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  • 22 luglio 2008
  • Casale Monferrato

Il volo su Vienna di dieci anni fa

-Il 9 agosto (2008) Casale con Pescara e Padova organizza il remake due del famoso Volo Su Vienna di Palli e D'Annunzio per il 90° anniversario. Per l'occasione ripubblichiamo la cronaca del volo di dieci anni fa apparsa su "Il Monferrato"- -Grande successo l'8, 9 e 10 agosto (1998, ndr.) della rievocazione storica dell'ottantesimo anniversario del volo su Vienna effettuato dalla pattuglia «La Serenissima», comandata da Natal Palli che trasportò sul Suo Sva modificato, Gabriele D'Annunzio, l'ideatore del raid. Invece di bombe i trasvolatori lanciarono volantini di pace, antesignani di quell'unione europea che oggi si attua. La rievocazione era organizzata dagli Aero Club di Casale, Pescara, Padova e Reggio. Per quanto riguarda Casale otto i campi su cui si è atterrato e decollato: Casale, Padova, Klagenfurt, Vienna Neustadt, Vienna Scwechat (lasciateci subito scrivere l'orgoglio e la tenerezza nel vedere i nostri aeroplanini trattati alla pari dei grandi jet passeggeri), Porto Rose, Ronchi dei Legionari, Casale, per un totale di 2.200 km e circa 11 ore di volo (compresi i circuiti di atterraggio e lo storico volo su Vienna durato un'ora). I PILOTI Questi i piloti per tre aerei: Sergio Deambrosis, presidente dell'A.Club Casale «Palli», Edoardo Cappa vicepresidente, Carlo Manganelli, Teresio Clemente (trinese), Enrico Perinciolo, Stefano Bragato, Matteo Garancini (milanese, socio del Palli), Angelo Frizzarin; passeggeri: Valeria Amisano Perinciolo, Ezio Ercole, torinese, vice presidente dei giornalisti del Piemonte, e Luigi Angelino. Gli aerei: Piper Pa 28 Arrow I Kitt, Piper Pa 28 Archer I Cavi, e Pa 28 Cadet I Cavm. L'organizzazione del volo da parte dell'Aereo Club Palli è stata perfetta a dimostrazione di una notevole esperienza e professionalità. Da aggiungere che il buon Cappa, referente tecnico, aveva deciso di farmi provare tutti gli aerei e tutti gli equipaggi, ruotando anche loro, quindi son testimone «totale». -Sabato 8 agosto- Ore 15. Alla palazzina dell'aeroporto Cappa si calcola di fronte a un computer peso di passeggeri e bagagli. Mia moglie aveva espresso qualche perplessità quando le avevano telefonato al mattino per chiederle quanto pesava il vice presidente dei giornalisti (Ercole,ndr.), il tutto invece va fatto per rifornimento di carburante, autonomia et similia. Ore 15,15. Click di gruppo per la fotografa di un quotidiano e il nostro bisettimanale (la scatta l'erede) di fronte a due aerei del raid. Il terzo arriverà direttamente a Padova dall'Elba (l'isola è un po' la seconda casa del Cappa con velivoli schierati in periodo estivo) con il presidente Deambrosis, Manganelli e Garancini. Ore 15,30. A bordo dell'I-Cavm (per la radio «Victor Mike»), seduto dietro, schiacciato dal borsone di Ercole, porta aperta per far entrare un po' d'aria mentre si effettuano tutti i controlli. Ore 15,41. Il velivolo stacca le ruote da Casale-Cappa con il «in bocca al lupo» dalla radio; sventolio di fazzoletto di parenti; Casale, Mortara, Pavia (sono le 16), Cremona (annunciata dal Torrazzo, 16,23), Mantova (splendida dall'alto coi suoi laghi, 16,45). Altezza: 1500-2000 piedi (500 metri) velocità 170-180 km. all'ora. Caldo notevole. Il copilota (Cappa) lavora alla radio, passa i vari controlli: brilla «Milano informazione». Si vedono i colli Euganei, botte di termiche, la più forte fa quasi staccare le mani del pilota (Clemente) dal volantino. Ore 17,14. Atterraggio a Padova. E' già arrivato il nostro I Cavi dall'Elba. Ci riceve il deux ex machina del locale Aero Club «baffo» Eugenio Poggini. Bisogna aspettare gli altri, da Pescara (guidati dal massiccio, vulcanico mega organizzatore Eugenio Sirolli di Pescara , la patria di D'Annunzio) e Reggio, con Padova saremo poi in totale 14 velivoli, un record. In pullman all'albergo, a Montegrotto Terme, dieci minuti per la doccia e via per S. Pelagio, al «Museo dell'aria» allestito al castello, una costruzione militare del Trecento, di proprietà degli eredi dei nobili Zaborra. Il raid che oggi si rievoca partì dal campo di volo a fianco del castello, dove era stanziata la 87ª Squadriglia "La Serenissima"comandata dal casalese Natal Palli. Ore 19. Ricevimento della contessa Ricciarda Avesani-Zaborra, squisita ospitalità e grande competenza aeronautica. Visita. Stop alla sala dei manichini dove è rievocato il briefing dei piloti della Serenissima prima della partenza per Vienna E' ospite, graditissima, giunta da Casale con il marito Franco Buzzi, Nicoletta Palli, nipote dell'eroe. Osserva a lungo la scena «Mio zio, al centro, non gli assomiglia molto», commenta sorridendo. Ammiriamo anche un bel plastico degli aeroplanini su Vienna; la contessa ricorda che a Neustadt è atterrato un pilota della Serenissima in avaria. Corna e bicorna. Visita alla cucina e alla sala da pranzo del castello, locali arredati con mobili d'epoca e usati da Palli e da D'Annunzio (che era ospite dei proprietari). Si passa davanti alla sezione di Agello, ci permettiamo evocare Guglielmo Cassinelli, casalese, direttore del reparto sperimentale di alta velocità di Desenzano e recordman (: il primato idrocorsa sui 100 Km, con una media di 629,087, ottenuto l'8 ottobre 1933 ), la contessa ne sa più di noi ma è molto interessata a quanto a suo tempo pubblicammo, promettiamo l'invio di ritagli, «Il Monferrato» figurerà negli archivi del Museo. Ore 20. Cena di gala, al castello; scambio di doni; Deambrosis e Cappa, con Frizzarin "valletta," consegnano alla contessa Avesani una targa della provincia, libri su Casale (la Guida realizzata da Angelino-Roggero e «Casale nell'azzurro», di Grignolio) e krumiri Rossi. Ricevono medaglie ricordo. Deambrosis commemora brevemente Palli. Saluto dell'avv. Mario Testa, presidente dell'Aero Club d'Italia. -Domenica 9 agosto- Ore 6,40. L'ordine nella casella dell'albergo è: ore 6.00 sveglia, 7,00 bus, 8,00 decollo. Saltando la colazione ottengo la sveglia alle 6,40. Siamo in ogni caso premiati perché decolliamo primi (sull'I-Cavi), su 14 velivole, non senza aver il tempo di attaccare le gigantografie della rievocazione storica con le bandiere dei due paesi e quella dell'Europa sulle fiancate dell' I- Kitt arrivato dall'Elba, siamo gli unici e invidiatissimi ad aver avuto questo colpo d'immagine che trasformano i velivoli con una livrea storica (saranno poi fotografati a tutte le manifestazioni aeree negli anni successivi, ndr.). Ore 8,19. Partenza da Padova. Sorvolo di S. Pelagio come ultimo omaggio, poi Manganelli, il pilota, decide come scorciatoia (e secondo me anche per far vedere che è un «vecchio manico»...) la rotta dell'autostrada verso Tarvisio (gli altri faranno quota e planeranno dopo le Alpi, Cappa sorvola anche il Tagliamento, il luogo dove cadde il suo prozio Francesco, medaglia d'argento, osservatore su un idrovolante). Ci indicano Spilimbergo e Gemona. Ci infiliamo in verdi valli, guardiamo da vicino, molto da vicino, chiesette, pinete e picchi e tra una scivolata d'ala e una virata siamo in Austria; volo alla Palli. Il navigatore (Garancini) in fonia inglese dialoga alla grande con i controllori e le torri di volo dei campi che sorvoliamo. Infine con gli occhi attenti a due alianti dopo un ora e 39 minuti ecco Klagenfurt. Ore 9,58 - Giù tranquilli, pista lunga. Rullaggio al parcheggio. Un bell'aeroporto. Fila per pagare le tasse aeroportuali (atterraggio, antincendio, parcheggio, per il «Kitt»: 564 scellini, 79 mila Lire). Negli uffici del direttore dell'aeroporto inizio timidamente a farmi mettere un bollo su due buste (alla fine del volo saprò dove il direttore tiene i timbri e quali usare e con la chiave della parola souvenir stamparmeli da solo per la gioia mia e del prossimo museo aviatorio... Ore 11,50. Espletate tutte le pratiche, si parte da Klagenfurt. L'aereo cui sono sono ridestinato è l'I-Kitt, piloti Deambrosis e Bragato; quello di Manganelli aveva fatto ancora il primo alle 11,06, il terzo di Cappa decolla alle 12,05. Volo nel verde con piccoli laghi, un Paradiso. Ore 12,58. Si atterra a Vienna Neustadt. Campo assolato e un po' desolato. Corsa alla pompa dell'acqua, tempi eroici. Ci riceve un signore massiccio che parla tedesco. E' il dottor Kamlander, cognato del passato presidente della Repubblica, esponente dell'Aereo Club di Vienna. Riceve sorridendo i nostri doni. Foto con Sirolli e il nostro libro "azzurro". Si aspetta tutti. Pranzo rustico (buona una "milanese-viennese"). Poi disposizioni per il lancio dei volantini, pare che all'inizio la zona sia fuori città quasi su un bosco, poi si opta sui ponti del Danubio, proprio come Palli. Eugenio Sirolli pesca da un borsone e tira fuori una manciata di volantini: non sono molti e son da dividere per tre, si giustifica: «li abbiamo dovuti ristampare perchè la bandiera italiana era sbagliata, aveva i colori all'inverso». Ore 16,31. Decollo per il nostro volo su Vienna. Per la storia partecipano due aerei di Pescara, due di Padova e tutti i tre di Casale. Apre Pescara con un lentissimo (è giusto così) Pa 28 pilotato da Eugenio Sirolli e Franco di Bonaventura, a bordo Gabriele Scorrano e Cristiano d'Ortenzio, in alto un TB9 (Giuseppe Manzi e Angela Misha) per le riprese; poi «Casale uno» (I-Cavm) con Cappa, Clemente e Frizzarin (che ha i volantini da lanciare), Casale due, il nostro, battezzato 'dei giornalisti', piloti Bragato e Deambrosis, passeggeri Ercole, Angelino e «Casale tre». Chiudono il corteo due Cesna di Padova (chi lancerà i volantini sarà, giustamente, Poggini). Bragato rema ("non mi sono divertito", dirà alla fine) a tenere la velocità bassa del capofila, provandole tutte da carrello fuori a flaps. Ore 17,05. Lancio sul Danubio, tra due ponti, con sulla destra l'alta torre tv ristorante-panoramico che noi vediamo a pochi metri dal finestrino sinistro, dopo aver fatto l'ennesimo giro a 360° per diminuire la velocità (e i volantini li scorgiamo, macchioline colorate, molto sotto e dietro di noi). Spicca la massa del palazzo Onu su cui Ercole lancia il suo unico volantino tolto di tasca, privandosene a nome di tutto l'equipaggio. Ore 17,30. Atterraggio all'aeroporto principale di Vienna (Scwechat) dopo aver circuitato un po'. La macchina 'follow me' ('seguimi') ci porta lontano, nella zona vip. Ci rinfreschiamo: c'è l'aria condizionata. Si incomincia a sbrigare le prime pratiche per il giorno successivo. Uno sguardo al meteo; bello ovunque Serata libera il che vuol dire bus (puntualissimo) fino al terminal; passeggiata alla Piazza S. Stefano (è un piacere non vedere auto ma carrozze...), stop in un ristorante cafeteria, dolceria. Cappa si spinge fino al Danubio per vedere di trovare qualche suo volantino. -Lunedì 10 agosto- Ore 10,10. Decollo da Vienna, attesa, siamo il numero nove in mezzo ai giganti, tra cui un ventolone dell'Aerflot e un Airbus dell'Australia dalla livrea raffigurante i geni della terra.Cappa ai comandi del nostro aereo (I -Kitt, Tango-tango) vuol fedelmente seguire la rotta di Palli (copilota Teresio Clemente con carte, regolo et similia). Si fa quota; l'aria finalmente diventa fresca. Graz dall'alto, è più grande di quanto ce la ricordavamo dal basso. Entriamo in Slovenia (ecco Maribor e Lubiana) poi in Istria. Il complesso di Porto Rose è uno degli spettacoli più belli mai visti: fiordi, rettangoli delle saline con i casotti, mare blù con scie . Ore 12. Virata secca, giù (per arrivare prima di Manganelli) e atterraggio a Porto Rose; il «follow me» è un signore su velosolex, arriva una stangona in minigonna che offre a tutti un bicchierino su un vassoio (era slivovitz), dogana cortese; cerco un rullino al free shop: «Non li abbiamo più scadevano...» , ma la signorina del brindisi me lo trova al porto. Son proprio cortesi e i turisti se li meritano. Pranzo (ottimo e poco costoso) a base di pesce e frutti di mare. Ore 16,06. Decollo per secondi. Ecco Trieste, storicamente emozionante, una portaerei in rada, sfila la costa, il castello di Miramare.... Ore 16,27. Atterraggio a Ronchi, l'aeroporto della Regione Friuli. C'é poco traffico. Ricerca della polizia per la dogana. Ci avvisano di girare alla larga da Latisana per le prove della manifestazione aviatoria di ferragosto. Ci lascia EzioErcole per amica con auto, destinazione Venezia. Ore 17,16. Ultimo via dalle eliche. Dall'alto si ammira Palmanova, esempio di città fortificata (che dal basso non si coglie...), riecco Montagnana (e Cappa, pilota gentile, fa un 360° fotografico), poi un po' di noia sulla pianura padana dove il senso di assolazione è accentuato dalle lance di irrigazione; scorrono il castello di Belgioioso, il Ticino e l'amico Po, alla radio dietro di noi Bragato conclude il collegamento con il campo Cappa invocando (a Franco Ruo) un brindisi all'acqua minerale (e così sarà all'arrivo). Per la cronaca noi atterriamo alle 19,10 (che bello se la pista del Cappa fosse asfaltata, dopo quanto abbiamo visto in giro ci vorrebbe poco per un salto di qualità attira-turisti anche in questa struttura...); siamo preceduti di venti minuti dal solito Manganelli (I-Cavi), seguiti alle 19,40 dall'aereo 'presidenziale' (il Victor Mike) che si attarda (bravo) a un giro di saluto sul campo. L'euforia fa pensare a grandi cose come un raid a Salonicco in ricordo di Demetrio di Monferrato, re di Tessaglia. Luigi Angelino • Materiale ricordo è stato predisposto dall'A. C.. Pescara: tre cartoline filateliche incise dal grafico Vito Giovannelli (noto per i suoi ex libris), più una cartolina per il campionato di volo virtuale. Altre cartoline da S. Pelagio (dove domenica 9 si è tenuta una grande celebrazione; è stato presentato un libro sulla Serenissima di Giorgio Evangelisti). Maglietta bianca, con stampato il volantino, dall'A.C. Casale. Personalmente abbiamo portato in volo alcune buste (indirizzate al sindaco, all'Aereo Club, al circolo filatelico...) e cartoline facendole firmare dai piloti e timbrare sui campi. FOTO. Un aereo del primo remake I a Padova (un'altra foto nel "lancio" a Vienna) , il capitano Natal Palli, Palli con D'Annunzio e alcuni piloti della "Serenissima" a San Pelagio di Padova, a destra Dannunzio

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