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Operaio di Trino stroncato da overdose. La Polizia arresta spacciatore nigeriano

Non parla, non risponde alle domande degli inquirenti, trincerato dietro un muro di omertà Geuye Mor alias Gueye More, il 24enne nigeriano arrestato con l’accusa di aver ceduto a un operaio di Trino, Luca Grandinetti, 27 anni, la dose di eroina che gli ha stroncato la vita. L’extracomunitario dopo l’arresto operato dalla Polizia, è stato rinchiuso nel carcere Le Vallette di Torino. È accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti, inosservanza del decreto di espulsione e morte come conseguenza di altro delitto, reato previsto dall’art. 586 del Codice Penale che contempla pene fino a dodici anni di reclusione. A Geuye Mor - che risulta clandestino ed è stato arrestato anche per questo motivo - gli uomini della squadra investigativa del Commissariato di Casale, coordinati dal p.m. Alessio Marangelli, sono risaliti dopo una giornata di serratissime indagini. Tutto era cominciato poco dopo le 7 di giovedì scorso quando al Santo Spirito era deceduto Grandinetti. Il giovane era stato ricoverato un paio di ore prima per sospetta overdose di stupefacenti. Era stata la mamma a trovarlo rantolante in camera sua, nell’abitazione di via Tricerri a Trino dove l’operaio viveva con i genitori. Dai primi accertamenti emergeva che a causare il decesso poteva essere un tipo di eroina sintetica denominata «White» che già a Torino ed in altre località del Piemonte ha provocato la morte di altri tossicodipendenti. L’operaio di Trino, a quanto pare, aveva acquistato la sera precedente due dosi di tale sostanza - al prezzo di 20 euro l’una - da uno spacciatore conosciuto come «Devid», africano. I poliziotti di Casale, con i colleghi della squadra mobile di Torino, alle 21,30 di giovedì fermavano il sospettato in via Monterosa, una traversa di corso Giulio Cesare, zona dove notoriamente si spaccia droga. «Devid» era in possesso di due confezioni di droga termosigillate in pezzi di plastica gialla simili a quelle trovate nell’abitazione di Grandinetti: due palline - una contenente eroina e l’altra cocaina - che alla vista dei poliziotti lo spacciatore si è cacciato in bocca. Con sè aveva anche 375 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio della droga, un telefonino programmato in lingua francese, che corrispondeva al numero telefonico memorizzato sul cellulare di Grandinetti. Geuye Mor non è tossicodipendente; con altri stranieri spaccia stupefacenti in una zona di Torino controllata dagli africani. Domani, martedì, verrà eseguita l’autopsia sul cadavere di Luca Grandinetti ordinata dalla Procura. Tossicodipendente da anni, ultimamente il giovane di Trino sembrava essere uscito dal giro. Aveva trovato un’occupazione e saltuariamente lavorava come operaio per una ditta specializzata nell’allestimento di ponteggi.

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Miryam Belfiore

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