Lezione di storia con la musica rock. Gli Yo Yo Mundi al Classico con le loro canzoni su Cefalonia
A distanza di tre anni dallo spettacolo dedicato alla Banda Tom, gli Yo Yo Mundi pubblicano un nuovo cd (Album Rosso) che contiene tre canzoni dedicate all’eccidio della Divisione Acqui a Cefalonia. E proprio per parlare di Cefalonia, del ruolo della storia e della memoria, gli Yo Yo Mundi hanno incontrato oggi, in aula magna, gli studenti del Liceo Classico Balbo, presentando in una originale versione acustica i loro brani e dialogando con docenti e studenti.
L’eccidio di Cefalonia, oltre a rappresentare il più grande massacro di prigionieri militari, è un evento emblematico della storia italiana, non ancora forse adeguatamente valorizzato nella memoria collettiva. La scelta di non cedere le armi ai tedeschi e di combattere, nella consapevolezza della disparità di forze, rappresenta l’altro volto dell’8 settembre: dal disonore dello sbando al recupero della dignità e del senso dell’onore, dalla guerra passiva alla volontà di opporsi al nazifascismo. Cefalonia, dunque, come primo episodio del riscatto del popolo italiano, anche attraverso il sacrificio scelto e voluto da migliaia di ragazzi che hanno preferito morire piuttosto che perdere quella dignità che la patria che li aveva mandati a combattere non aveva saputo difendere.
Ecco perché, accanto agli eventi che gli storici ricostruiscono nella loro imparzialità, è opportuno affiancare la memoria delle scelte, dei valori e degli ideali perché, se è vero che, come cantano gli Yo Yo Mundi in Il silenzio del mare, «la morte in questo mondo rende tutti uguali» è necessario sottolineare come «il solco della differenza lo scavano nel profondo i nostri ideali» perché la morte «taglia, fugge, ma ciò che resta di vivo è la ragione per cui ora combatto e vivo, ma il vero motivo per cui un giorno sarò morto è lo spillo conficcato da Dio tra la ragione e il torto».
Un’inconsueta lezione di storia, attraverso la musica rock, proposta agli studenti nell’ambito di una serie di iniziative culturali che – come ha sottolineato il preside Gianni Abbate – vogliono proporsi come momenti di celebrazione non estemporanei della memoria storica e avvicinare i ragazzi di oggi a quegli ideali che giovani della loro stessa età avevano difeso nei momenti drammatici nella seconda guerra mondiale.