avere tante cose da fare nella vita e non mi posso fermare, piuttosto dormo due ore a notte”. Mi chiedo come mai una tale fonte di creatività stia a Casale e non a Milano o Londra. "la verità è che sono una persona molto emotiva e le metropoli mi stressano, al successo preferisco la vita. Casale è un salotto, abito in centro e nei 100 metri per arrivare in studio, trovo tante persone con cui parlare dei miei progetti o instaurare collaborazioni”. Impossibile domandargli della prossima opera, gli stimoli arrivano quando arrivano, ma noi ci permettiamo di suggerire un titolo sull’onda della speranza: Zona Bianca.

Giovanni Saldì nasce a Casale. Dopo il liceo artistico frequenta gli art studios di Miami beach, dove assimila l'iperrealismo americano. Studia presso l’istituto di restauro di Roma e lavora ad importanti restauri. Dal 1994 comincia ad esporre in Italia e all’estero. Fra il 2001 e il 2011 lavora fra Egitto, Kenya, Zanzibar Maldive, Tenerife, Svizzera. Nel 2011 espone a Venezia “Premio Arte laguna” e nel 2012 vince la borsa di studio “Città dell’arte, Fondazione M.Pistoletto ” realizzando la prima installazione permanente di asfalto ed edere. Nel 2012 realizza l'installazione permanente al Lago maggiore, dal titolo “Fiat 500 grassbag”. Tra le mostre personali “Asphalt” e “ The last woman in the world”. Nel 2013 per AMACI (Musei arte contemp. Italiani ) presenta il progetto GMA Genetically Modified Asphalts. Coordina il suo Atelier “Arte & Restauro” a Casale Monferrato, e trae ispirazione nello studiolo di Tenerife. Oltre al restauro di arte classica e contemporanea gli vengono affidate le realizzazioni dei lavori di celebri artisti esposte in musei come il PAC di Milano.

 

 

foto Marco Gatti


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