StraTrino vetrina di giovani promesse. E domenica la 15 km di Balzola
di r.m.
Tre vittorie a testa per Luciana Olivero e Mara Della Vecchia, due per Valeria Straneo, Cinzia Cornaglia, Elena Patrucco, Paolo Favaglioni, Olivero Gaboardi, Nicola Molinaro, Gianni Ravarino ed Alex Zulian; quindi un successo per Loretta Giarda, Norma Sciarabba, Giuseppina Cecco, Mirella Borciani, Laura Costa, Elisa Stefani, Elizabet Garçia, Stefano Rovelli, Claudio Gibbin, Roberto Rivera, Giorgio Costa, Dario Porta, Silvio Gambetta, Saturnino Palombo, Fabio Cantanna ed Edmil Albertone. Questa è la gara di Balzola. Il via domenica prossima, alle 9.
Un paesino perso “tra le risaie” (da qui il nome della prova) agli estremi confini nord provinciali, in quel lembo di terra che fa dei sui abitanti dei “trapulìn”, nati nella depressione che il fiume Po ha lasciato, nel suo lento spostamento, in sponda sinistra da Saluggia fino al confine lombardo.
Un albo d’oro che fa di questo evento la perla delle gare dei casalese. Senza mai cambiare il percorso la gara si è disputata ininterrottamente dal 1993; in realtà nel duemila non troviamo una classifica perché in quell’occasione, ad atleti schierati, arrivò prima la notizia che le acque alluvionali stavano dirigendosi, dalla campagna trinese, minacciose in direzione del centro abitato. Fu l’unica volta che corsero tutti, anche i non iscritti. Ma a mettersi in salvo.
Il record di Claudio Gibbin (47’42”, anno 1998) è ormai leggenda e considerato inavvicinabile, non solo imbattibile. Fecero cose eccezionali Giorgio Costa (49’03” nel 2001) e Saturnino Palombo (49’15” nel 2010), ma non abbastanza. Il tempo femminile viene rilevato solo dal 2006 e la miglior prestazione è di Elisa Stefani (54’43” nel 2011, sotto un acquazzone da ricordare), quindi Valeria Straneo (55’06” nel 2010) e Laura Costa (figlia di Giorgio, con un 56’52” nel 2009). Le altre vincitrici dell’ultimo periodo non sono mai scese sotto l’ora.
Fino a qualche anno fa i premi erano in oro; tuttavia parecchi atleti imputano tali partecipazioni di prestigio al fatto che i 15 km balzolesi, tutti in pianura su fondo misto, sono un banco di prova ideale per chi ha in programma a breve le mezze maratone.
Per l’occasione, qui a fianco pubblichiamo non solo il tracciato ma un mini-book di quattro pagine più copertina contenente l’albo d’oro completo di tutti i cronometraggi e due pagine di fotografie dei protagonisti di questi vent’anni di storia podistica monferrina.
STRATRINO, CON VISTA SUL FUTURO – Prima edizione della stracittadina, che va a sommarsi ai due cross e alla mezza maratona pluricollaudati; Trino conserva intatta la sua prerogativa di imprevedibilità a livello di partecipazione e, soprattutto, si conferma una vetrina sul futuro, un’esposizione di giovani promesse come poc’altri. Diciannove anni ciascuno i vincitori; sommati, non raggiungono l’età di parecchi che noi qui definiamo top runners. Ma andiamo per ordine, perchè già dalle prove giovanili non ci si è annoiati.
Per la categoria Esordienti (nati da 2002 al 2007) non è prevista classifica. Vedere il video per credere. L’arrivo della 500 metri (circa) piazza cinque ragazzini in quattro secondi, con due volate, di cui quella per la quarta piazza (prima femminile) è appannaggio della “piccola terribile” casalese Caterina Sigliano, la cui maglietta viola ormai si è imparato a riconoscere anche in tali situazioni di penombra. Non solo lei, ma l’intera “squadra virtuale” del prof. Deandrea è sotto questi lampioni per darci dentro.
Così Simone D’Ambrosio che, nel giro completo (1.290 metri) per le categorie Ragazzi e Cadetti, s’impone in 3’53” davanti a un altro quindicenne che non è certo uno sconosciuto, il valcerrinese Nicolae Croitor. Tesserato per Pont St.Martin, il ragazzo di origini ucraine è amante delle corse in montagna e spesso lo si incontra nelle nostre gare (ultimamente Cantavenna e Frassineto Po), fuori classifica per ragioni d’età, ma sempre ben piazzato. Sprezzante della fatica, Croitor correrà anche la gara principale, partendo dalla prima fila. Tornando alla prova giovanile “lunga”, derby femminile casalese in volata a Lucrezia Portigliatti su Alice Rossi (terza Marta Lupano) mentre la categoria dei nati dal 2000 al 2001 classifica, nell’ordine, Taufiq Chakuaoni, Giacomo Pasini e Costantin Vloser, nonchè Chiara Repetto e Manuela Fabris.
Ore 20,30. E’ il momento della StraTrino e non si può uscire dal tema. L’ordine d’arrivo finale assoluto, infatti, vedrà i primi quattro non superare i 24 anni d’età, e con tempi di tutto rispetto. Apriamo una parentesi sul fattore organizzativo. Smantellato alla grande ogni legittimo dubbio che si nutriva a priori con tale numero di atleti (circa 150 compresi i non competitivi) e una camminata in contemporanea su un anello (meglio... quadrato) poco più corto di 1.300 metri, con doppiaggi a non finire. Il possibile caos è stato evitato schierando tre giudici Fidal e personale a supporto ad annotare i pettorali ad ogni passaggio; il locale gruppo ciclistico a disposizione, così che i primi tre uomini e donne hanno un ciclista che non ne perde mai di vista la posizione e la scandisce ai giudici, per verifica, ad ogni passaggio. Altri ciclisti svolgono opera di controllo mobile su situazioni sensibili, tipo la corsa (ottima) di Carlo Costa, locale atleta ipovedente, al cordino di Gianfranco Bedino. Tutto ciò è reso possibile, senza alcun intralcio, dai quattro larghi corsi cittadini che fungono da pista. Illuminazione ottima per gli atleti, un po’ meno per le riprese video (ma non può essere altrimenti, di notte). Medico di gara il dott. Maurizio De Maria.
Al via il lombardo Stefano Chiavarino (della Cento Torri PV, classe 1994) non ha soggezione alcuna e prende il largo. Oppone la maggiore resistenza Federico Micca (Gruppo Sportivi Chivassesi) e, un po’ dietro, Andrea Bertola (CUS Torino), quest’ultimo in un gruppo di tre, da cui si staccherà al secondo giro. La gara femminile è quanto ci si aspetta, con la sangermanese Elizabet Garçia che cerca di mettere subito il vuoto tra sè e le avversarie e prende un buon vantaggio sulla 19enne Lisa Migliorini (Runner Team 99 Volpiano, club che tessera pure una certa Straneo..), novarese, figlia di noto padre, e sulla lombarda Valeria Bellan (Atl. S.Marco Busto Arsizio), decisamente la più esperta e paziente. Entrambi la lasciano fare e seguono solo il passo che si sono prefisse.
Chiavarino fa corsa a sè e non rimane nulla da aggiungere, se non che chiuderà con un 16’10” (chapeau; sotto i 3’10” al km). Bertola (16’46”) mette la freccia e sorpassa Micca (16’56”) solo all’ultimo giro. La Garçia perde man mano terreno; al passaggio di metà gara la Migliorini (20’02” per lei al traguardo) le è quasi addosso e poco dopo passa a condurre mentre il sorpasso della Bellan (20’20”, che inverte il risultato di Borgo Vercelli) avviene negli ultimi mille metri. Elizabet chiude in 20’36”. Comunque non male.
Piccolo passo avanti per Maria Rita Torino, in una stagione tutta in salita; confortante lo sprint sul rettilineo d’arrivo con cui trova la forza di staccare decisa Mariella Cerruti-Sola, inizialmente data tra le prime tre ma in serata sotto tono, e centrare la quarta piazza.
Trino ha nel suo destino essere vetrina di giovani emergenti? E’ un ruolo da cui trarre vanto e buoni auspici. Bene così. Non è detto che l’usato sicuro (che certi organizzatori – nessuna allusione – sono anche disposti a pagare sotto banco) offra maggiori garanzie di spettacolo. Per contro, leggendo gli anni di nascita, la domanda (che nasconde un augurio) è: terranno duro nel tempo? E si parla di volontà, rapportata a quei sacrifici che impone il raggiungimento dei risultati a venire. L’ordine d’arrivo sarà presto disponibile sul sito della Fidal Piemonte all’url
http://www.fidalpiemonte.it/gare.aspx?ID=204&LV=1.
IL “GIRO” E’ TUTT’ALTRO CHE “MORTO” – Respinta pure l’ultima avversità (una cappa d’afa da paura) il “Giro del Morto” di Valmadonna ha superato anche quest’anno la soglia delle 250 partecipazioni.
In località Valmilana c’era molta attesa per il rientro di Daniele Novella. Il fubinese, ancora indietro di preparazione, non ha forzato, piazzandosi settimo. Al rallentatore anche Gianni Ravarino, dolorante, e Gabriele Astorino, anch’egli con un po’ di ruggine da… ferie addosso. Tuttavia la presenza era d’obbligo a quella che è una festa per loro squadra, la SAI Frecce Bianche.
La “padrona di casa”, tale Fagnoni Annalisa, stavolta ci ha negato il suo pezzo forte: apripista alla gara giovanile (dice che i ragazzini, l’ultima volta, l’hanno distrutta). Gestisce come al solito con perfezione ed autorità, schierando ancora le figlie a servire al ristoro. Si salva solo il “Ventu”, che riesce a strappare il permesso di correre (ma a qual prezzo non lo sapremo mai…). Medico di gara dott. Franco Rotundi.
Facile pronosticare al via la vittoria di Corrado Ramorino (45’24”) e Concetta Graci (1h00’03”), ampiamente ripresasi dopo un’estate difficile. Lo spettacolo si sposta quindi sulle piazze d’onore dove Hicham Dhimi (47’05”) precede Fausto Deandrea (48’01”) e l’avisina Simona Illengo (1h00’42”) ha la meglio su Maria Petito (1h01’39”). Proprio al ristoro (5,5 km circa, salitona all’uscita da Valle S.Bartolomeo) l’atleta del Gruppo Città di Genova conta già oltre un minuto di vantaggio su Marco Bertona e Giorgio Costa. I due calano alla distanza consentendo a Dhimi prima e Deandrea poi di prendere il largo. Ramorino, dalla sua, corre l’ultimo tratto prendendosela molto comoda.
Petito passa invece al ristoro con Illengo già nella scia. Simona, che ha dimostrato più volte di non patire caldo, umidità e dislivelli vari, non fatica più di tanto a mettere l’ipoteca sulla seconda piazza.
Tra i casalesi ottime prove anche di Patrucco, D’Andrea (che dovrebbe aver incrementato il punteggio e, quindi, ha sempre più in tasca il titolo provinciale), Manassero e la Vorraro, di oltre un minuto sotto il suo tempo 2012.
VISTA “DA DENTRO” (VALMADONNA) – (di Fausto Deandrea) - Il giro del morto, tutto maiuscolo, tutto minuscolo, chissà. Quando si approccia una gara con un percorso simile le incognite sono molteplici, a stabilire dove e se posizionare le maiuscole e magari un punto esclamativo sarà soltanto la percezione emotiva durante la gara e il sapore dolce o amaro una volta giunti al traguardo. Ma oggi è un giorno speciale. Leonardo finalmente decide, in autonomia, di voler gareggiare. Un km e mezzo, troppo per un bimbo di 5 anni, ma non importa. Ari ed io lo accompagniamo, i podisti che mi conoscono lo incitano durante il percorso, lui sorride, affaticato, ma emozionato, i primi sfuggono via in un batter di ciglia, sono quasi tutti più grandi, ma oggi è la prima lezione di vita sportiva. Ho i brividi mentre scrivo, ma esser babbo è anche questo. Che siano beate queste dannate emozioni!!
Il pre gara è sempre lo stesso, ormai mi conosco. Alla spicciolata arrivano i podisti, tanti questa volta per l’alessandrino, 200 alla conta, segno che questa gara è di valore. Nel paddock si vedono tanti purosangue: Ramorino da “Zena” su tutti e uno schieramento di Sai Frecce Bianche da far sbiancare (scusate, ma va di moda) Furia: Novella-Ravarino-Astorino-Callegaro, il canuto ma insidioso stallone di Valle San Bartolomeo: Giorgio Costa, il mio giovane, per questo puledro, Amico, Hicham e un nuovo galoppatore per la nostra zona Marco Bertona da Borgomanero, terzo a Frassineto domenica scorsa. Ed io? Beh, con cotanto parterre mi sento un bardotto, mezzo asino mezzo cavallo, che si dimena malamente per scaldare l’esile muscolatura. Mi guardo spaesato, ma non c’è tempo si parte, puntuali come sempre. Il percorso?! Straordinario. 12400 mt di su e giù senza soluzione di continuità, un 70% di sterrato con passaggi da cerbiatto più che da centauro. Cuore, forza e cervello, trottare quando si deve e galoppare quando si può! La corsa è stupefacente, 11° per qualche km, i migliori non si vedono, arriveranno, penso io, Corrado Ramorino invece ha già svariate “incollature” dal 2°, ma non è affar mio. Il mio è la condivisione della fatica con Hicham, un po’ a lui e un po’ a me, cambi ciclistici e saliamo, scendiamo, non imprechiamo, ma poteva essere un’idea per esorcizzare la fatica! Agguantiamo prima Paolo, un triatleta della Sai e poco dopo Giorgio partito forse troppo forte. Si scherza per quel che si può con lui e ci si saluta. Sull’ultima ascesa a 2 km e mezzo, credo, ci troviamo insieme 2° e 3° con Hicham, forse non rientrano più penso io, si saranno persi? Il mio Amico oggi ne ha di più, inutile che aspetti, gli do il via e lui potente sale e raggiunge il traguardo in seconda posizione, io a un minuto di distanza, ancora in spinta, ancora con le energie per salutare Leo con l’ormai consueto BipBip! 3° assoluto, il miracolo è avvenuto, da bardotto a ronzino in neanche un’ora.
Un plauso alla macchina organizzativa della Sai Frecce Bianche, tutto è filato liscio, acqua abbondante, ristoro a fine gare cospicuo e celerità nelle premiazioni. Bravi davvero!
Ad Maiora podisti di ogni genere e questa volta è: Il Giro del Morto!!!
VISTA “DA DIETRO” (VALMADONNA) – (di g.pi.mor.) – E per “dietro” intendasi l’obiettivo fotografico. Questo paragrafo è scritto, non in lettere ma in scatti, da Valerio Gobbi. E dove sta la novità? Direte. E’ più di un anno che il ragazzo inquadra questa gente in tutte le posizioni.
A mio onesto e modesto parere, al Giro del Morto il “nostro” è andato oltre. Quando ho avuto la sua documentazione mi sono accorto che alcuni fotogrammi descrivevano questa gara, che è sofferenza pura in certi momenti, un dare tutto se stessi allo sport, meglio di tante righe di testo. Per questo nella fotogallery, pur aperta in modo convenzionale, da metà in là (in corrispondenza al suo accredito) sparisce la riga didascalica, perché nulla avrebbe aggiunto al racconto fotografico, men che meno l’inserire il nome degli atleti. Ognuno avrebbe potuto essere tutti gli altri.
Negli ultimi otto scatti (di cui un doppio) scompare pure il testo alto, perché su tale intensità espressiva ogni elemento estraneo mi appariva quasi blasfemo; il bordino grunge fa da cornice di “cortesia” per mettere in risalto quanto è stato da lui “fermato”. La foto di chiusura, poi, coglie un attimo che sfiora la poesia.
ACCADDE NEL PERIODO – (by Owens) – Enzo Brusasca all'Ultra Trail du Mont Blanc a Chamonix, che con i suoi 168km e 9600m disl+, è considerato il vero campionato del mondo dell'ultra running visto il quantitativo di campioni provenienti da tutto il mondo per sfidarsi sui sentieri intorno al Monte Bianco. La gara si svolge, a grandi linee, sul sentiero escursionistico che partendo da Chamonix, transitando da Saint Gervais, Courmayeur, Champex Lac, sui colli Du Bohomme, De La Seigne, Gran Ferret, attraverso 3 nazioni, Francia, Italia e Svizzera, permette di circunnavigare il gigante d'Europa. Un escursionista ben allenato lo compie in 9 giorni. Nel caso di Enzo il cronometro ha sentenziato 38h11', 585mo su 2500 partenti.
3 settembre. A Novi Ligure 2 x 5000 in pista. Vittoria della coppia Picollo-Caielli nella staffetta maschile, Padula-Graci (mista) e Scaramucci-Barabino (mista).
4 settembre. A Cura Carpignano (PV – km 6) 1 Gian Luigi Vattenberge 2 Leonardo Ballerini 3 Silvio Gambetta + 1 Loredana Ferrara. AICS a Spinetta Marengo (km 5). 1 Gagriele Gagliardi 2 Luca Boscani 3 Corrado Ramorino + 1 Katia Figini 2 Ilaria Bergaglio 3 Elizabet Garçia.
6 settembre. Fidal a Trino (vedi cronaca, video e foto). UISP a Tortona. 1 Vincenzo Scuro 2 Antonio Curcio 3 Hicham Dhimi + 1 Simona Viola 2 Elehanna Silvani 3 Fiorella Ferrari.
8 settembre. Alla Rimini-San Marino (km 21,097) Silvio Gambetta (1h23’27”) è terzo dietro a Franco Zanotti 1h20’19”) e Luca Benini (1h22’51”). Loredana Ferrara (1h40’56”) seconda dopo Rita Gabellini (1h39’20”) e davanti ad Annabella Baiocco (1h43’57”). Presenti anche Diego Scabbio (ottavo – 1h28’08”), Beppe Tardito (24mo – 1h37’31”), Cesare Benzi (53mo – 1h46’53”) e Annalisa Bilotta (sesta donna - 2h04’20”). Proponiamo un collage di foto dal sito web della gara. AICS “Giro del Morto” a Valmadonna (vedi cronaca, video e foto). Quindi il castellettese Cesare Chiabrera 31mo alla 8 km di Feisoglio (CN).