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«Il 1° maggio? La qualità della contrattazione come leva per difendere lavoro e imprese»
Interviene Confartigianato Imprese Piemonte
«Confartigianato Imprese Piemonte esprime un sostanziale apprezzamento per le misure contenute nel Decreto Lavoro approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, in particolare per gli interventi dedicati al sostegno dell'occupazione».
Giudizio positivo «sulle norme relative agli incentivi alle assunzioni, tra cui bonus donne, bonus giovani e bonus ZES, che favoriscono rapporti di lavoro stabili. Nella stessa direzione viene valutato favorevolmente anche l'incentivo per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, con un'attenzione specifica all'occupazione giovanile».
Positivo anche il giudizio «sulla conferma della centralità dei contratti collettivi nazionali di lavoro nella definizione dei salari. La contrattazione collettiva di qualità è uno strumento fondamentale per garantire stabilità e contrastare fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale».
In Italia «oltre il 96% dei lavoratori è coperto da contratti collettivi firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Eppure, accanto a questo sistema solido, proliferano oltre 700 contratti “pirata” che, pur avendo un peso marginale, producono effetti distorsivi rilevanti su salari, concorrenza e diritti».
È questo il tema che Confartigianato Imprese Piemonte porta al centro della riflessione per il 1° maggio: la qualità della contrattazione come leva per difendere lavoro e imprese.
«Secondo i dati CNEL, su oltre 1.000 contratti depositati nel settore privato, poco più di 200 fanno capo alle organizzazioni realmente rappresentative, ma coprono la quasi totalità degli occupati. Gli altri, sottoscritti da sigle poco rappresentative, introducono condizioni peggiorative con un obiettivo chiaro: ridurre il costo del lavoro. Il risultato è un vero e proprio dumping contrattuale. Le retribuzioni previste dai contratti pirata possono essere inferiori dal 20% al 40% rispetto a quelle dei contratti “leader”, con differenze che arrivano fino a 3-4 mila euro annui per lavoratore».
L’impatto non riguarda solo i dipendenti: «Il dumping contrattuale altera la concorrenza, penalizza le imprese corrette e genera un costo per l’intero sistema economico stimato in oltre 1,5 miliardi di euro all’anno. Per il sistema dell’artigianato piemontese, fatto di micro e piccole imprese, il rischio è concreto: chi applica contratti di qualità si trova a competere con chi abbassa artificialmente i costi comprimendo diritti e salari».
«Non è abbassando i diritti che si cresce – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – i contratti pirata danneggiano lavoratori e imprese sane che rispettano le regole. La competitività si costruisce su regole certe, non sul ribasso. La vera sfida è rafforzare una contrattazione di qualità, valorizzando i contratti comparativamente più rappresentativi, gli unici in grado di garantire un “salario minimo” coerente con i principi dell’art. 36 della Costituzione. Il 1° maggio è, dunque, l’occasione per ribadire una scelta chiara: difendere e valorizzare i contratti di qualità. Sono questi a garantire un lavoro dignitoso, la concorrenza leale e la crescita sostenibile».
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