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Scorie nucleari

Un Consiglio regionale aperto sul Deposito Nazionale rifiuti radioattivi

L'intervento di Movimento 5 Stelle e PD

«Via libera dalla riunione dei capigruppo in Regione Piemonte alla richiesta avanzata dal Movimento 5 Stelle di convocare una seduta aperta del Consiglio regionale sul tema del Deposito Unico nazionale delle scorie nucleari».

Lo comunicano dal M5S: «Un passo necessario per portare il dibattito nella sua sede naturale: in seno alle istituzioni elette dai cittadini e lontano dalla caotica arena social. Pensiamo che la seduta debba prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (enti locali, associazioni, rappresentanti di categoria)».

Il Consiglio regionale aperto «rappresenta un passaggio, coerente e conseguente, al percorso di trasparenza avviato dal Ministro Costa con la pubblicazione della lista contenente i 67 siti potenzialmente idonei. Un documento tenuto nascosto dai Governi passati per molti anni e finalmente messo a disposizione dell’opinione pubblica per avviare un dibattito il più consapevole possibile. Nessuna scelta è stata calata dall’alto, siamo solo all’inizio di un percorso decisionale che sarà il più inclusivo ed allargato possibile. Le Regioni avranno un ruolo cruciale, ed il primo strumento a disposizione è proprio un Consiglio regionale aperto».

«Rappresenta un atto importante la decisione della conferenza dei capigruppo di accettare di convocare una seduta aperta del Consiglio regionale sul tema del deposito unico nazionale delle scorie nucleari. Avevo sostenuto con forza questa richiesta perché ritengo che debbano essere ascoltate tutte le posizioni dei soggetti interessati» dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Ravetti

«Ribadisco che con il confronto e con la ragionevolezza sarà più semplice capire come affrontare il futuro e unire, anziché dividere, le Istituzioni sugli interessi generali e non su interessi di parte politica. In un progetto tanto delicato devo essere coinvolte le comunità che esporranno le proprie esigenze e le proprie perplessità. Credo, tuttavia, che i nostri territori abbiano necessità di altra natura, come quella di un progetto per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini» conclude Ravetti.


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