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Il consigliere regionale

Ravetti: chiedo un confronto sul futuro della sanità in provincia di Alessandria

«Cerchiamo solo di garantire il diritto alla salute, “costi quel che costi”»

Domenico Ravetti, consigliere regionale del Piemonte, presidente Gruppo PD ha inviato una lettera aperta «dopo aver letto con piacere diverse interviste e approfondimenti sul futuro dei singoli ospedali della provincia di Alessandria. Rilevo più o meno ovunque ottime proposte sul merito delle quali per ora non mi addentro; mi limito a chiedervi, con sincero apprezzamento per il lavoro svolto e con la massima considerazione per la vostra autonomia, se anche per voi, per l’importanza dell’informazione e della formazione di opinioni pubbliche ma soprattutto per la delicatezza dell’argomento, non sia giunto il tempo di avviare sul nostro territorio un confronto inedito per il futuro».

Ravetti chiede, «proprio ora che viviamo questo disastro sanitario ed economico, se avete in comune con me l’idea che i focus sul futuro di quello o di quell’altro ospedale, molte volte in competizione tra loro e difesi sotto i rispettivi campanili, sono importanti ma solo se attivati nello scenario complessivo in cui quelle strutture operano. Mi scuserete, non prendetelo come uno sfogo, ma cosa deve ancora capitare in questa provincia, che ha pagato un prezzo pazzesco in termini di contagi e decessi, per convincerci che dobbiamo riorganizzarci ragionando nello stesso momento di tutta la rete ospedaliera, tutta, e sul potenziamento dei servizi territoriali integrati ad essa? Perché, detto con tanta trasparenza, per fare un esempio attualissimo, il virus non lo fermeremo solo negli ospedali, dove si curano i positivi critici, ma con la capacità di intercettarlo e di isolarlo sul territorio».

E si interroga: «È forse per la debolezza su questo fronte che siamo in queste condizioni nonostante il sacrificio dei medici di medicina generale lasciati troppe volte a combattere questo virus a mani nude? Ancora un pensiero: dobbiamo chiedere con forza al Governo nazionale un investimento poderoso sulla sanità pubblica per garantire ai cittadini il diritto alla tutela della salute. Chiederemo ancora e con forza un investimento sulla ricerca, e Casale Monferrato, dal mio punto di vista, dovrà diventare sede legale, e per alcune attività anche operativa, dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sulle patologie ambientali. E concludo davvero: se il diritto alla salute verrà ancora garantito grazie alle Aziende Sanitarie Regionali il fattore “sostenibilità economica” continuerà ad essere il più significativo per evitare il default in cui troppe Regioni sono cadute, tra queste prima del 2016 anche il Piemonte. E di questo fattore dovremo tener conto nel confronto sulla riorganizzazione provinciale alessandrina».

Conclude il consigliere regionale: «Oppure cambiamo davvero tutto. Eliminiamo il fattore “azienda”, cerchiamo solo di garantire il diritto alla salute, “costi quel che costi”. Ma allora il mio richiamo va a tre parole “appropriatezza, efficacia, efficienza”. Che devono diventare elementi oggettivi e misurabili da soggetti terzi, autonomi da tanti legittimi interessi. La politica ha enormi responsabilità e sbagliato molte volte, ora non può più permettersi errori, ma va aiutata. La Salute, che è un bene comune, ha bisogno di tutti per essere garantita».


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