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Cerrina, il patto di stabilità mette il freno agli interventi

«Ci sono i soldi, ma abbiamo le mani legate». Questo è il ritornello che tornano a ripetere migliaia di sindaci dei Comuni sopra i mille abitanti. Colpa del patto di stabilità, alla cui osservanza sono costrette le municipalità di tutto lo “stivale”; malgrado la disponibilità economica e le gare d’appalto espletate, i lavori non possono prendere il via. A Cerrina, municipalità di circa 1500 abitanti, sono due le opere pubbliche “in panchina”, ovvero pronte a partire, ma frenate dal patto di stabilità. Si tratta del rifacimento delle coperture in eternit del bocciodromo comunale (660 mq) situato in frazione Valle e dei loculari cimiteriali (660 mq) presso ogni cimitero del territorio comunale. Per l’esecuzione di tali opere sono già disponibili 64.280 euro, di cui 50.050 trasferiti dal Comune di Casale e 14.280 di fondi comunali. Altra opera pubblica congelata, la ristrutturazione della scuola secondaria di I grado (media) dietro all’impegno di spesa di 283 mila euro, di cui 200 mila di trasferimento regionale e 83 mila euro di applicazione dell’avanzo di amministrazione 2011. Con tali fondi si dovrebbe provvedere al rifacimento del tetto in amianto della palestra di circa 400 mq, ai lavori per il superamento delle barriere architettoniche (mediante la posa di servo scala, pavimentazione e realizzazione rampe), all’adeguamento alle norme antincendio, al rifacimento e messa a norma dell’impianto elettrico/gas/idraulico, oltre alla messa in sicurezza e adeguamento dei lavori non strutturali (copertura palestra, controsoffittatura, intonaci) e agli interventi strutturali sulla base della verifica sismica. «Al momento sono stati sbloccate piccole porzioni d’intervento dal patto di stabilità - ha detto il sindaco Aldo Visca (nella foto) - percentuali davvero esigue rispetto ai lavori programmati, nonché urgenti (amianto) e pronti a decollare. Non serve che a Roma parlino di interventi per la ripresa economica del Paese da un canto e, dall’altro, blocchino i fondi disponibili per le opere pubbliche, ovvero il lavoro e l’occupazione. Siamo al paradosso tipico italiano». Una problematica, quella ribadita dal sindaco di Cerrina, inerente sia al lavoro, oggi più che mai di primaria importanza, sia alla sicurezza e all’ambiente. Perlomeno quando si parla di amianto, alla luce di tutta la sua nefasta storia, come può il governo centrale non considerare deroghe al patto? Lo abbiamo chiesto anche ai cittadini i quali vorrebbero un intervento urgente anche da parte dei parlamentari locali, e sostengono a gran voce: «Mentre a Roma pare vivano fuori dal mondo, il tempo passa e, la gente muore, di malattia (mesotelioma) o per mancanza di lavoro (i suicidi sono un dato nazionale)».

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Federico Nardi

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