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Eliporto, anfiteatro e hotel di charme al castello

Si è tenuto martedì sera il consiglio comunale a Camino. Tre le assenze (Giorcelli, Valentino, Florian). Presente invece il sindaco Giorgio Rondano (nella foto) nonostante il sinistro stradale che lo ha coinvolto, per fortuna senza gravi conseguenze, poco prima dell’inizio della seduta. Numerosi i punti affrontati: approvati all’unanimità la convenzione per l’ufficio di segreteria comunale tra i Comuni di Camino, Borghetto di Borbera, Arquata Scrivia, Vignole Borbera e Solonghello, la proposta di delibera di assestamento del bilancio ed il sostegno alle istanze drammatiche ed urgenti del settore agricolo da parte di Confagricoltura, Cia, ConfCooperative. Più sofferta invece la seconda parte del consiglio: in tre si sono astenuti (Migliau, Cavalchino e Accominotti) con riferimento all’adozione della valutazione ambientale strategica di piano regolatore generale ed in quattro (i consiglieri di minoranza Migliau, Cavalchino e Accominotti ed il consigliere di maggioranza Lazzarin) hanno votato contro l’adozione della proposta di variante parziale al Piano Regolatore per l’inserimento di un’area turistico-ricettiva. La proposta di variante riguarda l’area del castello di Castel San Pietro che, nelle intenzioni della proprietà, dovrebbe essere oggetto di un progetto di ristrutturazione del colle per la realizzazione di un hotel di charme con centro benessere, piscina, eliporto e anfiteatro. Rondano ha premesso che si tornava in Consiglio a causa di un errore formale, poiché nella presentazione della variante parziale era stata erroneamente indicata come area agricola ciò che nel vecchio piano risultava centro storico. Nel precisare che nel corso dell’iter avviato tale errore è stato opportunamente corretto, il sindaco ha comunque ritenuto di riportare in consiglio l’adozione della proposta di variante parziale per ripubblicarla scevra da inesattezze. Sul punto si è aperto un confronto serrato tra la maggioranza e la minoranza di La nostra Camino, poiché i consiglieri Elena Migliau e Alberto Cavalchino hanno voluto, a tutela degli interessi ambientali coinvolti dal progetto, richiamare l’attenzione del consiglio all’importanza del rispetto della normativa vigente, sostenendo in particolare che l’intervento in questione avrebbe dovuto condurre ad una variante strutturale e non parziale, con tutte le conseguenze che questo comporta sotto il profilo dell’iter previsto per legge. La votazione si è conclusa con sei voti a favore e quattro contrari: dalla pubblicazione decorre ora il termine di quindici giorni per eventuali osservazioni.

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Federico Nardi

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