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Zanzare, primi allagamenti, primi trattamenti

Sono partiti con i primi allagamenti anche i trattamenti antizanzare – realizzati mescolando l'insetticida con il prodotto che si utilizza contro il riso crodo, una varietà selvatica infestante che non arriva a maturazione e che sottrae però nutrimento alle colture. Per ora non ci sono ancora adulti di nuova generazione e le zanzare che si vedono svolazzare per le case ancora piuttosto incerte, a causa delle basse temperature, sono le cosiddette «svernanti». Tante invece le larve nelle risaie in cui si allaga, appunto, per favorire la germinazione degli infestanti. Non si hanno per ora dati certi circa l'estensione delle colture risicole, in quanto se da un lato le associazioni agricole e l'ente riso propugnano la coltura del riso sul mercato è un po' deprezzato e quindi ogni singolo agricoltore dovrà fare le proprie scelte. E bisognerà poi tirare le somme. Rispetto allo scorso anno il numero di agricoltori coinvolti nelle operazioni di trattamento dovrebbe essere incrementato, e questo consentirebbe una lotta più efficace, estesa ed economica. Altra novità potrebbe venire, nel giro di un paio di anni, anche dal punto di vista colturale. È ormai accettato il dato che più numerosi sono gli allagamenti più sono i cicli di schiusa delle uova, depositate nel fango dagli insetti in attesa di un nuovo allagamento. Il Piano di Sviluppo Rurale contiene infatti una misura aggiuntiva – spiega Andrea Mosca, entomologo e tecnico dell'Ipla che si occupa della lotta alle zanzare - che prevede un premio per chi non asciuga (/allaga) più dopo la metà giugno. Circa 50 euro a ettaro. «Se tutti aderissero dopo il 15 giugno non ci sarebbe più infestazione e quindi si scongiurerebbe la fase storicamente più critica che è quella di luglio agosto». Ma questo anno la misura purtroppo, riguarderà una platea abbastanza limitata di agricoltori.

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Barbara Marini

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