La Russia ospite a Casale: l’arte dei pittori del Bashkortostan in mostra al Castello
È stata inaugurata, col patrocinio degli Assessorati alla Cultura e alla Gioventù, Sport e Associazionismo, sabato 14 luglio nel Castello del Monferrato la mostra “Visioni dalla Russia” organizzata dall’Associazione Culturale Qualitaly il cui scopo è creare uno scambio culturale tra la regione del Bashkortostan e il Piemonte. Sull’iniziativa interviene l’assessore alla Cultura Giuliana Romano Bussola: «I molti dipinti rappresentano un punto d’arrivo dell’arte russa che dagli anni ‘60 ha sempre più accresciuto la visibilità dopo che furono fatte uscire dai depositi dei musei le opere dei grandi artisti dei primi decenni del 900 celate dal regime totalitario. Tra il 1900 e il 1930 Larionov, Malevich, Goncharova erano stati pionieri dell’avanguardia con il Suprematismo, il Raggismo, il Primitivismo ed erano stati i primi a capire che i mezzi espressivi del folclore popolare potevano diventare vera arte».
Inoltre Kandinskij aveva creato rapporti con l’arte europea «quando nel 1911 aveva fatto conoscere in Europa Larionov, Goncharova, Malevich in una mostra del “Cavaliere Azzurro” in Germania e aveva portato a Mosca le opere di Espressionisti tedeschi creando un interscambio culturale, non sottovalutando l’influsso dell’Impressionismo, Cubismo, Espressionismo, Surrealismo, Metafisica, Fauvismo sull’arte russa che mantiene sempre però una propria impronta, un proprio spirito. Anche l’esposizione nella Sala Chagall infatti è conferma degli influssi del ‘900 europeo sempre però mantenendo il ricordo della propria tradizione etnica per cui le rivisitazioni dei più importanti movimenti storici sono amalgamati con lo spirito russo creando stile personale.
Ne è prova l’opera di Damashinkov «che unisce all’esplosione cromatica fauve la rappresentazione di una icona e umili oggetti d’artigianato. La Venezia di notte di Zayarnyuk ricorda la fuga prospettica e il giallo di Van Gogh del Caffè di notte con un senso di astrazione e preziosità. Ritroviamo il surrealismo di Dalì in Marin, ma anche un omaggio a Gauguin nella scolaretta estraniata dal tempo di Pegov che presenta una fissità di icona; l’espressionismo di Rouault nelle nature morte di Nasibullin; la metafisica Dechirichiana in Damashnikov; l’impressionismo in Vakilov e Mutakin, e come non pensare a Kandinskij nelle composizioni di Gaitov e un omaggio a Dalì, Leonardo, Durer in Pegov. Questo a dimostrazione di come siano sentiti i rapporti artistici tra paesi diversi che, ricordiamolo, mantengono il proprio spirito senza perdere identità ma ognuno accresce culturalmente l’altro». La mostra al Castello del Monferrato si terrà fino al 29 luglio. Orari: venerdì 16-19,30, sabato e domenica 10-13 e dalle 16-19,30.