Articolo »

  • 10 maggio 2019
  • Casale Monferrato

Casale Monferrato

Agganciava le vittime su internet, le narcotizzava e le derubava

Bulgara di 39 anni arrestata dalla Polizia

Rapina. È l’accusa con la quale la Polizia di Casale Monferrato martedì ha arrestato in esecuzione a un ordine di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Vercelli, di una cittadina bulgara di 39 anni, della quale sono state rese note solo le iniziali, K.M., residente a Valenza.

Le indagini hanno avuto inizio il 20 marzo scorso, quando la squadra investigativa del Commissariato acquisiva la notizia dell’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di un 60enne casalese, vittima di una rapina subìta nella sua abitazione e compiuta da una donna che gli aveva somministrato della droga. Questi forniva elementi utili alle indagini, riferendo di aver conosciuto qualche giorno prima la donna in questione su un sito internet di incontri e di aver organizzato con lei di vedersi in città, sabato 16 marzo.

Dopo averla incontrata nei pressi della stazione ferroviaria si recavano nella sua abitazione ove la donna, esternando la volontà di avere un rapporto sessuale, gli proponeva di ingerire una “polverina” che a suo dire avrebbe aumentato la durata e le prestazioni dell’atto. Dopo averla ingerita il casalese cadeva in uno stato di sonnolenza da cui si riprendeva solo nelle prime ore della notte della domenica seguente, accorgendosi che insieme alla sconosciuta erano spariti il suo bancomat, due telefoni cellulari, un orologio da polso e denaro contante.

A seguito di una prima ed immediata attività investigativa, la donna veniva identificata e segnalata in stato di libertà all’autorità giudiziaria per il reato di rapina. Le successive indagini, anche di natura tecnica, consentivano di individuare un’altra vittima, un uomo residente a Novara, al quale K.M., con modalità analoghe, aveva sottratto telecamere, videocamere, telefoni cellulari, due orologi da polso e preziosi. Entrambe le vittime, in una successiva individuazione fotografica, riconoscevano K.M. come autrice delle rapine. In occasione di un ulteriore incontro in Genova, la malvivente veniva sottoposta ad una perquisizione personale che consentiva di rinvenire, tra l’altro, un flacone di narcotico occultato all’interno della borsa, da ricondurre alla sostanza utilizzata nelle precedenti rapine e che verosimilmente avrebbe fatto ingerire anche all’uomo con cui aveva organizzato l’incontro in questione.

L’ignaro uomo, interpellato dai poliziotti, confermava di aver conosciuto la donna bulgara, qualche giorno prima, navigando in rete su un sito di incontri. La perquisizione veniva estesa anche all’abitazione di residenza della sospettata, dove sono stati rinvenuti alcuni degli oggetti trafugati nel corso delle varie rapine, riconosciuti dai legittimi proprietari. Gli accertamenti eseguiti hanno consentito al gip del Tribunale di Vercelli di emettere ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo l’arresto la donna è stata trasferita nella casa circondariale di Vercelli.