Bonifica: iniziate le analisi all'ex fabbrica del latte
di Mario Giunipero
È iniziato un primo decisivo passo per dissinnescare la “bomba ecologica” giacente da anni nello stabilimento dell’ex fabbrica di latte in polvere per animali, situata a lato della provinciale, ad un centinaio di metri dal capoluogo.
Il sindaco di Villadeati Francesco Azzalin con alcuni amministratori e con la partecipazione del tenico del Comune, del comandante della stazione dei Carabinieri di Murisengo competente per territorio ed alcuni militi hanno accompagnato all’interno il geologo della Provincia di Alessandria e gli operatori della ditta RQA incaricata ai rilevamenti.
Da tempo, circolavano voci sulle condizioni di dissesto dello stabilimento e dell’area circostante. Ma quanto appare nell’entrare all’interno della vasta zona, cintata e rigorosamente chiusa da anni, è davvero impressionante e nettamente peggiore dell’immaginabile.
Ovunque, negli ampi spazi circostanti i capannoni, sono stati abbandonati rifiuti solidi di ogni tipo: gomme, rottami metallici difficilmente classificabili e, quel che è peggio, molti sacchi, alcuni aperti ed esposti alle intemperie, da cui esce una terra che si presume proveniente da scarti di fonderia, che, si teme, potenzialemente tossica.
All’interno dello stabilimento, altre cataste enormi degli stessi sacconi, alcuni rotti. Sul pavimento, a coprire un ampio settore, giace un’isola di questa brutta terra, nenche più insaccata, ma trasportata con autocarri ribaltabili.
E allora, il ricordo va agli anni ‘60 quando in quel luogo, ordinato e pulito, lavoravano decine di persone della zona. Il direttore era Mario Regazzetti, un tecnico di alto livello proveniente da Crema e sposato in paese dove risiedeva, stimato e socio fondatore del Lions Club Val Cerrina. Morì prematuramente, come il finanziere Cabassi di Milano, che aveva rilevato l’azienda.
Da allora, il degrado è stato progressivo, con usi diversi dei capannoni, fino ad arrivare allo stoccaggio dei rifiuti, ormai giacenti da anni.
Il risanamento del sito ed il ritorno ad un uso approppriato era fortemente sostenuto da tutti e da tempo, ma i costi della bonifica sembravano insostenibili.
Ora, con un primo intervento degli organi istituzionali previsto in 100.000 euro, sono iniziate le analisi ambientali con i sondaggi nel terreno volti a valutare l’eventuale inquinamento del sottosuolo.
Con l’apposita attrezzatura è stato eseguito il piano di carotaggio prelevando tre campioni di terreno nel piazzale, ed uno all’interno dello stabilimento.
Altri prelievi sono stati eseguiti nei pressi dei serrbatoi di carburante e a valle, dove defluiscono verso il torrente Stura le acque di scolo. Prossimamente si avranno i risultati ed in base ad essi si procederà con un piano di bonifica. «A lavori conclusi (mi impegnerò con tutte le forze perchè si proceda celermente), l’area sarà destinata ad attività di sviluppo per tutta la Val Cerrina» conclude il sindaco Azzalin che appare molto determinato.