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Un Piano per la “Fermi” di Trino: smantellamento, trasporto scorie e Protezione Civile

La Sogin è disponibile ad aprire un “tavolo di trasparenza” riguardo l’attività di smantellamento del sito nucleare trinese ed a fornire tutte le informazioni necessarie. È quanto emerso durante una riunione che ha avuto luogo nei locali della Sinagoga, presso il Municipio di Trino. Presente all’incontro l’amministrazione comunale con il sindaco Marco Felisati, gli assessori Mario Burrone, Massimo Negri, Beppe Ferraro, Daniele Pane, il presidente del Consiglio Nicoletta Mussino, i consiglieri Barbara Gardano, Domenico Tromba e Alessandro Demichelis (del gruppo di minoranza “Trino tua”). In rappresentanza di Sogin c’erano Davide Galli, responsabile di tutti i siti nazionali, sedi di centrali nucleari e Nunzia Radatti, direttore del sito di Trino. L’obiettivo della riunione era tracciare le linee guida per avviare una collaborazione tra il Comune e la Sogin per le informazioni che devono essere date ai cittadini in merito al “decommissioning” della centrale ed ai trasporti delle scorie nucleari all’estero e per la destinazione occupazionale delle maestranze attualmente in servizio presso la centrale di Trino e presso l’indotto che lavora per la centrale. «Il Comune - ha spiegato Negri - chiede trasparenza a Sogin. Sappiamo che i trasporti saranno ancora due, ma vogliamo essere maggiormente coinvolti in tutte le questioni che riguardano lo smantellamento della centrale, anche, e soprattutto, perchè dobbiamo redigere il Piano di Protezione Civile. Per questo, all’incontro c’era anche Andrea Ferrarotti, il tecnico incaricato dal Comune per preparare il documento. Ora sono previsti altri incontri, tra l’amministrazione comunale, il tecnico e la Sogin, a cui saranno invitati rappresentanti della Prefettura, che è competente per i rischi radiologici. Solo dopo diversi incontri saremo in grado di compilare un Piano di Protezione Civile dettagliato. Noi sappiamo che tutto il progetto di redazione del Piano, riguarda tutti, popolazione e territorio, non un singolo assessore». Burrone ha sottolineato la necessità di tutelare il personale attualmente impiegato presso la centrale e quello che lavora nell’indotto: «Abbiamo chiesto a Sogin di conoscere quale sarà la destinazione occupazionale delle maestranze attualmente in servizio presso la centrale di Trino, e quali siano gli eventuali progetti di utilizzo degli stessi nell’ambito del territorio comunale. Sogin si è assunta l’impegno per cercare di attivare una riconversione e studiare un progetto in merito, perché la centrale è comunque un patrimonio che va salvaguardato. Abbiamo affrontato gli aspetti della sicurezza, ma anche quelli della garanzia del lavoro». A Bosco Marengo, il sito è stato riconvertito in Centro Ricerche. Forse anche a Trino potrebbe avvenire la stessa cosa. «Magari - aggiunge Negri - un progetto per lo smaltimento del silicio usato per costruire i pannelli fotovoltaici. Per tali questioni ci deve essere l’impegno dell’amministratore delegato di Sogin Giuseppe Nucci». Anche di questo si discuterà nei prossimi incontri.

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Federico Nardi

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