Vendemmia povera ma con “quattro stelle”: produzione in calo del 10%, mentre crescono i prezzi delle uve
E’ una vendemmia a “quattro stelle” con punte d’eccellenza per i rossi, dalla Barbera al Nebbiolo. E anche se il 2012 sarà ricordato come l’annata vitivinicola più povera d’uva dal Dopoguerra, in Piemonte l’annuncio non crea particolari preoccupazioni. Anzi: molti vedono come una buona notizia quel meno 10% sulla produzione vinicola (-15 rispetto al 2010), pari a 2.410.000 ettolitri di vino. Un dato che regala al 2012 il record della vendemmia più povera da almeno un secolo. Il calo non riguarda solo il Piemonte ma investe la produzione mondiale, con circa 250 milioni di ettolitri (- 6 % sul 2011), e ancor più la produzione italiana che si stima in 40 milioni di ettolitri (- 8% sul 2011 e –13% sul 2010). Ed è dovuto anche a una diminuzione dei vigneti: meno 1520 ettari in solo anno che portano la superficie totale piemontese a 45.522 ettari. La conferma è arrivata giovedì 22 novembre, ad “Anteprima Vendemmia”, l’annuale incontro promosso da Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte per presentare i dati della vendemmia appena trascorsa e parlare dell’andamento del comparto vitivinicolo. L’evento è stato ospitato al Castello di Roppolo (Biella), sede dell’Enoteca regionale della Serra. “Sono decenni che si parla di super produzioni e di eccedenze – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto - che hanno mortificato i prezzi delle uve e impegnato Stato e Regioni ad adottare una serie di interventi onerosi per smaltire il vino invenduto. Quest’anno non ci saranno eccedenze e questo ha già avuto un effetto positivo sui prezzi delle uve”. L’annata si presenta ottima con punte d’eccellenza sui vini rossi. “Ma l’eccellenza da sola non basta”, come ha sottolineato Giulio Porzio, presidente di Vignaioli Piemontesi. “Dopo la vendemmia, occorre coraggio nelle scelte – ha continuato Porzio – finora il produttore d’uva si è fermato alla vigna e alla cantina. Oggi deve preoccuparsi sempre più della vendita diretta. Come? Noi agricoltori abbiamo l’uva, le cantine, ma soprattutto le nostre facce: andiamo a farle vedere al consumatore. Siamo noi il Piemonte”. E infine, una provocazione su come affrontare le nuove sfide dei mercati in Italia e all’estero: “La Regione dovrebbe finanziare solo più quei progetti che fanno una promozione corale. Il Piemonte non può più presentarsi al mondo in modo frammentato, ma deve avere il coraggio di fare squadra e parlare con un’unica voce. Lo stiamo facendo noi e i Consorzi di tutela con Piemonte Land of Perfection. Lo facciano anche gli altri”.
Tornando alla vendemmia, il tecnico della Vignaioli Piemontesi Daniele Dellavalle ha presentato le caratteristiche dell’annata. Prima il gelo prolungato a febbraio, con temperature sotto lo zero, poi il caldo e la siccità che hanno caratterizzato buona parte dell’estate: due cause che insieme hanno contribuito a rendere inferiori le rese in vigna. I bianchi hanno sofferto un po’ di più il caldo e la mancanza di pioggia, ma hanno mantenuto intatti i profumi e il quadro aromatico, meritandosi “quattro stelle”. Per i rossi, l’annata tocca punte d’eccellenza con la Barbera e i Nebbioli da Barolo e Barbaresco, che ottengono 5 stelle.
“Anteprima Vendemmia” è stata anche un’occasione di confronto sullo stato di salute del comparto vitivinicolo piemontese, che pur risentendo in questi ultimi anni della crisi mondiale dei mercati, cerca nuove strategie per affrontare le sfide del futuro. Si guarda con interesse all’estero, dove arriva circa il 60% del vino prodotto in Piemonte: 66 milioni di bottiglie di Asti (81% della produzione), 20 milioni di Moscato d’Asti (78%), 8 milioni di Barolo (65%), 2,5 milioni di Barbaresco (55%), 10 milioni di Barbera d’Asti (40%), 8 milioni di Gavi (70%), 1,5 milioni di Brachetto d’Acqui (30%). I principali paesi importatori sono: Germania, Gran Bretagna, Usa, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone. Nel 2011 il valore dell’export dell’agroalimentare in Piemonte è stato di 3.755 milioni di euro, di cui 1.300 milioni di vino e bevande. Durante l’animato talk show, condotto dal giornalista Giancarlo Montaldo, sono emersi numerosi spunti con i portavoce dei Consorzi di tutela. Il direttore del Consorzio dell’Asti Giorgio Bosticco ha confermato “il calo del 20% dell’Asti docg, che equivale a 13 milioni di bottiglie in meno nel 2012, dovuto in particolare alle imposizioni di licenza imposte alle importazioni dalla Russia”. Tra gli interventi, quello di Claudio Galletti, presidente dell’Enoteca Italiana di Siena che festeggia quest’anno 80 anni, e del collega dell’Enoteca regionale della Serra Guido Dellarovere.
E infine, una novità: la doppia assegnazione dello storico premio “Tra memoria e futuro”, Uno assegnato a Davide Lajolo, nel centenario della nascita, ritirato dalla figlia Laurana: un doveroso omaggio a un illustre figlio della terra piemontese, giornalista, uomo politico, combattente per la libertà e scrittore, in particolare di quel mondo contadino, con la sua epica, i suoi personaggi, i suoi luoghi che le sue opere letterarie hanno reso immortali. L’altro premio a Ilaria Bertini per il suo talento letterario: a soli 23 anni, ha già scritto e pubblicato tre romanzi, ciascuno dedicato e ispirato a un grande vino piemontese. Assente Ilaria (aveva il primo esame del master a Londra), lo ha ritirato papà Luigi, enologo.