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Ge.Mi.To.: "Cammineremo alla ricerca della bellezza"

Per comprendere pienamente la filosofia alla base del progetto Ge.Mi.To. val la pena di citare testualmente la presentazione fatta dagli ideatori: Cammineremo alla ricerca della bellezza, ma senza ignorare i contrasti e la bruttezza delle aree più popolate e industrializzate d'Italia, i grigi “non luoghi” delle periferie. Prenderemo quel che c’è, perché così è la vita e deve essere un viaggio, perché così è l’Italia, il nostro povero-ricchissimo Bel Paese. Il racconto e l’ascolto reciproci che maturano spontaneamente in cammino regalano la possibilità di resistere alla bruttezza, al dolore e al male del nostro vivere. Il racconto di un nuovo percorso Cammin facendo tracceremo con il GPS, documenteremo, racconteremo un percorso che rimarrà sul terreno, e sarà un contributo concreto alla crescita del turismo a bassa velocità e a basso impatto. Ci immergeremo in paesaggi straordinari a due passi dal centro delle metropoli, attraverseremo aree di grande interesse ambientale, riscopriremo borghi dimenticati e le comunità che li stanno riportando in vita. Dimostreremo a chi abita nelle metropoli del nord Italia che è possibile uscire di casa una mattina con lo zaino in spalla, per incominciare un lungo e piacevole viaggio a piedi. Racconteremo che la bellezza è anche dietro l’angolo, e che la lentezza ci aiuta ad apprezzarla. L’itinerario Lasciata Genova risaliremo l’Appennino e percorreremo il Parco delle Capanne di Marcarolo, toccheremo Ovada e Acqui Terme prima del lungo e complesso attraversamento del Monferrato. Entreremo e usciremo da Torino lungo il Po, poi le risaie allagate del Vercellese e della Lomellina e l’attraversamento del Parco del Ticino precederanno l’ingresso in Milano. Seguiranno Pavia e l’Oltrepò Pavese, e da Varzi cammineremo sulla Via del Mare lungo una dorsale panoramica che arriva al Parco dell’Antola. Genova accoglierà i cammin-attori dopo una trentina di giorni di viaggio al ritmo del cuore e del respiro. Gli incontri Sono previsti incontri sul territorio per creare uno sciame d’interesse e di proposte sulle strategie necessarie a un’economia altra, da costruire dal basso, con piccoli e rivoluzionari esempi locali. L’agricoltura biologica contro quella transgenica, i vigneti contro i capannoni, il bello contro il brutto, il valore della fraternità e della comunità contro l’atomizzazione sociale, il cammino e l’ascolto contro una vita dopata dalla velocità e dalla superficialità. Sporcarsi le pedule e consumarle rimane l’unico modo per sentire e raccontare un territorio e la sua gente, anche fra Genova, Torino e Milano. Marcel Proust ci conforta: “L’unico vero viaggio, non è andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi.”

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Barbara Marini

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