Un appello ai "signori dell'amianto" - "Malapolvere" - Filmato in mediacenter
Sulle parole della lettera aperta ai “signori dell’amianto”, affidate all’intensa interpretazione dell’attrice Caterina Deregibus, si è chiusa venerdì sera al Circolo Ricreativo Comunale la presentazione del libro “Malapolvere” (edizioni Sonda): autrice la giornalista casalese Silvana Mossano che dà voce nelle pagine al coro delle vittime dell’immensa tragedia dell’amianto.
Un dramma che nella sua introduzione Emanuele Novazio, già corrispondente a Mosca per il quotidiano ”La Stampa”, ha accostato alle vicende di Chernobyl.
Presentazione che si è tenuta in una data simbolica - il 10 dicembre, a un anno esatto dall’inizio del processo di Torino - e in un luogo simbolico: l’ex Dopolavoro Eternit, poi Circolo Mazza, dal nome del fondatore dell’azienda italiana. Nome che il presidente attuale del circolo, Pier Giuseppe Bollo, ha voluto cancellare, sostituendolo. Così come sulla copertina di “Malapolvere” (sottotitolo ‘Una città si ribella ai “signori” dell’amianto) Luciano Bobba ha disegnato un operaio che cancella l’insegna della “fabbrica della morte”.
Novazio, casalese, a sua volta colpito qualche anno fa da un grave lutto a causa dell’amianto, ha sottolineato come «questa città non si è mai stancata di manifestare il suo dolore, con grande dignità, compostezza».
Come emerge dalle parole di Luisa Minazzi, che ha vissuto la sua battaglia contro la malattia in prima fila, e da tutte le testimonianze di “Donne nella polvere” (madri, mogli, figlie, sorelle) raccolte da Silvana Mossano.
La straordinaria partecipazione alla serata (circa 250 persone, salone gremito) conferma ancora una volta - semmai ce ne fosse bisogno - quanto il mal d’amianto sia drammaticamente vivo “nel corpo e nell’anima” di questa città. E di qui nasce l’appello finale di “Malapolvere”, quello che - accanto alla bonifica e alla ricerca della giustizia - mette il segno della speranza. Speranza di dare pace ai morti e di uscirne finalmente fuori. «Unico modo possibile: trovare un medicamento vittorioso sul mesotelioma. Ma servono denari.
Signori dell’amianto, servono i «vostri» denari.
Quanti? Stabilitelo voi. Con l’acume imprenditoriale che vi ha garantito molti successi, fate il migliore e il più nobile degli investimenti: cercate i più capaci scienziati, affidate loro il compito e motivateli «concretamente» verso l’obbiettivo.
Sarà il «nostro» comune obbiettivo: più in fretta i ricercatori troveranno la soluzione efficace e definitiva, più in fretta voi interromperete l’erogazione finanziaria e più in fretta noi celebreremo la vittoria della guarigione sul mal d’amianto.
Sarà, quel giorno, un giorno bellissimo. Per tutti.
Noi che l’amianto ci ha marchiato la vita vogliamo credere che non vi tirerete indietro. Nessun «ingegnere dell’immagine» potrebbe costruirvi un volto migliore di questo.
Nessun giudice e nessun aggiustatore di coscienze potrebbe offrirvi un’assoluzione e una redenzione etica più virtuosa.
L’unico modo per farcela è investire in questa battaglia. L’unico modo per vincere la battaglia è non lasciare il campo prima di aver sconfitto l’avversario.
Sarà così, vero?».
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Nel mediacenter di questo sito, servizio filmato sulla presentazione di "Malapolvere"