Articolo »

  • 17 marzo 2008
  • Casale Monferrato

"La modernità nella progettazione del verde"

La giornata di studio promossa dal Dipartimento di Agronomia dell'Università di Torino sul tema La modernità nella progettazione del verde di Pietro Porcinai svoltasi sabato scorso a palazzo Sangiorgio ha suscitato grande interesse, anche per la partecipazione di Anna Porcinai che del padre ha tracciato un intenso ritratto. Erano presenti l'assessore alla cultura di Casale Monferrato Riccardo Calvo, addetti ai lavori, studenti, appassionati di giardini e tanti ascoltatori richiamati dal desiderio di approfondire la conoscenza di un personaggio su cui la mostra (aperta fino al 30 marzo a palazzo Sannazzaro) ha il merito di aver puntato potenti riflettori. A sottolineare l'orgoglio di averla organizzata e realizzata è intervenuta Maria Rita Rossa, assessore alla cultura della Provincia di Alessandria, che dopo aver esteso ai partecipanti il saluto del presidente della provincia di Arezzo ha ringraziato la Società Orticola e la sua presidente Luisa Francia poiché l'avvenimento ha dato modo di riflettere su un bene, il paesaggio, entrato nel codice dei Beni culturali: quel paesaggio il cui valore etico va ben oltre la passione per la natura. Il discorso iniziato in questa occasione, ha proseguito l'assessore, non terminerà con la chiusura della mostra, ma grazie ad essa si potranno avere altri interessanti sviluppi. Moderati da Vittorio Defabiani si sono poi succeduti i relatori. La prima ad intervenire, Gabriella Carapelli, trattando il tema L'archivio di Pietro Porcinai nella ricerca storica sul giardino del 900, ha dimostrato l'importanza del ricchissimo archivio per la conoscenza di questo eclettico personaggio di formazione culturale in gran parte autodidatta che ha progettato oltre 1300 opere, anticipando con esse gli aspetti più importanti nella progettazione e nell'arte del giardino. A rivisitare i suoi lavori ci si rende conto - ha rimarcato la relatrice - di quanto sia stato fondamentale il giardino della Gamberaia realizzato dal padre tra il 1902 e il 1914 che, come un imprinting, ha indirizzato tutta la sua vastissima opera e lo ha portato a tradurre in chiave moderna il giardino all'italiana. Il giardino: una casa avente per tetto il cielo, il tema trattato da Elena Accati. Riprende una frase di Porcinai, "il mago dei giardini" la cui magia non è ancora completamente compresa, ha ribadito la relatrice che esaminando alcuni dei lavori più significativi in Piemonte, Lombardia e Liguria ha sottolineato la modernità del progettista toscano sempre molto attento al paesaggio circostante; modernità insita nell'attenzione ai temi dell'ecologia, alla ricerca di un punto di sintesi tra architettura e natura ottenuto anche grazie a materiali naturali come pietra, legno e acqua utili a mascherare l'artificiosità dei manufatti. Il tutto accompagnato da un perfetto impiego della vegetazione, di cui aveva conoscenza profonda. Quale tipo di vegetazione? Ne ha parlato Marco Devecchi trattando il tema La vegetazione nei giardini di Pietro Porcinai. Grazie all'archivio, ai colloqui coi giardinieri, alle visite ai giardini si conosce sempre meglio la componente vegetale utilizzata, rappresentata da rampicanti che salendo lungo i muri ne smussano la rigidezza e permettono ai vari elementi di dialogare armoniosamente. Tra gli alberi, Porcinai amava particolarmente il cipresso "che lo straniero del Nord (là dove non nasce per nebbia e freddo) ci invidia, ma anche la gente di altri paesi ammira il modo in cui da noi è impiegato". Grande spazio è anche dato alle tappezzanti che adagiandosi sul terreno lo modellano. I fiori sono gradevoli macchie di colore, senza tuttavia prevalere sul verde di arbusti e alberi che vanno disposti armoniosamente, non in fila "perché la natura non li mette mai in fila". Carlo Pesce, trattando il tema Il giardino nella pittura piemontese dell'800 e 900, ha fatto un'interessante carrellata di pittori le cui opere (romantiche, impressioniste, postimpressioniste, veriste, divisioniste...) sono talvolta di semplice esercizio, talvolta, come quelle di Lorenzo Delleani o di Angelo Morbelli, di notevole pregio. Nel corso del convegno ha portato una preziosa testimonianza il geometra Remigio Buzzi, di Trino Vercellese, che ha conosciuto personalmente Pietro Porcinai col quale ha collaborato nella realizzazione di Villa Recchi affacciata sul mare di Portofino, la cui straordinaria piscina condensa in forma moderne e rarefatte le riflessioni sul paesaggio mediterraneo del grande paesaggista toscano. Gli interventi si sono avvicendati catturando l'interesse dei presenti, ma la testimonianza più intensa è stata quella di Anna Porcinai: minuta e gentile, con la voce a tratti incrinata dalla commozione, la signora ha rievocato la vita del padre, il suo "caro babbino" che il lavoro portava spesso in giro per il mondo. Di lui ha rievocato il carattere gioviale che lo portava ad avere, quando era a casa, sempre molti amici attorno, amici che talvolta erano stati committenti coi quali è stato in contatto tutta la vita (ma con taluni non aveva feeling, e il rapporto si interrompeva prima ancora di incominciare); di lui ha ricordato l'eclettismo che lo ha portato a numerose realizzazioni in tanti campi. Una foto della famiglia negli anni cinquanta - genitori e quattro figli, ed una foto del padre ormai al termine dell'esistenza, nel 1886: in mezzo tutta una vita che la mostra e il convegno hanno voluto ricordare. Grazie ad ognuno di coloro che hanno permesso questo avvenimento, ha concluso Anna Porcinai. Mentre il pubblico sfollava, si è colto un commento che riassumeva quello che molto probabilmente era il parere di tutti: è stato molto interessante, perché di Porcinai ha fatto conoscere anche il lato umano, oltre che professionale. Silvia Biletta Rota

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Federico Nardi

Federico Nardi
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!