Articolo »

Cereseto, Rosignano, Pecetto di Valenza, Mirabello e Odalengo Grande: installate stazioni per rilevare i terremoti

Cinque stazioni sismiche in Monferrato per studiare i terremoti sono state installate a Cereseto, Rosignano, Pecetto di Valenza, Mirabello e Odalengo Grande (è stato anche contattata Serralunga di Crea ma il progetto non è poi andato in porto). Commenta Stefano Solarino, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia responsabile italiano della partnership scientifica: «Abbiamo installato 56 stazioni sismiche lungo un profilo che parte dalla Francia e attraversa la Val Pellice, il Torinese, l’Astigiano ed il Monferrato. Il progetto prevede di effettuare uno studio tomografico della struttura profonda delle Alpi, ma una certa attenzione sarà dedicata anche ai terremoti locali per avere un migliore e più completo quadro della sismicità delle aree coperte dal profilo». A Cereseto la stazione è stata installata nella zona del cimitero, a Rosignano in località San Martino. Con i dati raccolti - ogni tre mesi verranno rilevati - sarà possibile definire con maggiore accuratezza la posizione degli ipocentri per i terremoti che avvengono all’interno dell’area di studio. Le stazioni sono state allestite in siti dove la rumorosità è ai valori minimi. «Dove c’è rumore - dice il ricercatore - non è possibile monitaore le aree prescelte». La sismicità del Piemonte è di medio-bassa energia se si eccettuano alcuni episodi di maggiore magnitudo tra cui si possono ricordare il terremoto dell’aprile del 1808, localizzato nella Valle Pellice e che ebbe conseguenze dannose sugli abitati di Bibiana, Bricherasio, Luserna per citarne alcuni, quello del 1767 nella Valle di Lanzo, quello del 1914 avvenuto ad Ovest di Torino. Più recentemente, si ricordano il terremoto del gennaio 1980, localizzato nella zona di Giaveno, quelli del 2000 e del 2001 nell’Astigiano e il più recente, di magnitudo 4.3, avvenuto il 25 luglio del 2011 in provincia di Torino. «L’attuale classificazione sismica del Piemonte, ovvero la suddivisione del territorio in aree a diverse pericolosità - commenta Solarino - riflette la distribuzione dei terremoti fino ad oggi nota e prevede 44 comuni in classe 3S (di cui la maggior parte in provincia di Torino), che rappresenta il valore massimo per la regione; 365 comuni in classe 3, ripartiti soprattutto tra Alessandria, Cuneo e Torino e 797 in classe 4 (quella cioè di minore pericolosità). Le stazioni resteranno in servizio per almeno un anno in modo tale da poter avere una mappa attendibile per poter appurare se nel sottosuolo monferrino esista o meno attività sismica. Uno studio dettagliato, con tutta probabilità il primo in ordine cronologico condotto in ambito monferrino.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!