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  • 06 aprile 2011
  • Casale Monferrato

Interventi di restauro conservativo della chiesa di san Giovannino

Per coloro che nutrono qualche interesse, sia esso affettivo o storico artistico, per la chiesa di san Giovannino, sarà cosa gradita venire a conoscenza degli importanti interventi di manutenzione straordianaria relativi all’edificio di culto. Grazie ad un consistente stanziamento di fondi da parte della CEI, in particolare attraverso le donazioni dell’otto per mille alla chiesa cattolica, è stato possibile l’intervento di rifacimento del manto di copertura della chiesa già dedicata a Santa Maria delle Grazie e San Giovanni e maggiormente nota come San Giovannino. Il contributo di 30.000 euro è stato finalizzato in buona sostanza al risanamento delle due falde del tetto della chiesetta: la prima sovrastante il corpo porticato; la seconda, più complessa, del tiburio ottagonale. La nuova fase dei lavori, come da progetto, ha riguardato la sostituzione della grossa e piccola orditura e il recupero del manto in coppi vecchi, con l’integrazione di coppi nuovi ad impluvio. Sotto la supervisione della Soprintendente ai beni architettonici del Piemonte, rappresentata da Maria Carla Visconti, la consulenza degli architetti Giuseppina Novarese e Andrea Degiovanni (incaricato per la sicurezza) e sopratutto grazie al decisivo impegno di Padre Massimo, parroco della parrocchia di Santa Maria degli Angeli; la ditta Bincoletto, impresa esecutrice dei lavori, ha portato a termine l’opera di manutenzione iniziata lo scorso ottobre. La rimozione dei vecchi coppi, in parte deteriorati, ha permesso di scoprire con evidente sorpresa che la copertura poggiava su di un cumulo di detriti ed era perciò priva di un’intelaiatura lignea adeguata. Si è così provveduto ad asportare tutto il rottame creando ex novo un assito di sostegno alla struttura. Nella fase di restauro del tetto della chiesetta, oltre alla dotazione di gronde e discese per la raccolta di acque piovane, è stato effettuato un intervento conservativo della piccola cella campanaria a vela e dei supporti in legno che reggono la campana. Durante i lavori i tecnici hanno scoperto la data della fusione della campana: 1749. Inoltre sono emerse nella parte interna della cella le abbreviazioni dei nomi di Gesù, Maria e Giuseppe; nella parte sottostante l’immagine di Gesù crocefisso con accanto un angelo e dal lato opposto l’Immacolata che poggia i piedi su di una falce di luna. Rimane difficile da interpretare il nome del fonditore della campana, poiché risulta poco leggibile, anche se qualche indizio lo potrebbe fornire l’abbreviazione del nome “A. Giorgio”. L’intervento di risanamento della copertura, auspicato da molti, ha messo in sicurezza la decorazione interna ad affresco. La conservazione delle decorazioni murali eseguite con la tecnica del mezzo fresco risultava infatti in serio pericolo, dopo che vistosi percolamenti d’acqua dalla finestra centrale avevano causato sollevamenti della pellicola pittorica, importanti fessurazioni degli intonaci e parziali distacchi di porzioni anche estese della decorazione murale. Il prossimo intervento potrebbe riguardare il ciclo decorativo delle pareti della chiesetta a pianta ottagonale, che seppur modesto, riveste interamente le pareti narrando scene della vita di san Giovanni il Battista al quale è dedicato l’edificio. Non ultimo ricordiamo che all’interno della chiesa è ospitata la tomba dell’avvocato e deputato al Parlamento italiano Filippo Mellana (1810 – 1874), valente sostenitore delle idee risorgimentali. Durante la carica di sindaco di Casale dal 1856 ricordiamo il suo intervento di risistemazione di piazza castello; l’appoggio allo sviluppo delle linee ferroviarie circostanti; l’impegno per la costruzione del principale canale d’irrigazione del territorio casalese – il canale Lanza ; in ambito educativo l’incentivo alla costituzione del primo Istituto tecnico in Italia, l’Istituto Leardi. Marta Barbesino

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